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lunedì 2 novembre 2026

Consapevolezze: La torvie! PARTE 2

 Una donna del nord arriva in città alla ricerca di legname

[5:30 AM] Inga Stormbrand segue la schiava che la porta in un deposito di legnami. Un uomo sta controllando i tronchi ma è di spalle e non le vede arrivare. Si avvicina alla schiava e le sussurra " è quello il falegname? Che tipo è? è pericoloso?

[5:31 AM] Ashraf Rathmullah Attraverso le strade di Shiprock mentre la città riprende lentamente vita. La notte insonne si fa sentire, gli occhi sono stanchi e i pensieri ancora troppo affollati per concedermi un momento di pace. Saluto con un cenno alcuni mercanti già intenti alle loro attività e raggiungo finalmente la mia bottega. Estraggo la chiave, apro la pesante porta di legno e vengo accolto dal familiare odore di pigmenti, tele e olio di lino. Spalanco le imposte per lasciare entrare la luce del mattino, poi depongo la sacca sul tavolo. "Una notte intera senza chiudere occhio... eppure eccoci ancora qui." Sorrido tra me e me, osservando i dipinti incompiuti. Riordino alcuni pennelli, preparo i colori e sistemo il cavalletto vicino alla finestra. Prima di mettermi al lavoro, mi concedo qualche istante per osservare la strada. "Vediamo cosa avrà in serbo per me Shiprock quest'oggi..."

[5:33 AM] Juna (Junanuj Resident) scuote la testa...*No quello è l'esattore delle tasse..* e abbassa il tono della voce...*Sarà per quello che il falegname se l'è data a gambe!* e ridacchia stupidamente..Poi nota con la coda dell'occhio arrivare il pittore..*Greetings master!* gli dice facendo un passo di lato per dargli modo di vedere la donna del nord..*...la mistress cercava il falegname..ma pare non sia al suo posto!* dice storcendo appena la bocca...

[5:35 AM] Ashraf Rathmullah Mi avvicino alle due donne, riconoscendo subito Juna, e le rivolgo un sorriso. "Tal, Juna! Sempre ben informata su ciò che accade a Shiprock, a quanto vedo!" Lascio sfuggire una breve risata, poi rivolgo lo sguardo alla straniera, osservandola con discreta curiosità. "Tal, mia signora. Sono Ashraf Rathmullah, pittore di questa città. Mi pare di capire che cerchiate il falegname... temo che oggi abbia deciso di sottrarsi non soltanto al lavoro, ma anche alle tasse!" Sorrido divertito, poi aggiungo con cortesia. "Posso chiedervi da dove venite? Non credo di avervi mai incontrata prima d'ora."

[5:37 AM] Inga Stormbrand sbuffa una e più volte. Ancora nessuna traccia del falegname. Comincia a dubitare di poter acquistare il materiale che le serve. Un uomo dall'aspetto ben curato, si avvicina. Lo guarda studiandone ogni dettaglio. dalla barba scura e curata, all'abito pulito e ordinato " Salve Sir... " Saluta a caso, non sapendo nemmeno con quale tipo di saluto rivolgersi

[5:38 AM] Juna (Junanuj Resident) realizzando che la conversazione forse sarebbe andata per le lunghe, scende in tower per rispetto della libera: cosce chiuse e testa china che permette ai lunghi dreed di coprirle il seno..Annuisce poi al dire del pittore e sorride alla sua battuta, notando con la coda dell'occhio che l'esattore delle tasse si era appena girato...Inizia quindi la sua lotta con il selciato...

[5:40 AM] Ashraf Rathmullah Ricambio il saluto della straniera con un leggero inchino del capo, notando il suo sguardo attento. "Tal, mia signora. Non preoccupatevi per il saluto, anche io ho dovuto imparare le usanze di questa terra quando vi sono giunto." Sorrido cordialmente, poi osservo Juna che si è inginocchiata sul selciato. "Juna, temo che il falegname abbia scelto proprio la giornata sbagliata per assentarsi!" Torno a rivolgermi alla donna. "Se avete bisogno di legname o di qualche lavoro particolare, forse posso aiutarvi a trovare qualcuno. Ma prima ditemi, da quale terra giungete? Il vostro accento mi sembra piuttosto lontano da queste regioni."

