martedì 13 ottobre 2026

Il Bianco e la Viola


Tani incontra finalmente l'Iniziato che le impartisce una richiesta bene precisa...

[5:39 AM] IL SANTO seminascosto nella penombra,vede finalmente la sagoma della femmina in viola che sta cercando. Si avvicina con passo talmente leggero da non essere udito e a pochi passi da lei si ferma * Tal donna... qualcuno deve parlarti...*
[5:40 AM] Lokustus (Aljoor Resident): Osservo le due guardie, che mi stanno intimando l'alt, incrociando le lance. Al solito, mi chiedono informazioni e documentazione " Il mio nome, vero, è Lokustus, ed è l'unico nome che porto e vengo da Schendi City, ma non faccio parte della Lega dei Black Slavers, non attualmente o comunque non in attività. LA mia Homestone, è sempre Schendi City, e no, non lascerò le mie armi all'ingresso: potete farmi scortare, oppure" Dico, alzando le spalle " Me ne vado, se è cosi che funziona" Continuo ad osservare le guardie, attendendo da loro un responso.
[5:41 AM] Tani Thor era uscita dal kennel per una boccata d'aria: mille pensieri le affollavano la mente e la preoccupazione che Nio fosse partito e che le potessero arrivare notizie di guerra la inquietava. Per non parlare per la presenza dell'Iniziato in città....anche se di lui si erano perse le tracce. Stava di fronte alla bancherelle delle spezie, odorando della cannella quando con la coda dell'occhio scorge una presenza...la pelle d'oca le pervase la pelle appena ne sente la voce...Si volta, lo guarda e subito lo riconosce anche se non l'aveva mai incontrato..* Tal...* disse con filo di voce....*Ch..i...* balbetta sbiancando..
[5:43 AM] IL SANTO visibilmente a disagio tra il bailamme di voci e genti del mercato. Rimane a distanza dalla donna in viola, evitando il contatto con tutti * Chiamami il Santo, donna. Tu hai una cosa che mi appartiene e voglio che me la restituisca
[5:49 AM] Lokustus (Aljoor Resident): Alla fine, non posso che desistere, del resto, mi era stato detto che in città, a Shiprock, poteva essere utile la mia arte. Tanto valeva dare una piccola dimostrazione di bontà, cosa che, di certo, non è nei miei presupposti, solitamente. Lascio almeno l'arco alle guardie, come in ogni nuova città del Sud di Gor, comunque, ed entro, autorizzato., mentre osservo una donna con i colori dell'Ubara, ed un Iniziato, che stanno discutendo, forse, con un inizio di discussione addirittura accesa. " Greetings, ad entrambe, Uomini e donne liberi di ogni casta." Mi metto, a braccia conserte ed attendo il mio turno, osservando gli edifici della città.




[5:51 AM] Tani Thor deglutisce a quelle parole e cerca di recuperarsi dalla paura che al momento l'attanaglia: doveva cercare in tutti i modi di rabbonirlo...non voleva che Shiprock venisse rasa al suolo dalla luce blu dei PK per aver indispettito un Iniziato..*Tal a te Santo!* dice chinando la testa giusto per prendere tempo e capire cosa rispondere..* Si...credo di sapere cosa stai cercando...* dice sollevando la testa ma mantenendo le distanze...*...la ragazza...* sussurra appena attendendo una sua reazione...La sua attenzione poi si sposta su un uomo appena arrivato...e gli concede solo un cenno con la testa al momento...come saluto e come benvenuto...
[5:55 AM] IL SANTO ruota appena la testa, degnando il nuovo arrivato dell'ombra di uno sguardo come saluto. Torna poi alla femmina, rispondendole * Sai già? Quindi sai già che quella cosa appartiene a me! Occhi e orecchie non mie, hanno riferito di una trattativa al villaggio degli infedeli nordici. Ma ciò che hai acquistato non era di proprietà di chi l'ha venduta. Sai di cosa parlo... * Da sotto il cappuccio, occhi invisibili nell'ombra fissano la donna
[5:56 AM] Lokustus (Aljoor Resident): Di certo, non mi metterò al momento, in una discussione tra una dichiarata Ubara, almeno dai colori, ed un dichiarato Iniziato. Il fatto che necessito di parlare con qualcuno, è certamente stato capito, e, per semplicemente non essere in mezzo alla scena, mi distanzio, iniziando ad osservare cosa il mercato offre, al momento, mantenendomi vicino al banco del pesce, vagliandolo e soppesandolo, assieme al Pescivendolo stesso. Mi grato il mento, mentre verifico che sono pesci piccoli, e con degli alti prezzi, in confronto a quelli dei dintorni di Schendi city.
[5:58 AM] Tani Thor prende coraggio e fa mezzo passo verso di lui...*Ciò che cerchi è di mia proprietà ora, e sarò lieta di venderla a te...al giusto prezzo...o meglio a un prezzo di favore..* cerca di tastare il terreno e osservarne la reazione....e perchè mai un iniziato avesse attraversato mezza gor per cercare una schiava...
[6:04 AM] IL SANTO alza le scarne braccia al cielo * Prega affinchè i PK non abbiano udito le tue parole, donna. Osi chiedere riscatto per un furto perpetrato ai danni di un fedele iniziato? Ma sono sicuro che riceverai la giusta ricompensa. I PK in fondo sono giusti e forse risparmieranno le mura della tue homestone. Ma ciò che mi preme ora, è riavere ciò che mi appartiene. Hai intenzione di restituirmela o preferisci attirare su di te la luce blu che trasforma il tutto in nulla?
[6:06 AM] Tani Thor solleva un sopracciglio e azzarda...*Sono certa che i PK sapranno il motivo per cui un Iniziato vuole mettere le mani su una donna..* non sa perchè sta dicendo quella cosa e subito deglutisce..*...cioè...si intendo dire...che ...sarò felice di cederti la ragazza...* cerca di recuperare in corner anche se per un attimo fessurizza lo sguardo attendendo una fiammata blu che però non arriva..*Si ecco...la ragazza è in gabbia alla slavery...Dove vuoi che te la consegni?..* cerca di prendere ancora un pò di tempo...
[6:10 AM] IL SANTO fissa lo sguardo sulla donna. Uno sguardo gelido, senza emozioni apparenti * Ho atteso per giorni il tuo ritorno, MI avevano detto che eri ancora in viaggio. Ho usato questo tempo per curiosare tra le mura della tua homestone.. interrogare gente... capire. Nessuno sa nulla della ragazza dai capelli color oro e tantomeno nessuno la ha vista condotta alla slavery o in altri posti. Stai forse tentando di usare l'inganno contro un fedele dei PK?
[6:14 AM] Tani Thor lo ascolta e solleva il mento: aveva spie in città e sapeva anche quando qualcuno andava in bagno...era la SUA città e a quella frase piega appena la testa..* Strano che nessuno me l'abbia riferito...se così fosse stato non avrei permesso che tu perdessi tutto quel tempo...* si avvicina nuovamente per cercare di osservarlo in viso anche se la distanza è tale che lui non possa toccare..*Non era in città no...era in mani sicure ...ma ora è in mano mia!* Zuri gliel'aveva consegnata dopo l'ordine di Nio...*Quindi Santo ti chiedo ancora....come posso servirti al meglio? La vieni a prendere tu o te la faccio portare altrove?* il respiro è corto...forse stava tirando troppo la corta, ma qualcosa non le tornava in quella faccenda...
[6:18 AM] IL SANTO rimane in silenzio per diversi ehn. Poi si decide a proferir verbo * penso che tu mi stia nascondendo qualcosa, donna in viola. La prima nave diretta a nord, parte tra due giorni ed io ci salirò con la ragazza alla catena. Quindi hai 2 giorni di tempo per pensare a ciò che più ti conviene. Ti lascio ai tuoi pensieri. Attendo ciò che è mio all'imbarco, tra due giorni
[6:20 AM] Tani Thor solleva il mento...*Nulla può esserti celato...* poi piega appena la testa..* Come desideri! * e rimane li in attesa....almeno aveva altri 2 giorni per capire cosa fare...
[6:21 AM] IL SANTO si volta e si allontana con inusuale velocità, confondendosi tra la gente al mercato
[6:23 AM] Tani Thor lo segue con lo sguardo quando è come se sparisse dissolto tra la gente...Bene...era officialmente in panico...Stringe le mani in grembo, il respiro affannoso come se avesse corso...ed era sola senza l'Ubar e suo figlio...