[5:44 AM] Inga Stormbrand si avvicina all'uomo appena arrivato. Non le sembra un tipo pericoloso ma si mantiene comunque a debita distanza. " Mi chiamo Inga, vengo dal villaggio del Jarl Erik e sono in cerca di legname per ricostruire le nostre navi distrutte da un incendio. Se potete aiutarmi, vi ricompenserò adeguatamente Sir, almeno se le vostre pretese sono giuste... " Preferisce non esporsi troppo. Fidarsi è bene e non fidarsi è meglio e non sa ancora s si può fidare dello sconosciuto

[5:47 AM] Juna (Junanuj Resident) inizia a muoversi per sistemare meglio le ginocchia sul quel maledetto selciato che oltre alle pietroline aveva anche schegge di legno...Il corpo si scosta da un lato e poi dall'altro cercando di mantenere quel tower...la faccia fa una smorfia di dolore sentendo una pietra conficcarsi nel ginocchio...Intenta in quell'operazione non da peso al dire dei due....

[5:50 AM] Ashraf Rathmullah Ascolto con attenzione le parole di Inga, annuendo lentamente. "Un incendio che ha distrutto le vostre navi... mi dispiace, dev'essere stata una grave perdita per il vostro villaggio. Non sono un mercante di legname, mia signora, ma posso certamente aiutarvi a trovare qualcuno che possa procurarvelo, senza pretendere alcuna ricompensa." Le rivolgo un sorriso rassicurante, notando la prudenza con cui mantiene le distanze. "Ma immagino che il viaggio fin qui sia stato lungo e faticoso. Permettetemi almeno di offrirvi qualcosa da bere e un pasto caldo alla nostra taverna. Potremo parlare con calma delle vostre necessità, senza dover inseguire un falegname scomparso!" Sorrido divertito, poi rivolgo un'occhiata a Juna, notando le sue difficoltà sul selciato. "Juna, forse potresti accompagnarci e aiutarci a trovare un tavolo?" Torno a guardare Inga, indicandole cortesemente la direzione della locanda. "Naturalmente, se lo desiderate. Nessun obbligo e nessuna ricompensa, soltanto un po' di ospitalità."

[5:55 AM] Inga Stormbrand vedendo la schiava in difficoltà con le sue ginocchia, fruga nella sua capiente borsa e tira fuori un piccolo vasetto di colore verde. Lo apre e lo annusa per sincerarsi che sia proprio ciò che cercava e poi lo porge alla schiava " mettilo nelle ginocchia, al mattino e alla sera prima di dormire. Vedrai che sopporterai meglio il fastidio di inginocchiarsi. Non ho mai capito questa moda di fare inginocchiare le proprie schiave... da noi le facciano stare in piedi e lavorare da mattina a sera! Altro che inginocchiarsi! " Porge il vasetto a Juna poi si gira verso l'uomo " In effetti sono stanchissima... accetto volentieri il vostro invito ma solo se sarò io a pagare il cibo che mangio. Non voglio debiti di riconoscenza con nessuno e tanto meno con gente che non conosco

[5:57 AM] Juna (Junanuj Resident) appena sente il suo nome torna a dare attenzione ai due liberi..*Certo master!* risponde a quella richiesta di servizio e si solleva non con poco sollievo...ma mano va a ripulirsi le ginocchia e con un ampio sorriso accetta il piccolo vasetto che la donna le porge. Non c'era il suo padrone presente per cui, decide di testa sua di prenderlo della mani della donna: sarà poi l'ubar a decidere se lo potrà usare o meno..*Grazie mistress!!* e fa un cenno con il capo...Attende che il pittore accompagni la torvie in taverna, sgambettando dietro ai due. Arrivata in taverna e nota che diversi tavoli sono liberi per cui attende che si accomodino dove meglio preferivano e che poi facciano le proprie ordinazioni. Uno sguardo all'oste e all'altra schiava che stava osservando la sala...un leggero cenno di intesa tra le due si palesa con un leggero sorriso..