L'ira di Zula

 La mamba assiste impotente all'arresto della sua En...

[6:37 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Osservo la Pantera neofita, uscendo, nella mia stazza e forma particolare, oltre che scura, davvero mimetizzabile, dalla foresta, osservando seriamente, Lieil " Hai visto anche tu quello che ho visto io, giovane Cacciatrice" Dico, mentre avvicino il mio viso al suo, osservandola, prima in un occhio, poi, nell'altro " Siamo senza la nostra En, rapita ingiustamente dalla città qui di Shiprock" Ovviamente sono angustiata e terribilmente sopraffatta da desideri di morte .

[6:39 AM] Lieil Resident era nei pressi del rifugio delle pantere, ancora alla ricerca del giusto legno per fare il suo arco, quando scorge Zula tra le frasche..Aggrotta la fronte..*Ho sentito delle voci...cos'è successo? Rapita dalla città? Perchè?* domanda curiosa tenendo tra le mani dei legni...

[6:42 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): " Una delle loro guardie" Dico e gesticolo, verso dove ho intravisto la guardia morta, dove ho visto la En e Juna, la schiava, e indicando verso la città, il tutto mentre parlo concitatamente " una delle guardie, quella che sorvegliava la schiava dell'Ubar, è stata uccisa! MA non si sà chi. io ero distante, ma decisamente avevo la scena in vista. Sia la schiava, che la En, sono state accusate da un uomo di città, quello che chiamano - l'artista - di aver ucciso la Guardia, chiamata Radan. Fra i vari schiamazzi, il grosso delle guardie è arrivato, e non ho potuto fare nulla, per contrastare tutto questo" Digrigno i miei denti acuminati, osservando verso la città " Penso, sospetto, che mi infiltrerò, per riuscire a capire come fare, o sabotare, tutto questo: la nostra En è totalmente Innocente, ed io ne sono testimone!" Batto sul mio petto, proprio tra i due meloni neri extralarge.



[6:46 AM] Lieil Resident rimane li immobile un attimo ad osservare l'agitazione della pantera...lo sguardo serio si concretizza con le parole..*Io ci ho vissuto per molte lune nelle città, e credimi...la voce di una donna della foresta non ha valore...L'unico modo e trovare qualche prova..qualcosa che scagioni la nostra En...* poi si volta appena...*...ora sicuramente la zona sarà sorvegliata dalle guardie, ma....sono sicura che tu hai modo di analizzare la zona anche da punti di vista differenti...* ...sapeva bene che le guardie avrebbero sorvegliato il perimetro e loro non avrebbero avuto modo di avvicinarsi a quella zona..ma forse...c'erano altri punti di osservazione sconosciuti agli uomini di città...

[6:48 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): " Stai con le sorelle esploratrici e finisci il tuo compito" dico, mentre guardo ancora verso la città " Ci penso io a fare qualcosa, e se non dovesse essere sufficiente, " Scuoto la testa, è una ipotesi alla quale non volevo neanche pensare, ma mi dirigerò verso la grotta, e cercherò tra i miei vecchi abiti dismessi, e rubati molte lune fà.. so interpretare una Free Woman, se servisse come approccio alla città e osservazione.. ed ecco le mie intenzioni..


La morte di Radan

 Juna e Zuri vengono trovate da pittore con il corpo esanime della guardia...

[4:55 AM] Ashraf Rathmullah: Dopo aver sistemato pennelli, tavolozza, carboncini e alcuni piccoli recipienti vuoti nella mia borsa, chiudo la bottega e mi avvio fuori dalle mura di Shiprock. Da quando vivo su Gor, ho imparato che la natura offre molto più di quanto l'occhio possa cogliere: terre colorate, cortecce, bacche e radici potrebbero nascondere pigmenti ancora sconosciuti alla mia arte. Raggiunto il sentiero che conduce alla foresta, rallento il passo, respirando l'odore della vegetazione umida e della terra. Mi fermo davanti a un albero, sfiorando con le dita la corteccia, poi raccolgo un piccolo campione di terra rossastra e lo ripongo in un recipiente. «Vediamo quali colori hai da offrirmi, Madre della Foresta...» mormoro con un lieve sorriso, osservando la luce filtrare tra le fronde. Scelgo un punto tranquillo, sistemo il mio materiale e apro il taccuino per abbozzare il paesaggio. Prima di dipingere, però, mi chino a esaminare alcune foglie e le sfumature del terreno, curioso di scoprire quali tonalità potranno nascere da questa terra selvaggia. Sono un pittore, ma su Gor sono ancora uno straniero: oggi voglio imparare qualcosa che nessuna bottega potrebbe insegnarmi.

[5:01 AM] Juna (Junanuj Resident) aveva deciso di andare di nuovo a cercare Zuri...erano diverse mani che non ne aveva più notizia, e la cosa iniziava a preoccuparla. Le avevano detto che era in viaggio, aveva incontrato altre pantere ma lei aveva bisogno di parlare con la En. Aveva come sempre preparato dei dolcetti, aveva appurato che portare un dono, soprattutto se dolce, rendeva più malleabili anche le pantere. Esce oltre le mura e ovviamente, la sua ombra...Radan, era subito pronto a seguirla. Non lo sopportava davvero più: quella presenza costante la irritava. Attraversa il mercato, arriva al porto e si addentra nella foresta dalla parte del mare. Dietro di lei il rumore cadenzato dei passi dell'uomo...si ferma dopo poco...*Smettila! Smettila di seguirmi come se fossi un vulo da portare al macello!» scattò, la voce tremante per il livore, sputando le parole con un astio che andava ben oltre la sua posizione...*Non ho bisogno di te! Non ti ho chiesto io! Perché non te ne torni nei tuoi alloggi a tirare a lucido la tua spada invece di calpestare ogni singola impronta che lascio?!*

[5:04 AM] Radan: non scompose minimamente la sua postura. Si limitò a fermarsi, incrociando le braccia sul petto massiccio, lo sguardo freddo e severo celato sotto l'elsa dell'elmo o l'ombra della barba. La sua calma glaciale fu la benzina perfetta sul fuoco della schiava. *Il mio dovere è eseguire gli ordini dell'Ubar, schiava..* rispose lui con voce profonda e misurata, priva di qualsiasi emozione, trattandola come un banale compito da svolgere. *Se l'Ubar dice che devi respirare, tu respiri. Se dice che io devo darti la caccia mentre tu cerchi quella bestia malefica, io ti seguo. Non mi importa del tuo fastidio!

[5:10 AM] Ashraf Rathmullah: Mentre raccolgo un campione di terra rossastra ai piedi di un albero, alcune voci attirano la mia attenzione. Sollevando lo sguardo, intravedo Juna tra la vegetazione, accompagnata da un uomo. Mi fermo senza farmi notare, ascoltando per caso il loro scambio. La kajira appare irritata dalla presenza costante del suo accompagnatore, che risponde con fredda fermezza, appellandosi agli ordini dell'Ubar. Inarco appena un sopracciglio, incuriosito. «Una sorveglianza così assidua... chissà cosa teme l'Ubar che possa accadere.» Resto in disparte, senza intervenire né rivelare di averla riconosciuta. Poi torno al mio taccuino, annotando il colore della terra e le sfumature della vegetazione, pur mantenendo i due nel margine del mio sguardo.

[5:12 AM] Juna (Junanuj Resident) fa un passo minaccioso verso di lui «Vado da Zuri!» strillò del tutto consapevole del pericolo che correva ad alzare la voce contro un guerriero....i petto le saliva e scendeva rapidamente, soffocata da una sensazione di claustrofobia e rabbia pura..la presenza costante di Radan era una catena più pesante che non sopportava più. *Per colpa tua si spaventerà e si addentrerà ancora di più nella foresta! Mi stai soffocando, Radan! Mi stai facendo impazzire!* lo sguardo fisso su di lui tradiva tutta la sua rabbia...

[5:13 AM] Radan: *Ritorna sui tuoi passi, Schiava. Questa foresta è piena di pericoli e io non intendo perdere tempo a recuperare te dai fuorilegge o dai predatori! * replicò avanzando di un passo, dominante, tentato di afferrarla per un braccio per trascinarla indietro. «L'Ubar ha deciso così. La tua opinione vale meno della polvere sotto questi stivali.*

[5:17 AM] Ashraf Rathmullah: Rimango a distanza, parzialmente nascosto tra i tronchi, con il taccuino ancora aperto e il piccolo recipiente di pigmenti nella mano. La voce di Juna si alza nuovamente, spezzando la quiete della foresta. La vedo affrontare Radan senza alcuna esitazione, mentre il guerriero avanza con fare minaccioso, deciso a ricondurla indietro per ordine dell'Ubar. Stringo appena le labbra, seguendo lo scambio con crescente curiosità. «Per gli Dei... cosa avrà mai fatto questa ragazza per meritare una sorveglianza simile?» Mi domando, osservando Radan mentre sembra sul punto di afferrarla. Non conosco la ragione di quell'ordine, né cosa leghi Juna a Zuri, ma è evidente che tra i due la tensione sia ormai difficile da contenere. Abbasso lentamente il taccuino, dimenticando per il momento i colori e il paesaggio. Non mi faccio avanti: resto nascosto, cercando di capire come evolverà la situazione, pronto a spostarmi se il loro confronto dovesse avvicinarsi al sentiero dove mi trovo.

[5:18 AM] Juna (Junanuj Resident) realizza che quel tocco mancato, quell'insopportabile senso di superiorità è la goccia che fa traboccare il vaso...perde per poco controllo di Juna che ancora aveva...la frustrazione per la sua condizione e l'odio viscerale per quell'ombra d'acciaio si concretizzarono in un unico, disperato grido che echeggiò della foresta..*Ti odio!!» la rabbia le fece arrossire il viso..*Vorrei che tu fossi morto! Vorrei non dover mai più vedere la tua maledetta faccia da guerriero!*...poi il silenzio che seguì fu quasi assordante...

[5:21 AM] Radan: reagisce a quell'urlo con un silenzio glaciale e fa un passo verso di lei..*Sei la schiava dell'ubar e io ho un compito da svolgere: che tu mi voglia morto o meno, non è una cosa che mi interessa....quello che vuoi tu non mi interessa....Io servo il mio Ubar....e ora piantala..e cammina!* e le faun cenno di andare...

[05:15] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Mi inoltro con la mia En, Zuri, all'interno della foresta, dopo aver eseguito i consueti, almeno per me, rituali, e , non di meno, ampio utilizzo di droghe, per le mie solite visioni. Ma , ad un certo punto, trascendendo il mondo onirico, nel quale ero incappata, Seguo poi la En, al di fuori, mentre le chiedo, con il mio solito tono dolce come il cianuro, ma assolutamente affettuoso, verso di lei " Mia Onorata Leader, En, abbiamo un luogo o missione specifica, oggi, oppure, siamo genericamente a caccia?" Dico, osservandomi attorno, sapendo di aver preso solo una piccola cerbottana, con aghi soporiferi, ma nulla di più.

[05:20] Zuri (tiaiuto78 Resident) cammino di fianco la mia shamana Zulaika verso l'esterno dei cunicoli delle Tharl-Hesa. Le sfioro i fianchi con affetto. " in verità Zula sono preoccupata per le notizie delle nostre scout, riguardo all'iniziato ai confini tra la città e la foresta, ridicoli uomini vestiti di bianco" non nascondo il mio disprezzo mentre usciamo all'esterno. Stringo gli occhi e prendo la mia lancia, pronta solo per difesa, le sorelle sentinella all'esterno fanno un cenno del capo di rispetto per la mia figura di leader e di Zula regina dell'oscurità e guida spirituale della nostra tribù. Mi fermo vicino ad uno dei fuochi all'esterno che servono come difesa guardandomi intorno. Respiro profondamente " non credo in questi viscidi sudditi dei Pk, non ne ho mai visto uno " mi pongo di fronte Zula guardandola negli occhi dove per me c'è solo verità " dimmi pensi che dobbiamo temere come fanno la gente della civiltà di questo iniziato?"




[5:24 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Scuoto la testa, mentre osservo le sorelle sentinella [PNG] arrovellarsi tutt'attorno, salire su alberi, osservare, e guardare. insomma, un pò come l'inizio di una caccia. Alle parole di Zuri, scuoto la testa, facendo rumore di piume, ossa e piccoli sassolini dei fiumi del sud " Mi dispiace, mia adorata En, ma forse io sono tra le poche che, davvero, non crede nei Priest Kings, e il solo nominarli, per me, e sintomo di conati di vomito: sono estremamente contro a quella società e struttura e, se fosse per me, lo catturiamo e poi lo cuociamo" Metto un dito, sulle labbra di Zuri " Oh no mia amata: se pensavi che avrei detto che lo avremmo mangiato.." Scoppio a ridere, abbracciandola per un attimo " Suvvia, non mangio roba che mi fà vomitare ma, umiliarlo? Caldamente? Oh quello si, yebo.."

[5:26 AM] Ashraf Rathmullah: rimango immobile tra gli alberi, seguendo con lo sguardo Juna e Radan mentre il loro confronto si spegne in un silenzio carico di tensione. Quel grido gli resta impresso più delle parole: non è soltanto rabbia, ma qualcosa di più profondo, forse la frustrazione di chi non può scegliere nemmeno dove mettere i propri passi. Richiude il piccolo recipiente dei pigmenti, ripone il taccuino nella sacca e attende che i due si incamminino. Poi, mantenendosi a debita distanza e sfruttando la vegetazione per non essere visto, decide di seguirli. Non sa dove lo condurranno, ma vuole capire perché quella ragazza sia tanto determinata a raggiungere Zuri e perché il guerriero sembri disposto a trascinarla via pur di impedirglielo.

[5:27 AM] Juna (Junanuj Resident) a quel gesto e quelle parole stringe con più forza il suo cestino con i biscotti, gli gira le spalle cercando di rifiatare...*Appena trovata Zuri non ti voglio tra i piedi? Chiaro?* e si avvia con passo svelto, con la coda dell'occhio scorge come un'ombra alla sua sinistra, volta appena la testa...ma non vede nessuno...Li per li immagina sia una pantera di guardia..*Zuri?* domanda guardandosi in giro...*Sono Juna...ho biscotti!* come se fosse una sorta di parola d'ordine...fa ancora qualche passo ...*Lo vedi? Con te alle calcagna si nascondono....ti odio si..ti odio!*

[5:28 AM] Radan: sente un leggero frusciare tra gli alberi e nota che la schiava ha sentito la stessa cosa. Si irrigidisce. *Tu stai dove ti posso vedere chiaro?* e si allontana appena...doveva controllare se c'erano pericoli...*Non ti muovere!* le ordina...

[5:29 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) pianto la mia lancia nel terreno accanto a me, alle parole di Zula sull'iniziato " mia shamana, non credo nemmeno io a questi uomini che si nascondono dietro le vesti bianche, in città sono tutti agitati" accenno un sorriso sentendo le sue parole di sbeffeggiamento e il dito sulle mie labbra, la mia bocca dai denti aguzzi cosi simile alla sua ora, mi fa sentire parte della nostra gente, l'abbraccio e rido " potrebbe essere un ottimo schiavo, cosi miserabilmente deboli per dei essere che si nascondo tra i monti. La mia attenzione viene catturata tra delle voci non molto lontani. Faccio scivolare la mia mano dalle spalle di Zula per afferrare ancora la lancia. Le mie sentinelle bloccano le persone che si avvicinano " lasciatela passare" ordino quando riconosco Juna. " viene piccola seta, i tuoi biscotti sono sempre gradite " stringo gli occhi sulla guardia che l'accompagna, io resto ferma accanto a Zula

[5:34 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Metto io stessa, una mano sulle spalle di Zuri, facendola girare, verso le ombre che si avvicinano ma poi, il mio sorriso caldo ed enigmatico, si allarga sulle mie spesse labbra, mentre osservo Zuri che si avvicina " Oh benvenuta, benvenuta, in questo pezzo di mondo, bella schiava della gente con le mura" Dico poi, seguendo anche Zuri e dando solo un occhio, di sbieco, alla guardia, non accennando ad avvicinarmi certo a lui, per vari motivi. Mi avvicino, sinuosa come un Ost, il mio solito, un nudo piede davanti all'altro, ottenendo la posizione di Zuri e di Juna "Che voi tutti siate benedetti, seta di città" Alzo un po la tela sul cuscino " Oh yebo .. biscotti per le povere selvagge" Sghignazzo per un attimo, mettendomi la maschera rituale, davanti alla bocca.