[5:59 AM] Ashraf Rathmullah Entro in taverna al fianco di Inga, lasciandole scegliere il tavolo. "Una donna che affronta un lungo viaggio per ricostruire le navi del proprio villaggio e che non accetta nemmeno un pasto offerto... avete certamente un carattere deciso, mia signora!" Sorrido divertito. "Non insisterò, dunque. Ma sappiate che per me l'ospitalità non crea debiti." Mi volto verso Juna, notando il sollievo con cui finalmente può muoversi. "A quanto pare oggi hai trovato qualcuno che si preoccupa delle tue ginocchia più del selciato di Shiprock!" Accenno una risata, poi torno a guardare Inga. "Accomodatevi. Sono curioso di conoscere qualcosa del vostro villaggio e di come abbiate affrontato un viaggio tanto lungo."

[6:03 AM] Inga Stormbrand si guarda intorno. Tutto così pulito e ordinato. Molto diverso dalla caotica longhouse a cui è abituata. Con molta circospezione cercando di non infrangere qualche regola che nemmeno lei conosce, si siede di fronte a Ashraf * Grazie Sir... uff... Mi pare una eternità che non mi sedevo... Il mio stomaco reclama cibo e le mie gambe reclamano riposo ma non ho avuto tempo di soddisfare ne uno e ne l'altra... " Sorride mentre si guarda in giro.

[6:04 AM] Juna (Junanuj Resident) dopo aver trotterellato dietro a due con il suo impreziosissimo unguento tra le mani e quando entrambi sono seduti sorride appena al dire del pittore..*La mistress è molto generosa!* e torna a farle un cenno di ringraziamento..e poi al suo dire azzarda..*L'oste fa uno stufato di bosk buonissimo!* ma attente che i liberi decidano in autonomia cosa bere o mangiare...



[6:07 AM] Ashraf Rathmullah sistemo le mie vesti e guardo con aria incuriosita Inga. "Allora direi che siete arrivata nel posto giusto, mia signora. Le navi possono attendere almeno il tempo di un buon pasto!" Sorrido, poi rivolgo lo sguardo a Juna. "Hai sentito, Juna? Due porzioni di quello stufato di bosk che tanto decanti, se anche la nostra ospite lo gradisce." Torno a osservare Inga con curiosità. "Ditemi, siete partita da sola dal vostro villaggio? Non dev'essere stato semplice affrontare un viaggio simile."

[6:13 AM] Inga Stormbrand fa un cenno alla kajira " Per me va bene. ho deciso di seguire il consiglio sullo stufato di bosk e per favore, portami una caraffa di acqua. Sono assetata... " Appoggia la sua borsa sulla panca e si aggiusta i capelli " Non viaggio sola. Mi accompagna un giovane del villaggio che a quest'ora sarà certamente a ubriacarsi in qualche bettola... " sbuffa " Ho preso una nave dal villaggio poco distante dal nostro. Come ho detto, le nostre navi sono bruciate e quindi ho approfittato di un passaggio verso sud di una nave mercantile. Sono abituata a viaggiare. Sono stata molto tempo a Kassau, dove ho imparato molto dal madician del porto che mi ha presa come sua aiutante

[6:16 AM] Juna (Junanuj Resident) tenendo sempre tra le mani l'unguento annuisce al pittore portando poi lo sguardo sulla donna. Un leggero cenno del capo per dare conferma anche a lei di aver compreso tutto e si defila verso il bancone..*Ava!* sussurra alla schiava dell'oste Oreste..*2 stufati di bosk, dell'acqua in caraffa e due boccali!* poi le porge il suo vasetto..*Tienimi questo al sicuro...e non lo aprire sa? Lo vengo a prendere dopo...* attende che Ava le prepari il tutto, controlla che sia tutto pulito e ben in ordine e prima di prendere il vassoio..*Del sa-tarna anche...con lo stufato è la morte sua!* e ridacchia stupidamente. Prende su poi il tutto, si avvia al tavolo dei liberi, si mette in tower per rispetto della libera, mette posate e il sa-tarna nel mezzo del tavolo e porge la ciotola con lo stufato all'uomo..*Che ti porti ristoro master!*e attende a testa china e con le braccia tese che le venga preso dalle mani per poi servire la torvie...