[5:35 AM] Ashraf Rathmullah: trattengo il respiro quando vede Radan abbandonare il sentiero e dirigersi verso la vegetazione. Il guerriero ha sentito qualcosa, e la direzione del suo sguardo non lascia dubbi. indietreggio lentamente, cercando un riparo migliore, ma il tacco dello stivale urta un ramo secco. Un piccolo schiocco rompe il silenzio della foresta. mi immobilizzo, maledicendo mentalmente quella disattenzione. Attraverso uno spiraglio tra le foglie intravede ancora Juna, ferma con il cestino stretto fra le mani. Radan, invece, è sempre più vicino. mi abbasso dietro un groviglio di radici, stringendo la sacca contro il fianco per impedire ai recipienti dei pigmenti di tintinnare. Il cuore accelera. Potrei uscire allo scoperto e spiegare la propria presenza, ma essere sorpreso a seguire la schiava dell'Ubar solleverebbe domande alle quali preferirei non rispondere. Un altro fruscio, questa volta alla sua destra, mi costringe a voltarmi di scatto. Non riesco a distinguere nulla nell'ombra. Forse un animale, forse qualcun altro. Rimango accucciato, con gli occhi fissi sul punto in cui ha visto Radan per l'ultima volta. Ora il problema non è più seguire i due senza essere visto, ma capire se il guerriero lo abbia già individuato.

[5:38 AM] Juna (Junanuj Resident) si era volontariamente allontanata da Radan vedendo in lontananza delle pantere, si avvicina e finalmente riconosce Zuri...Un largo sorriso si stampa sulla sua faccia..*Ohhh sei tornataaaaa!* nota poi l'altra pantera che aveva incontrato qualche mano prima...*...ti ho portato ancora dei dolcetti!* e le porge il cestino..*Ma insomma dove sei stata tutto sto tempo?* e piega appena la testa di lato poi si volta e si guarda dietro..*Finalmente si è tolto dalla mia vista!* e sbuffa sonoramente....

[5:43 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) sorrido alle parole di Zula " le parole sono sagge Zula, biscotti per povere selvagge " il tono è ironico. Il mio sguardo è meno ironico nell'osservare una guardia poco lontana da Juna. Allungo la mano sul cestino prendendo subito un bel biscotto che addento con voracità " deliziosi Juna" parlo con la bocca piena mentre briciole vengono fuori dalla mia bocca ora dai denti aguzzi " mia shamana la seta di città cucina bene ". Torno a guardare oltre le spalle della first, la presenza di una guardia non è mi è mai gradita " ho fatto un lungo viaggio al nord mia piccola seta " lascio una risposta generica. Noto subito il disagio di Juna " chi è che ti disturba? " una della sorelle prende il cestino restando li vicino mentre altre sorelle mangiano con noi i biscotti. " il tuo padrone ha paura che ti perdi, sei sorvegliata ?" alzo la manina facendo oscillare le dita per salutare e leggermente sbeffeggiare la guardia consapevole del poco apprezzamento che si ha tra pantere e uomini

[5:45 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Mi porto ,vicina a Juna, accarezzando con la punta delle dita della mano, la sua stessa spalla " Che consorella meravigliosa, saresti, con noi" Dico, sorridendole egregiamente, mentre allargo gli occhi " Peccato essere cosi fedele al tuo padrone" E poi, apro la mia bocca horror, e inizio a masticare qualche biscotto, guardandomi attorno, facendo anche un po roteare i miei occhi, nell'osservare alcune delle postazioni delle sorelle esploratrici.

[5:46 AM] Juna (Junanuj Resident) sente un rumore come di un tonfo appena poco lontano...Radan si era allontanato...o meglio...lei si era allontanata da lui...Sorride appena a Zuri...*Non lo reggo più davvero...* poi però aggrotta la fronte...*Avete sentito anche voi?* e si volta...*Radan??* lo richiama a se...ma non riceve risposta...Sente il tocco dell'altra donna e le sorride appena per poi tornare a guardare verso gli alberi...*RADAN?* alza appena la voce

[5:47 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) osservo Zula lasciandola fare. Gusto i biscotti quando sento un rumore strano, afferro la mia lancia e guardo Zula. " facciamo attenzione, potrebbe esserci qualche cacciatore di schiave£" guardo Zula come segno di complicità, faccio qualche passo verso il punto dove ho sentito il rumore

[5:48 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Alzo un sopracciglio, osservandomi bene attorno. Comprendo perfettamente che qualcosa è successo. Seppur questo non è il mio ambiente naturale, ovviamente, le mie percezioni del mondo che mi circonda, sono sempre buone. " Dove è finito ora, quel povero omino di latta" Scuoto la testa, mentre, quatta quatta, inizio a camminare un pò, attorno. Annuisco, ovviamente, a Zuri, ma resto silenziosa, usando solo il gergo dei gesti.

[5:50 AM] Juna (Junanuj Resident) si volta e fa qualche passo verso le sterpaglie...*Radan?* e nota qualcosa a terra...*Zuri...cos'è quello?* e si blocca....

[5:51 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) " Zula resta qui dai ordini alle altre mentre vado a controllare " considero Zula anche una leader mia pari oltre che da sempre mia guida spirituale. Cammino insieme a Juna " piccola seta fai attenzione " guardo il punto indicato da Juna

[5:52 AM] Juna (Junanuj Resident) fessurizza lo sguardo e poi solo dopo lo vede...*RADAN!!..* ora corre verso il corpo a terra...*AIUTOOO AIUTOOOOO...*e si china sopra di lui...*E' morto....è morto...* e si volta verso Zuri..

[5:54 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) corro verso le grida di Juna. Mi fermo quando vedo un corpo disteso. Mi chino toccando i punti vitali non percepisco nulla. Mi sollevo stringendo la lancia " calmati...è morto " ragguardisco Juna mi guardo intorno cercando qualcuno o qualche bestia che ha potuto attaccarlo " la tua guardia ?" domando dopo alcuni passi intorno al corpo per capire se potesse esserci qualcosa

[5:56 AM] Ashraf Rathmullah: Il grido di Juna mi raggiunge improvviso, squarciando il silenzio della foresta. Abbandono ogni cautela e corro verso di lei, facendomi strada tra i rami. Quando raggiungo la radura, mi arresto di colpo. Radan giace immobile a terra, con Juna e Zuri chine sopra il suo corpo. Il mio sguardo scende sulle frecce sparse al suolo, poi risale lentamente verso le due donne. Mi avvicino quanto basta per comprendere che il guerriero non dà più segni di vita. Pochi istanti prima Juna gli aveva gridato che lo voleva morto, e ora lo ritrovo senza vita, con Zuri accanto a lei. La coincidenza è troppo inquietante per ignorarla. «Per tutti gli Dei... Radan!» Mi volto verso Juna, incredulo. «Ti ho sentita gridargli che lo volevi morto! E adesso lo trovo qui, con queste frecce a terra e Zuri al tuo fianco? Che cosa avete fatto?» Non attendo una risposta. Indietreggio di qualche passo, mantenendo gli occhi sulle pantere e cercando una via libera verso Shiprock. Porto le mani alla bocca e grido con tutta la voce che ho in corpo. «GUARDIE! AIUTO! UN GUERRIERO DELL'UBAR È STATO UCCISO! ACCORRETE! ABBIAMO BISOGNO DI RINFORZI!» Resto in posizione prudente, consapevole che chiunque abbia colpito Radan potrebbe essere ancora armato e nelle vicinanze.

[6:00 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): sento trambusto, dall'altro lato della foresta e già da distanza, mentre cercherò di intervenire, anche se il sentiero è diabolicamente accidentato, vedrò chiaramente cose.. ma correndo, non potrò comunque superare i miei limiti di distanza. Sarà probabile, che non riuscirò a fare nulla, prima che qualcosa accada .

[6:00 AM] Juna (Junanuj Resident) vede palesarsi il pittore e sbianca....*Io Io...no no...non siamo state noi....* poi si volta verso Zuri...*Diglielo non siamo state noi....* dopo pochi ihn vede arrivare altre due guardie...*E' morto...è morto...* continua a dire e poi scoppia a piangere...

[6:02 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) mentre cerco di capire e quasi confusamente cosa sia successo. Resto ferma un ihn quando si palese il pittore. " frecce?" ripeto quasi non comprendendo cosa le sue parole possano dire. Tengo stretta la lancia, mi volto cercando se ci sono sorelle,ma ,loro si fidano della presenza di Juna e io mi accorgo solo ora che mi sono allontanata troppo dal mio territorio. " stai calmo pittore " il mio tono cambia diventando minaccioso " non abbiamo fatto nulla! " mentre alterno il mio sguardo confuso con Juna Faccio qualche passo in avanti per fermarlo, ma vedo sopraggiungere le guardie. Alzo il braccio con lancia pronta a caricare, ma le guardie sono molte e già vicine, ringhi con rabbia rammentando il patto " vi ammazzo tutti se vi avvicinate " mi metto tra le guardie e Juna

[6:04 AM] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): Ovviamente, io stessa, abbarbicata dietro ad un albero, vorrei molto intervenire, ma, data la situazione, cerco solo di restare nascosta e trovare il punto migliore. Una cerbottana con dello stordente, non potrà avere effetto, quando la calca di guardie arriverà. Un vero e proprio disastro. LA mente della Mamba, elabora ed elabora, cercando una soluzione, ma che vede non essere per nulla subitanea.



[6:05 AM] Juna (Junanuj Resident) osserva la reazione di Zuri e si solleva da terra...*No Zuri ti prego..così fai peggio....Non siamo state noi, non c'entriamo nulla...* e quasi mette il suo corpo davanti a quello della pantera...*Posa la lancia...l'ubar capirà subito che non siamo state noi!* poi lo sguardo le cade sul corpo esanime di Radan..*Non dicevo sul serio...* piagnucola mentre le altre guardie non possono fare altro che puntare le loro armi contro le due donne...

[6:07 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) resto un Ihn carica di rabbia mentre Juna mi parla. Non potevo fare molto in quella situazione. Infilzo la lancia nel terreno con un grido quasi un ruggito verso le guardie " Loro non aspettavano altro Juna di stanarci " parlo con rabbia consapevole che agli occhi dell'Ubar era la sua alleata mentre per la gente di Shiprock era sempre una selvaggia " vi sbagliate " mentre le guardie si avvicina sempre di più. Allargo le braccia in segno di resa " spero che il tuo Ubar terrà fede alla sua parola di alleanza "

[6:10 AM] Juna (Junanuj Resident) sente le mani di una delle due guardie cingerle le mani con una corda e vedo fare la stessa cosa a Zuri..*Non siamo state noi....* lo sguardo spazia tra Zuri, il pittore e le guardie....un leggero strattone e l'ordine di muoversi....il viso si riga di lacrime e cammina dietro di loro...*Dove ci portate ora??* domanda tra i singhiozzi...* In cella!* è la risposta che riceve da una delle guardie....

[6:13 AM] Zuri (tiaiuto78 Resident) quando le guardie mi afferrano inizio ad agitarmi. Mi vengono tolte le armi " non mi toccare pensi che non conosca la strada " inizio a ringhiare. Guardo Juna scuotendo la testa torno sulle guardie " stavolta non centro nulla, bastardi e nemmeno Juna, la First dell'Ubar siamo selvagge e lei schiave ma non stupide " mi dimeno anche solo per il gusto di non essere remissiva mentre mi trascinano verso la città. Guardo indietro nella foresta sapendo che gli occhi delle mie sorelle sono lì dietro


L'ARTIGLIO DI LOOKY

Dal racconto precedente:
  • Fermo BRONDEN! Sentiamo cosa ha da dire il piccoletto. Se è una stupidaggine, te lo consegnerò personalmente e lo potrai sculacciare finchè vorrai!

Adesso:
BRONDEN sbuffa come un Trask incazzato e minaccia ROMILDA puntandole il dito contro.
  • Donna! Tieni a bada il tuo bastardo! Non ci sarà sempre ERIK a difendervi e prima o poi pagherete entrambi!
ERIK abbandona la presa sui capelli del piccolo FEANOR che cade con un tonfo sulla neve.
  • Se vuoi difendere tua madre, evita di farti nemici che non saresti in grado di affrontare! Ma ora parla e cerca di essere convincente se non vuoi che ti affidi alla punizione di BRONDIR. In che modo pensi di riuscire a recuperare il contenitore sul fondo del pozzo?immagine
FEANOR si rialza come nulla fosse. Si toglie un po di neve di dosso e poi indica qualcosa, a pochi metri dal gruppetto che si è fermato intorno al pozzo.
  • Con quello!
Tutti si voltano verso la direzione indicata dal ragazzino. Un lungo bastone con uno strano artiglio ad una estremità, spicca sulla neve candida.
E cosa sarebbe quell'aggeggio?
Jarl! Il ragazzino ci prende per il culo! Lasciamelo gettare nel pozzo!
ROMILDA, la madre di FEANOR, interviene mettendosi tra BRONDIR e FEANOR
No! Vi prego! Lasciatelo spiegare! Subirò la punizione al suo posto se dovesse deludervi in qualche modo!
Ebbene parla piccolo guerriero. Cosa intendi fare con quella pertica?
FEANOR corre a recuperare la lunga pertica e mostra la pinza di legno fissata ad una estremità.
  • Non è una pertica Jarl! è il lungo Artiglio di Looky! Guarda!
Il ragazzino aziona una sottile corda che corre per tutta la lunghezza della pertica e la pinza scatta chiudendosi con uno scatto secco
Per le palle pelose di Odino! Credo proprio di aver capito la tua idea, piccolo guerriero!
Io invece non ci ho capito un cazzo ma ditemi cosa devo fare e lo farò!
Il massiccio HEMIDAL, finora rimasto silente ad ascoltare, mostra segni di impazienza, abituato più ad agire che a parlare.
  • HEMIDAL! Procuraci una corda che possa reggere il peso di un verr e alla svelta! Il sole sta tramontando velocemente e ci serve luce per vedere laggiù in fondo al pozzo.
HEMIDAL, sempre più perplesso, si gira senza discutere e torna dopo pochi ehn con un rotolo di robusto canapo.
ERIK Prende un capo della corda e lo lega attorno alla vita di FEANOR.
  • Sei sicuro di ciò che stai per fare? Hai paura? Non ti obbligherò a far nulla che tu non voglia. Parla ora perché poi non ci sarà piu tempo.
FEANOR guarda il pozzo, poi guarda sua madre, visibilmente in ansia e poi guarda ERIK dritto negli occhi.
  • Non ho paura Jarl!
Ma un leggero tremore nelle sue labbra, tradisce la sua ostentata sicurezza.
  • Molto bene. HEMIDAL! Alle tue forti braccia il compito di reggere il canapo! La vita del ragazzino è nelle tue mani!
ERIK solleva FEANOR di peso a lo pone sul bordo del pozzo. HEMIDAL comincia a capire quale sia il piano e si porta a sua volta ai bordi del pozzo, reggendo il canapo con presa sicura.
Forza piccolo guerriero. Tocca a te! HEMIDAL, Lascia la corda gradualmente e lascialo scendere! E tu FEANOR, salta dentro! Se incontri difficoltà, urla forte ed HEMIDAL ti tirerà fuori immediatamente. Guardami! Hai capito bene?
Non urlerò come una femmina, Jarl! Datemi il l'artiglio di Looky. Sono pronto!
FEANOR salta nel pozzo. La corda si tende immediatamente, retta dalla mano di HEMIDAL.
Fallo scendere lentamente e attento a fermarti subito se necessario.
Non preoccuparti Jarl. Nessun bambino morirà oggi, finchè le mia braccia saranno attaccate al corpo!
HEMIDAL molla la corda lentamente. ROMILDA osserva con ansia, la sagoma di suo figlio, sparire lentamente nel buio del pozzo.
La voce di FEANOR giunge amplificata e deformata dalle pareti rotonde del pozzo.
Non vedo niente!
Rallenta la discesa HEMIDAL. Dai tempo ai suoi occhi di abituarsi al buio.
é stretto quaggiù.. ci passo appena!
ROMILDA non riesce a trattenere la sua ansia.
Stai attento figlio!
Mà! Sono grande ormai! Non mi parlare come ad un bambino!
ERIK sorride alla parola "grande". Ma pure lui è preoccupato.
Vedo l'acqua! Rallenta!
Cerca di arrivare più vicino che puoi ma non toccare l'acqua!
No Jarl! Non la tocco ma datemi ancora corda. Devo scendere!
HEMIDAL non mostra il minimo sforzo a reggere la corda e la lascia lentamente.
Basta! Sono arrivato a un palmo dall'acqua! Ma... non vedo niente… Solo acqua e acqua!
Guarda bene. Deve esserci qualcosa sul fondo!
Qualcosa che luccica… si la vedo! Ora cerco di prenderla con l'artiglio di Looky!
FEANOR immerge la lunga pertica nell'acqua del pozzo. Il fondo appare scuro e cerca di dirigere la pinza del bastone verso l'oggetto luccicante.
è una cosa luccicosa… blu! L'ho quasi presa… PRESA!
Bene! Tiratelo su! Ma lentamente!
HEMIDAL comincia a recuperare la corda. Movimenti lenti ma costanti, finchè la sagoma di FEANOR comincia a distinguersi nella semioscurità dal pozzo.
  • FEANOR! stai bene?
ROMILDA trae un sospiro di sollievo quando vede riapparire suo figlio
  • Sto bene mà! Smettila di preoccuparti!