[6:18 AM] Ashraf Rathmullah Prendo delicatamente la ciotola dalle mani di Juna, accompagnando il gesto con un sorriso. "Grazie, Juna. Il profumo promette davvero bene!" La poso davanti a me e torno a rivolgere l'attenzione a Inga. "Dunque avete viaggiato parecchio e avete persino lavorato con un madician a Kassau... una vita decisamente interessante!" Spezzo un pezzo di pane sa-tarna e lo accompagno allo stufato. "Io invece sono un pittore, e confesso che conosco meglio i colori delle erbe medicinali. Ma ditemi, avete intenzione di tornare subito al vostro villaggio una volta trovato il legname, oppure vi fermerete qualche giorno a Shiprock?"

[6:19 AM] Juna (Junanuj Resident) appena sente il peso della ciotola sollevarsi ripete lo stesso rituale con la donna, per poi concentrarsi sul versarle l'acqua nel boccale...

[6:24 AM] Inga Stormbrand ricorda la bottega di quadri vista nella zona del porto e realizza che l'uomo sia il pittore che li ha dipinti " Oh! Allora è vostra la mano che ha dipinto quei magnifici quadri che ho visto poco fa! " nel mentre osserva la kajira che la sta servendo. Ammira il suo fare delicato e sente arrivare un ottimo profumo dalla ciotola " Dal profumo deve essere veramente buono! Mi hai consigliata bene kajira! " Poi di nuovo sull'uomo " Si, appena trovato il legname, devo trovare una nave che sa disposta a trasportarlo fono l villaggio. Il legno serve urgentemente... Il nostro popolo non può stare senza navi! Le navi sono la vita stessa per noi!

[6:26 AM] Ashraf Rathmullah Attendo che Juna termini di servire Inga, poi le rivolgo un sorriso. "Grazie, Juna, sei stata molto premurosa. Puoi tornare alle tue occupazioni, non abbiamo bisogno di altro per il momento." Torno quindi a guardare la donna, piacevolmente sorpreso dalle sue parole. "Ah, dunque avete visto la mia bottega! Vi ringrazio, mia signora, è sempre un piacere sapere che qualcuno si è soffermato ad ammirare i miei dipinti." Assaggio lo stufato e annuisco soddisfatto. "Capisco quanto siano importanti le navi per la vostra gente. Per voi rappresentano ciò che i pennelli rappresentano per me: senza, perderemmo una parte di noi stessi." Sorrido appena. "Spero davvero che riusciate a trovare tutto il legname necessario."

[6:28 AM] Inga Stormbrand usa il cucchiaio di legno per portare alla bocca il primo boccone. Lo gusta cercando di indovinare gli ingredienti "è... buonissimo! Kajira! Voglio assolutamente la ricetta di questo stufato! Chiedila al cuoco!

[6:27 AM] Juna (Junanuj Resident) sente la ciotola sollevarsi nuovamente, fa un cenno e un sorriso alla donna..*Lieta di servirti mistress!* poi riempie entrambi i boccali d'acqua, e quando il pittore la libera si solleva..*Che non vi manchi mai l'acqua!* li saluta non prima di annuire alla donna. Si avvia al bancone a recuperare il suo preziosissimo unguento ma prima di lasciare la taverna si raccomanda con Ava di consegnare alla torvie la ricetta dello stufato...ma sa già che sarà un'impresa impossibile: Oreste non molla la ricetta manco sotto tortura... e si avvia fuori dalla taverna...

[6:29 AM] Ashraf Rathmullah Assaggio un altro boccone di stufato e sorrido divertito all'entusiasmo di Inga. "Attenta, mia signora, se riuscite a portarvi via anche la ricetta, oltre al legname, rischiamo di perdere uno dei pochi motivi per cui vale la pena fermarsi in questa taverna!" Ridacchio, accompagnando lo stufato con un pezzo di pane sa-tarna. "Ma devo ammettere che avete ragione, è davvero eccellente. Chissà, magari il cuoco custodisce il suo segreto più gelosamente di quanto un mercante custodisca le proprie monete!"