Appena FEANOR si avvicina al bordo, ERIK lo afferra e lo tira sul bordo del pozzo. FEANOR regge saldamente la pertica e indica l'ampolla catturata dalla sua pinza.
Hai visto Jarl? L'artiglio di Looky funziona!!
Ti sei meritato una doppia razione di latte e miele! Passami il bastone!
ERIK impugna il bastone e deposita l'ampolla sulla neve.
  • Non toccatela! Avvolgetela in pelli di Tabuk, bene ingrassate e fatene un fagotto. Dobbiamo consegnarla a Shiprock e capire cosa contiene.
ROMILDA abbraccia suo figlio e lo bacia
Ma che schifo mà!! non baciarmi!!
  • La nave commissionata da Shiprok, è pronta. Domani la metteremo in mare e la consegneremo a Shiprok, insieme a questa cazzo di ampolla.

lunedì 12 ottobre 2026

La dignità ferita di un’Ubara

Rinchiusa nelle proprie stanze, Tani sfoga la sua rabbia ...

[3:04 AM] Tani Thor era qualche ahn ormai che era chiusa da sola nella sua stanza: non era la prima volta che si trovava ad affrontare una situazione difficile, e non era una donna che si lasciasse facilmente sopraffare dagli eventi, ma mai, neppure nei momenti in cui aveva dovuto misurarsi con uomini più potenti di lei, con pericoli lontani da casa o con le conseguenze di decisioni che avrebbero potuto costarle caro, si era sentita così profondamente umiliata...

[3:09 AM] Tani Thor osservò gli arredi che conosceva, le pellicce adagiate sul letto, i piccoli oggetti che aveva scelto e sistemato con le proprie mani, ogni cosa appartenente alla sua vita...eppure, per la prima volta, ebbe la sensazione che nulla di tutto quello fosse davvero suo, perché bastava la volontà di un uomo, persino di quello che avrebbe dovuto considerarla la sua compagna e la sua pari nella conduzione della città, per trasformare le sue stanze in una prigione. Le labbra le si serrarono in un sorriso amaro: Fino a nuovo ordine... mormorò fra sé, ripetendo quelle parole come se avesse bisogno di sentirle ancora per convincersi che fossero state realmente pronunciate. Fino a nuovo ordine... come se fossi una schiava incapace di comprendere un pericolo...come se non avessi una mente per valutare le circostanze..come se tutti questi anni non fossero mai esistiti...

[3:11 AM] Tani Thor modula involontariamente la voce: inizialmente bassa, si fece più aspra mentre si allontanava dalla porta, portandosi al centro della stanza con passi nervosi E io che pensavo di essere venuta da te per avere delle risposte, mio Ubar.. scimmiotta appena quell'ultima parola.....io che pensavo di poter parlare con il mio Ubar, con l'uomo al quale ho affidato una parte di me che non ho mai concesso a nessun altro, e invece... mi ritrovo accompagnata alle mie stanze da una guardia, con l'ordine di non mettere piede fuori da questa porta...Hai dimenticato chi sono? Oppure lo sai benissimo e hai semplicemente deciso che non valgo abbastanza da essere ascoltata?

[3:15AM] Tani Thor sapeva bene di parlare da sola, che nessuno in quel momento, e soprattutto Nio la potesse ascoltare...ma aveva bisogno di metabolizzare...capire cosa fare..Poi si passò una mano fra i capelli, tirando appena una ciocca nel tentativo di scaricare una rabbia che le sembrava crescere a ogni respiro...La scena nell'ufficio di Nio, continuava a ripetersi nella sua mente, parola dopo parola, gesto dopo gesto, e ciò che più la tormentava non era soltanto l'ordine di essere rinchiusa, ma il modo in cui era arrivato, anche dopo che lei aveva cercato di spiegargli quanto la ferisse essere tenuta all'oscuro di questioni che riguardavano la città, il suo incarico e la sua stessa persona...

[3:19AM] Tani Thor aveva ascoltato le sue ragioni, aveva cercato di mantenere il controllo, aveva perfino provato a raggiungerlo attraverso un gesto d'affetto prendendogli le mani e chiedendogli se ancora desiderasse il suo consiglio, se ancora avesse bisogno del suo giudizio...e lui, invece di risponderle nel modo che lei aveva sperato, le aveva imposto una decisione che non le lasciava spazio alcuno...Non le aveva chiesto di fidarsi ancora una volta, non le aveva proposto di affrontare insieme il pericolo che temeva incombere su di lei... aveva semplicemente disposto che venisse rinchiusa nelle sue stanze, chiamando protezione ciò che per lei era solo una privazione della sua libertà...

[3:23 AM] Tani Thor: Protezione... quella sola parola le uscì dalle labbra con una rabbia che non si curò di nascondere, mentre afferrava il mantello di pelliccia che le era stato portato poco prima e che gettà sul letto con un movimento brusco. Certo, protezione!! Mi proteggi impedendomi di muovermi, mi proteggi decidendo che cosa posso sapere e quando posso saperlo!! ..e magari dovrei anche ringraziarti!! ...dovrei chinare il capo e attendere che il mio signore ritenga opportuno concedermi il permesso di tornare a camminare nella mia stessa città! ..la sua voce si incrinò appena sull'ultima frase, piena di quel furore che le faceva battere il cuore a mille...

[3:27 AM] Tani Thor Per tutti i PK! continua la sua conversazione tra se e se ma rivolta all'Ubar.....io non sono una delle tue schiave!... né una ragazzina che deve attendere che qualcuno le spieghi il mondo perché non sarebbe capace di comprenderlo da sola!! Sono Tani Thor!! quasi urla il proprio nome portandosi poi davanti al specchiera...il tono si abbassa riflettendosi nello specchio..Sono la tua Ubara, sono una slaver, sono una donna che ha attraversato mezza Gor per raggiungerti, che ha imparato a riconoscere il pericolo, che ha affrontato da sola situazioni in cui qualsiasi altra donna si sarebbe spezzata... E tu pensi davvero che basti chiudere una porta per cancellare tutto questo??

[3:34 AM] Tani Thor appoggiò entrambe le mani sullo schienale della sedia davanti allo specchio e chinò per un istante il capo, lasciando che i capelli le scivolassero ai lati del volto...Il silenzio della stanza le restituì il suono del proprio respiro facendole percepire con maggiore forza la solitudine nella quale era stata lasciata...alzò lo sguardo verso la finestra, oltre la quale Shiprock continuava a vivere, ignara o forse fin troppo consapevole di ciò che stava accadendo nella casa Ubarale: sapeva megloi di tutti quanto le voci circolavano velocemente...

[3:39 AM] Tani Thor poteva immaginare il mercato, le donne che si scambiavano occhiate, gli uomini che parlavano a bassa voce... Poteva quasi sentire quelle risatine che avevano acceso la sua irritazione già prima di recarsi da Nio, quando aveva scoperto che la sua posizione di slaver era diventata oggetto di chiacchiere...Sospirò con fare scocciato..E adesso che cosa diranno? domandò alla stanza vuota, lasciando che il pensiero prendesse finalmente forma...Che Tani è stata messa al suo posto? Che la grande Ubara, quella che pretendeva di sapere ogni cosa, ha scoperto di non avere più voce nella propria casa?...oppure che Nio ha dovuto rinchiudere la sua compagna perché non era capace di controllare la lingua? ...si raddrizzò lentamente il mento sollevato, come se anche in assenza di testimoni avesse bisogno di riaffermare la propria dignità. È questo che non capisci, mio Ubar...non è soltanto una questione fra te e me...non lo è mai stata! Ogni nostro gesto può diventare un argomento nelle bocche di chi aspetta soltanto di vederci vacillare...