[06:33] Inga Stormbrand alza le spalle mentre si porta alla bocca un altro boccone. Stavolta non cerca di indovinare gli ingredienti ma si limita a gustare il sapore " Penso di aver capito quali spezie usa... ma alcuni sapori mi sono nuovi. Devo assolutamente avere quella ricetta a costo di... " si interrompe evitando di esprimere concetti compromettenti

[06:34] Ashraf Rathmullah Sollevo appena un sopracciglio, divertito dalla frase lasciata a metà. "A costo di...?" Ripeto con un sorriso curioso, posando il cucchiaio. "Mia signora, comincio a temere per l'incolumità del nostro cuoco!" Lascio sfuggire una risata, poi riprendo a mangiare. "Se siete così determinata a ottenere una ricetta, non oso immaginare cosa sareste disposta a fare per trovare il legname delle vostre navi!"

[06:38] Inga Stormbrand prende un pezzo di Sa-tarna e lo intinge nello stufato. Se lo porta alla bocca e rotea gli occhi " Freja benedetta... non mangiavo così bene da non so nemmeno quanto tempo... Quindi siete il pittore. Mi piacerebbe avere un vostro quadro, se posso permettermi il prezzo..

[6:41 AM] Tani Thor era alla ricerca dello slaver: aveva bisogno di lui per la gestione dell'esecuzione dell'impostore nella pubblica piazza, e se ne frega altamente delle consuetudini che consideravano disdicevole l'ingresso di una donna in una taverna se non invitata da un uomo: era l'Ubara ergo...faceva un pò come le pareva! Fa sbucare prima la testa dentro e poi la seguire del corpo...nota il pittore con una donna...e fessurizza lo sguardo...

[6:42 AM] Ashraf Rathmullah Scorgo l'Ubara Tani all'ingresso della taverna e mi alzo immediatamente, rivolgendole un rispettoso cenno del capo. "Tal, mia Ubara! Quale piacevole sorpresa. Vi prego, entrate e unitevi a noi, se i vostri impegni ve lo consentono." Le indico il nostro tavolo con un sorriso. "Permettetemi di presentarvi Inga Stormbrand, giunta da un villaggio del nord. Un incendio ha distrutto le navi della sua gente e sta cercando urgentemente del legname per ricostruirle. Purtroppo il falegname sembra essersi volatilizzato!" Sorrido appena. "Pensavo che forse voi potreste suggerirle a chi rivolgersi. Nel frattempo stavamo cercando di consolarci con l'ottimo stufato della vostra taverna!"

[6:46 AM] Inga Stormbrand gira la testa verso la donna appena entrata. veste abiti bellissimi ed ha la postura di una donna abituata a comandare. udendo le parole di Ashraf, non le ci vuole molto per capire che si tratta della Ubara, di cuoi ha solo sentito parlare " Salve Ubara... " Si alza in piedi ed evita di presentarsi, essendo già stata esaurientemente presentata dal pittore

[6:48 AM] Tani Thor osserva il pittore sollevarsi e invitarla: quel gesto cortese le strappa un sorriso e le leva dalla faccia quell'espressione dura che l'accompagnava quasi sempre...*Tal Ashraf!* il saluto è cortese e poi lo sguardo si posa verso la donna..*E' un piacere conoscerti Inga Stormbrand!* ripete quel nome giusto per memorizzarlo..*Nord? Da quale villaggio del nord?* domanda incuriosita...poi ascolta il dire ulteriore del pittore..*Legname...*annuisce...poi si volge verso Ashraf..*...è tempo di tasse: si sarà rifugiato da qualche parte come fa di solito!* e solleva un sopracciglio . Quando poi nota che anche la donna si era sollevata..*Comodi comodi!* e fa un cenno con la mano..*Goditi il tuo desinare Inga...il viaggio sarà stato lungo!* poi si sistema lo scialle..*Quando sarai sazia, potremmo parlare di affari!* e solleva il mento

[6:51 AM] Ashraf Rathmullah Sorrido alle parole dell'Ubara, divertito dalla sorte del falegname. "A quanto pare, mia Ubara, le tasse riescono a far sparire gli uomini più velocemente di qualsiasi altra minaccia!" Lascio sfuggire una breve risata, poi mi rivolgo a Inga. "Credo proprio che siate nelle mani migliori per risolvere il vostro problema. Vi lascio parlare tranquillamente di legname e di affari." Mi sistemo la veste e raccolgo le mie cose. "Quanto al quadro, mia signora, passate a trovarmi in bottega quando avrete tempo. Sarà un piacere mostrarvi i miei lavori e discutere di ciò che desiderate." Rivolgo infine un rispettoso cenno del capo a Tani. "Mia Ubara, vi auguro una buona giornata. E cercate di non spaventare troppo il falegname, se doveste trovarlo!" Sorrido a entrambe e mi avvio verso l'uscita della taverna, riprendendo la strada della mia bottega.

[6:55 AM] Inga Stormbrand saluta Ashraf con un gesto e un sorriso. Un poco imbarazzata dalla presenza della nobildonna " Ho finito di mangiare Ubara. Più tardi cercherò di estorcere la ricetta al cuoco " Sorride " Il miglior stufato che ho mangiato. Ehm... forse data la vostra influenza, potreste gentilmente convincer il cuoco a rivelarmi la ricetta... " Sbatte le palpebre cercando di fare gli occhi dolci alla Ubara per averla come complice di quella "estorsione"

[6:59 AM] Tani Thor solleva un sopracciglio al dire del pittore..*Tanto prima o poi le deve pagare!* chiosa quel discorso facendo un cenno al suo congedarsi come segno di saluto, e lo sguardo si posa nuovamente sulla donna torvie..*Oh non c'è fretta...finisci il tuo pasto: mi puoi trovare a palazzo ubarale ma più sicuramente nell'ufficio dei mercanti al porto...avremo modo di parlare con calma...* ..così dicendo si volta e agita la manina stile regina Elisabetta ed esce dalla taverna...



Consapevolezze: Parte I

 Juna incontra il terrestre in cella nella slavery


[4:52 AM] Juna (Junanuj Resident) aveva ricevuto un ordine da una guardia: l'ubara le imponeva di presentarsi alla slavery...un terrestre era da poco stato comprato da Tani e lei voleva che, visto che anche lei parlava il terrestre...avesse i primi approcci con l'uomo...Poco convinta di quell'ordine, ma felice di poter uscire dalle mura della cittadella, si prepara un pò di sa-tarna e si avvia alla slavery...Mette la capoccetta all'interno e domanda..*C'è nessuno?* attendendo di capire se c'era lo slaver oppure no...

[4:53 AM] Rajah (rajahadham Resident) sento una voce provenire dall'ingresso e mi avvicino alle sbarre, afferrandole con forza. "Ehi! C'è qualcuno, sì! Sono chiuso qui dentro come una bestia!" Scuoto la gabbia con rabbia. "Qualcuno vuole spiegarmi che diavolo sta succedendo?!" Fisso l'ingresso, cercando di vedere chi sia arrivato.

[4:56 AM] Juna (Junanuj Resident) sente la voce di un uomo e riconosce subito che sia il terrestre, appunto perchè non parlava goreano....Si avvicina con il suo pacchettino di sa-tarna, ma prima di avvicinarsi troppo gli risponde...*Ciao!* usando quel saluto che erano molte lune che non usava più...*...ti ho portato qualcosa da mangiare...se non fai colpi di testa eh?*e gli regala un leggero sorriso parlando in terrestre...

[4:58 AM] Rajah (rajahadham Resident) spalanco gli occhi sentendo finalmente qualcuno parlare la mia lingua. Mi avvicino alle sbarre, incredulo. "Tu... tu parli ila mia lingua?! Finalmente! Credevo di essere impazzito!" Guardo il cibo, poi torno a fissarla. "Non voglio creare problemi, voglio solo uscire da questa maledetta gabbia! Chi sei? Dove diavolo siamo?"