[3:45 AM] Tani Thor sente le dita chiudersi sul bordo della sedia, tanto forte da far sbiancare le nocche..sapeva bene che uscire da quelle stanze contro un ordine esplicito avrebbe significato mettere Nio nella condizione di dover reagire non più soltanto come compagno, ma come Ubar. Non era una sciocca, e la sua rabbia non le aveva cancellato la capacità di valutare le conseguenze....proprio per questo l'ordine le faceva ancora più male... perché la costringeva a scegliere fra l'obbedienza a una decisione che considerava ingiusta, e un gesto di ribellione che avrebbe potuto rovinare per sempre quello che avevano costruito insieme...

[3:49 AM] Tani Thor si osservò nuovamente riflessa nello specchio..Non darò a nessuno la soddisfazione di poterti dire che sono incapace di controllarmi gli occhi verdi luccicavano...Il pensiero dell'Iniziato tornò a insinuarsi nella sua mente, accompagnato da una sensazione sgradevole che le serrò lo stomaco...se davvero quell'uomo era un impostore, così come Nio le aveva rivelato prima di confinarla, se davvero la sua presenza rappresentava un pericolo per Shiprock, allora ogni ora trascorsa senza conoscere le informazioni raccolte poteva avere un prezzo...

[3:55 AM] Tani Thor non poteva ignorare la possibilità che il pericolo fosse reale, né fingere che le paure di Nio fossero del tutto infondate: era proprio questo a renderle la situazione insopportabile... non sapere quali elementi lo avessero spinto a prendere quella decisione... E se ciò che temi accadesse davvero? Se quell'uomo riuscisse a fare del male a qualcuno? ..si portò una mano al braccio, là dove il segno dell'ubarato le ricordava il legame che aveva scelto e che, fino a quel momento, aveva sempre considerato una parte essenziale della propria identità...lo sfiorò con il pollice, trattenendo un respiro più profondo, e per un istante la sua espressione si fece meno dura. Non voleva credere che Nio avesse smesso di fidarsi di lei, nonostante tutto ciò che era accaduto... e forse proprio per questo la sua rabbia era così feroce! Sotto l'orgoglio ferito esisteva ancora il bisogno di sapere che l'uomo che amava la considerasse una compagna degna di affrontare con lui anche le verità più scomode...

[5:15 AM] Tani Thor si sedette poi sul bordo del letto le mani intrecciate in grembo, mentre lo sguardo si perdeva verso la porta sorvegliata...Non pianse di nuovo...ma gli occhi si inumidirono ugualmente, tradendo una sofferenza che non avrebbe mostrato davanti a nessun altro...combatteva con quella sensazione di essere stata privata della possibilità di decidere insieme all'uomo che amava , l'impossibilità di dimostrargli di essere ancora la sua consigliera, la donna capace di guardarlo negli occhi e dirgli ciò che pensava senza nascondersi dietro parole compiacenti...

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[5:21 AM] Tani Thor :Io non sono una schiava!.. disse parlando a quell'assenza ..e non lo diventerò soltanto perché tu hai deciso di chiudere una porta! Puoi mettere una guardia davanti alla nostra stanza... puoi persino decidere che per il momento io non debba conoscere ciò che accade nella mia città.... ma non puoi ordinarmi di smettere di essere quella che sono!!..le mani si strinsero tra di loro tanto da sentire le unghie piantarsi nella carne....non puoi cancellare gli anni in cui ho camminato al tuo fianco, né trasformare il mio amore in una ragione per cui dovrei accettare qualsiasi cosa tu decida senza protestare!...solo li le lacrime le scesero sul viso mentre si chinava in avanti...

[5:27 AM] Tani Thor quando infine rialzò il capo la rabbia non si era placata, ma sul suo volto stava tornando con quella durezza che chiunque a Shiprock avrebbe riconosciuto. Tani Thor poteva soffrire, poteva sentirsi tradita, poteva persino dubitare per un momento dell'uomo al quale aveva affidato il proprio cuore, ma non avrebbe permesso a quell'umiliazione di trasformarla in una donna incapace di pensare.

[5:35 AM] Tani Thor si alzò, raggiunse la finestra e guardò la città oltre il vetro..non avrebbe tentato di uscire con qualche sotterfugio, almeno non in quel momento...e non avrebbe regalato a Nio una nuova ragione per considerarla un pericolo da contenere....Avrebbe atteso...Fu allora che il suo sguardo cadde sugli oggetti dell'ubar...sulle cose che nel tempo si erano accumulate nella loro stanza...e sul fatto che, fino a quel momento, non aveva mai avuto motivo di distinguere ciò che apparteneva a lui da ciò che apparteneva a lei... Un mantello, alcuni oggetti personali lasciati su una superficie di legno...cose comuni che non avevano mai attirato particolarmente la sua attenzione ma che in quel momento, le apparvero insopportabilmente fuori posto. Le osservò per qualche istante, con le labbra serrate e le braccia incrociate al petto, poi si mosse verso il primo mobile e raccolse quanto vi era appoggiato, senza fretta, con una calma tanto innaturale da sembrare più minacciosa di qualsiasi scatto d'ira.

[5:45 AM] Tani Thor: Ebbene, mio Ubar, se queste sono le condizioni che hai deciso di impormi, mi prendo la libertà di stabilire che cosa desidero avere intorno a me! mormorò, mentre prendeva il mantello fra le mani. Lo depose su una sedia vicina alla porta, raccolse gli altri effetti personali e li sistemò accanto al primo, creando una piccola pila ordinata...non gettò nulla a terra, non ruppe oggetti, non cercò di danneggiare ciò che apparteneva a lui... proprio perché era furiosa, voleva che ogni suo gesto rimanesse lucido, comprensibile e deliberato...Man mano che liberava le superfici, il suo respiro si faceva più pesante... Ogni oggetto le ricordava un momento diverso della loro vita insieme, e qualche oggetto lui lo conservava anche quando non era stato con lei, durante la sua lunga assenza in giro per Gor, ma che raccontava una storia in cui lei non era protagonista. Si fermò davanti a un piccolo oggetto che Nio usava abitualmente: una penna che conservava da quando aveva iniziato a fare lo scriba, regalatagli proprio dall'uomo che lo liberò con la promessa che studiasse... la prese fra le dita e la rigirò per qualche Ihn, mentre un'espressione dolorosamente incerta le attraversava il volto. ...avrebbe potuto lasciarlo dov'era, ma non voleva più avere davanti agli occhi quei segni di un uomo che, in quel momento, le sembrava le avesse concesso qualcosa che ora lui stesso le aveva tolto: la sua fiducia..

[5:55 AM] Tani Thor mise quella penna insieme agli altri effetti personali e quando ebbe raccolto tutti gli oggetti personali di Nio, li sistemò con cura su una cassapanca vicino alla porta, senza danneggiarli e senza gettarli via...Rimase a osservarli, con le mani appoggiate ai fianchi e il mento sollevato, mentre il silenzio tornava a riempire la stanza...Ecco! disse infine, con una voce bassa e tagliente ..almeno questo posso deciderlo io! Si sedette infine sul bordo del letto, tenendo lo sguardo rivolto alla cassapanca...non sapeva come sarebbe andata a finire, né se Nio avrebbe considerato quel gesto un'offesa ulteriore o avrebbe finalmente compreso quanto fosse profonda la ferita che le aveva provocato, ma sapeva che non avrebbe potuto continuare a fingere che nulla fosse accaduto. Per quella sera, le cose di Nio sarebbero rimaste lontane dalle sue, ordinate e intatte, in attesa che fosse lui a decidere che cosa farne...

LE DIMENSIONI CONTANO

é tarda mattinata quando ERIK, accompagnato da BRONDEN il cupo, si reca al pozzo del villaggio, sorvegliato dal massiccio HEMIDAL.

BRONDEN, è pessimista sul recupero di un eventuale recipiente dal fondo del pozzo.

  • Il foro del pozzo si restringe mammano che va in profondità. Nessun uomo è in grado di arrivare al livello dell'acqua.

  • Eppure dobbiamo arrivarci e recuperare il contenitore di cui si parla nel messaggio dell'Ubar di Shiprock. Serve una prova per inchiodare quell'impostore che si spaccia per iniziato.

  • Ma è impossibile Jarl! Il foro del pozzo è troppo stretto e nessuno può scendere! é una semplice questione di dimensioni. Come far entrare un cazzo di Bosk nel culo di un Vulo!