[5:00 AM] Juna (Junanuj Resident) sorride appena..*Bhè certo che la parlo...sono anche io una terrestre...* e così facendo si avvicina posando il sa-tarna a terra a una distanza sufficiente per cui lui lo possa prendere..*Già il fatto che tu non voglia creare problemi, è una cosa saggia!* si scosta e si mette con le mani dietro la schiena dando modo a lui di osservarla...*Il nome che mi è stato dato è Juna...e siamo in un pianeta che si chiama Gor...* e attende di vedere la sua reazione..

[5:01 AM] Rajah (rajahadham Resident) afferro il cibo senza smettere di fissarla, poi scuoto incredulo la testa. "Un altro pianeta? Gor? Ma che diavolo stai dicendo?!" Mi passo una mano tra i capelli, cercando di ragionare. "Aspetta... hai detto che il nome ti è stato dato? Da chi? E soprattutto, perché sei libera mentre io sono chiuso qui dentro?" La osservo con crescente sospetto.

[5:05 AM] Juna (Junanuj Resident) si siede a terra per essere alla sua stessa altezza di sguardo..*Avrai notato le 3 lune in cielo giusto? E ti sarai reso conto che la gravità qui è diversa....e guardati intorno...vedi anche come l'ambiente, e i vestiti...*e si indica il silk che lasciava scoperti i seni...*...sono diversi? Bhè non sei impazzito ma sei stato rapito dai PK...gli dei di questo pianete...* poi fa un ampio sospiro..*...ora il tuo status in questo mondo è quello di schiavo...*e attende che lui metabolizzi tutte quelle informazioni...

[5:06 AM] Inga Stormbrand è stanca. Ha camminato tutta la mattine per trovare un falegname. Si ferma davanti una bottega di quadri. Osserva, studia, cambia angolo visivo poi esclama " Belli! Quadri magnifici! Ma c'è nessuno qui? " Si guarda intorno. Non è certo venuta per acquistare quadri ma è molto attratta dalla loro bellezza

[5:08 AM] Rajah (rajahadham Resident) la osservo sedersi davanti a me, colpito dalla sua bellezza e dalla naturalezza con cui indossa quel poco tessuto. Per un istante dimentico persino la rabbia. "Sei davvero bellissima, Juna... ma come fai a parlare di tutto questo con tanta tranquillità?" Abbasso gli occhi sul collare che porto al collo. "Schiavo? Io? Non appartengo a nessuno!" Poi torno a guardarla, meno aggressivo. "E tu... sei una schiava anche tu?"





[5:10 AM] Juna (Junanuj Resident) annuisce a quel dire...ovviamente l'uomo è stralunato come è giusto che sia..*...lo so trovi tutto strano e incomprensibile...ma avrai modo di capire come funziona questo mondo...se sei così furbo da non ostinarti a voler imporre la tua volontà...che sappi al momento vale nulla...così come la tua vita..* e fa un sospiro ...

[5:12 AM] Rajah (rajahadham Resident) rimango in silenzio per qualche istante, osservandola attraverso le sbarre. "Quindi dovrei accettare tutto questo e ringraziare pure?" Scuoto la testa, poi addolcisco il tono. "Juna, non sono uno stupido... ho capito che qui possono uccidermi per molto meno." La guardo negli occhi. "Ma dimmi una cosa... tu come hai fatto a sopravvivere senza perdere te stessa?"

[5:12 AM] Inga Stormbrand sente delle voci e prova a bussare a una porta TOC TOC "C'è nessuno?" Fa un passo indietro e attende risposta. Non sa cosa aspettarsi oltre quella porta ma decide di correre il rischio. La mano stretta su manico del suo corto coltello nascosta nelle pieghe della cita di stoffa

[5:14 AM] Juna (Junanuj Resident) continua ad osservare l'uomo in gabbia..*Non mi hai detto il tuo nome...* e storce appena la bocca..*...io non sono più la terrestre che..* poi sente bussare alla porta, e lesta si solleva..aprendola e si trova di fronte una donna..*Greetings mistress..*e le fa un leggero cenno con il capo e attende di capire cosa cercasse...