  • BRONDEN! Il tuo paragone calza chiaramente a pennello ma se serve, infileremo pure il cazzo di un Bosk nel culo di un Vulo o nel tuo se necessario! Troveremo una soluzione. Pensa a qualcosa invece di essere così pesantemente negativo, come al tuo solito!

HEMIDAL, rimasto a guardia del pozzo per tutta la notte, saluta ERIK.

  • Hail Jarl! Questa notte è stata piacevolmente gelata ma se devo passare altre notti a guardia di 'sto cazzo di pozzo, voglio almeno un paio di buone pelli e una bond per scaldarle!

  • Avrai tutte le bond che vuoi quando questa storia sarà finita, fido HEMIDAL. Qualcuno ha cercato di avvicinarsi al pozzo, mentre eri di guardia?

  • Nessuno! A parte quel coniglio che è poi diventato la mia colazione.

HEMIDAL indica il piccolo fuoco che ha acceso a 2 passi dal pozzo, dove i resti di un animale arrostito, ancora sfrigolano accanto alla fiamma.

ERIK volge lo sguardo verso il piccolo falò e fa cenno di assenso con la testa.

  • E naturalmente te lo sei mangiato tutto eh… Tu hai qualche idea su come arrivare al fondo del pozzo?

HEMIDAL alza le possenti spalle e sbuffa. Il suo fiato si condensa nell'aria gelata, trasformandosi in una nuvoletta di vapore.

Nel frattempo, due figure si avvicinano al pozzo: ROMILDA tiene per mano il piccolo FEANOR che agita la mano salutando allegramente. I due si fermano accanto al pozzo.

  • Hail Jarl! Ho sentito che cerchi un modo per scendere nel pozzo e forse ho una soluzione…

ROMILDA, volge lo sguardo verso suo figlio che alza la mano come a chiedere la parola.

  • Si! Si! Io posso aiutarti Jarl! Io so come scendere!

ERIK osserva sorpreso il piccolo FEANOR che pare entusiasta di potere essere utile.

  • Tu? Tu vorresti scendere nel pozzo? Questo non è un gioco, FEANOR! Torna a giocare coi tuoi amici e non farci perdere tempo!

  • Ti prego Jarl, Ascoltalo. FEANOR ha costruito un attrezzo col quale riesce a raggiungere pigne e ghiande che crescono altissime sugli alberi. Riesce pure prendere uova di uccelli che più volte ci hanno sfamati.

  • Donna! Non stiamo parlando di uccelli, dei quali sicuramente sarai più esperta di me. Le acque del pozzo potrebbero ancora essere avvelenate e FEANOR, ammesso che possa arrivare in fondo, non potrebbe poi immergersi per recuperare ciò che cerchiamo!

BRONDEN si rivolge alla donna con voce tonante e la spintona allontanandola dal pozzo.

  • Vettene a cercar uccelli altrove donna! Stiamo discutendo di cose serie qua!

  • Lascia stare mia madre ciccione!!

Il piccolo FEANOR si lancia contro BRONDEN ma viene intercettato dalla mano di ERIK che lo tiene sospeso a mezz'aria, tenendolo per i capelli, mentre il ragazzino scalcia e tira pugni all'aria

  • Calma piccolo guerriero! Dimmi come pensi di renderti utile e se la tua idea è buona, ti concederò un tentativo.

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Il piccolo FEANOR impiega qualche Ihn per calmarsi.

  • Lasciami! Come vedi sono ancora piccolo e penso di riuscire a entrare nella cavità inferiore del pozzo! Lasciami ora!

  • Che tu sia piccolo è fuor di dubbio! Ma l'acqua del pozzo è ancora avvelenata e se riuscirai ad arrivare al fondo e ti immergerai, morirai!

  • Lasciami Jarl! Sono piccolo ma non sono stupido come il figlio ciccione di BRONDEN! Lasciami e ti mostrerò come riesco a raggiungere i nidi sugli alberi più alti!

ERIK Ferma BRONDEN che già era partito per dare una lezione al piccolo FEANOR, reo di aver offeso il proprio figliolo chiamandolo stupido ciccione.

  • Fermo BRONDEN! Sentiamo cosa ha da dire il piccoletto. Se è una stupidaggine, te lo consegnerò personalmente e lo potrai sculacciare finchè vorrai!

Continua...

Il quadro

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La bottega è immersa nella luce calda del pomeriggio. I raggi del sole attraversano le finestre e si posano sulle tele appoggiate alle pareti, sui pennelli lasciati ad asciugare e sui piccoli recipienti colmi di pigmenti. Sono in piedi davanti al cavalletto, con la tavolozza nella mano sinistra e un pennello sottile tra le dita della destra. Da ore lavoro allo stesso dipinto, ma la donna che cerco di rappresentare non appartiene a Shiprock, né a questo mondo di pietra e polvere. Esiste nei miei pensieri, nei miei desideri, in quella parte di me che nessuno qui conosce. Chiudo gli occhi per un istante e la rivedo. I suoi capelli raccolti morbidamente, qualche ciocca sfuggita ad accarezzarle il viso, le labbra socchiuse e quella delicatezza nello sguardo che riesce a disarmarmi più di qualsiasi parola. Il pennello si muove quasi da solo. Stendo sulla tela le prime sfumature del paesaggio, lasciando che i colori della terra goreana si mescolino ai toni dorati che immagino sulla sua pelle. Non voglio dipingere soltanto il suo volto. Voglio dipingere il modo in cui mi sento quando la penso, quella strana quiete che mi raggiunge anche quando sono lontano da lei. Un sorriso appena accennato mi sfiora le labbra mentre aggiungo un’ombra sotto i suoi zigomi. «Dove sei, adesso? Ti domandi mai se qualcuno, da qualche parte, ti stia pensando?» La domanda mi sfugge a bassa voce, destinata soltanto alla donna che vive nella mia immaginazione. Mi avvicino alla tela, inclinando il capo per correggere una pennellata, poi mi fermo. Ho dipinto decine di volti da quando sono arrivato su Gor, ma nessuno mi ha mai richiesto tanta attenzione. Forse perché gli altri li ho osservati con gli occhi, mentre lei la sto cercando dentro di me. «È curioso…» mormoro, facendo ruotare lentamente il pennello tra le dita. «Sono arrivato in una terra che non conoscevo, circondato da uomini che misurano il valore attraverso la forza, il rango e la capacità di imporsi. Eppure, quando penso a te, tutto questo perde importanza. Rimane soltanto ciò che vorrei raccontarti, le cose che vorrei mostrarti, i silenzi che vorrei condividere.» Fuori dalla bottega sento il vociare del mercato. Alcuni cittadini attraversano la piazza, un mercante richiama i passanti, passi decisi risuonano sulla pietra. Per un momento sollevo lo sguardo verso l’ingresso, vedendo le ombre delle persone scorrere sulla soglia. Qualcuno rallenta per osservare le tele esposte, altri proseguono senza fermarsi. Non mi curo di loro. Torno alla mia donna, alla figura che prende forma davanti a me, e con poche pennellate definisco la curva del suo naso e la morbidezza delle labbra. Poi, quasi senza accorgermene, avvicino il viso alla tela, come se la distanza tra il mio sogno e la realtà potesse essere colmata da un ultimo tratto. «Se fossi qui, probabilmente rideresti nel vedermi così concentrato. Mi diresti che sto esagerando, che nessuno può passare tanto tempo davanti a un dipinto senza impazzire.» Sorrido tra me, abbassando gli occhi sulla tavolozza. «E forse avresti ragione. Ma come potrei dipingerti in fretta, se persino immaginarti riesce a fermare il tempo?» Una folata d’aria muove appena le tele più leggere. Dalla strada giunge una risata, poi il rumore di passi che si allontanano. Shiprock continua a vivere oltre la mia porta, con le sue incombenze, i suoi intrighi e le sue leggi. Io resto qui, solo davanti al cavalletto, con il cuore rivolto altrove. Intingo ancora il pennello in una sfumatura calda e luminosa e la stendo delicatamente tra i suoi capelli. Per un istante mi sembra quasi di sentirne il profumo, di riconoscere il calore della sua presenza accanto a me. Ma quando mi volto, la bottega è vuota. Abbasso lo sguardo e lascio uscire un respiro silenzioso, quindi torno a dipingere. Perché finché potrò darle forma sulla tela, almeno una parte di lei sarà qui con me.