[5:16 AM] Rajah (rajahadham Resident) seguo Juna con lo sguardo mentre si alza per aprire la porta. "Rajah... mi chiamo Rajah!" esclamo prima che si allontani. Osservo la nuova arrivata, notando la mano nascosta tra le pieghe della veste, poi torno a fissare Juna. "Ehi, non lasciarmi così! Stavi per dirmi qualcosa..." Mi aggrappo alle sbarre, abbassando la voce. "Sei la prima persona che riesco a capire da quando sono finito in questo inferno."

[5:17 AM] Inga Stormbrand dall'abbigliamento, riconosce subito chi le ha aperto, come una schiava del sud. Quelle che chiamano kajira. Si tranquillizza. Almeno non è un uomo armato " Salve kajira. Mi chiamo Inga. Cerco un falegname o qualcun che possa vendere legno. Sono qui su ordine del mio Jarl Erik "

[5:18 AM] Juna (Junanuj Resident) ascolta il dire di Rajah e lo redarguisce...*Aspetta! e soprattutto per il momento taci!* gli dice in terrestre ben sapendo che uno dei suoi futuri compiti sarà quello di insegnargli il goreano...Al dire della donna sorride e annuisce..*Oh certo mistress...il falegname...Ti posso accompagnare se vuoi!* e attende ...

[5:20 AM] Rajah (rajahadham Resident) stringo le sbarre, infastidito dal rimprovero di Juna, ma stavolta trattengo la rabbia. "Va bene, sto zitto..." borbotto in italiano, osservando la sconosciuta. Poi torno a guardare Juna e aggiungo sottovoce: "Ma torna, per favore... ho ancora mille domande da farti." Mi siedo sul fondo della gabbia, seguendola con lo sguardo.

[5:20 AM] Inga Stormbrand allunga il collo per sbirciare all'interno della stanza. Nota un uomo in gabbia che perla una lingua strana. Lo indica con l'indice della mano destra " Vendete anche trall? Ne abbiamo proprio bisogno. a chi posso rivolgermi?

[5:24 AM] Juna (Junanuj Resident) fa un cenno allo schiavo come a dargli l'ok e poi con un sorriso risponde alla donna...*Si certo mistress, lo slaver vende anche schiavi...ma non credo questo nello specifico è dell'ubara...* poi fa un passo in avanti...*...se mi vuoi seguire ti accompagno da chi vende legname...* e le si affianca appena..*...ah si ...lo slaver si chiama Lokustus..*e piega appena la testa di lato...

[5:28 AM] Juna (Junanuj Resident) solleva appena le spalle a quel dire...*E' appena stato catturato oltretutto...è da addestrare!..* poi si avvia appena...*...in effetti non ha la muscolatura di un torvie...* e intanto cammina arrivando fino nei pressi della miniera di sale..Gli indica un cumulo di legna...*Ecco di solito qui c'è il falegname...* e poi si guarda intorno...*...forse è nella cava di sale...* e storce la bocca realizzando che quando le serve un master...non c'è mai...

FUOCO CHE SCIOGLIE IL GHIACCIO E SCALDA I CUORI.


[09:52] Inga Stormbrand vede Erik seduto e triste alla tavola della longhouse. Si avvicina e chiede con un filo di voce " Posso sedermi qui Erik?"
[09:57] Jarl Erik quasi non sente quella voce, preso dai pensieri sugli ultimi accadimenti * Inga... sei tu.
[10:00] Inga Stormbrand indugia con lo sguardo sul petto nudo di Erik. Ogni volta che lo vede, sente quel temito lungo la schiena che ormai fa parte di lei " Sono io mio Jarl... posso controllare la tua ferita? Ti vedo abbattuto... è per l'incendio di stanotte?
[10:01] Jarl Erik: Non serve che tu mi curi le ferite. Ho perso i miei drakkar e non sono più degno nemmeno di questa longhouse. Il mio onore e bruciato nelle stesse fiamme che hanno bruciato i drakkar, stanotte
[10:04] Inga Stormbrand fa sua la tristezza del Jarl. Gli carezza la spalla, percorrendo con le dita il rilievo dei suoi muscoli " Non dire così... Non hai colpa di quanto è successo. Qualcun'altro ha incendiato le tue navi. Mangia qualcosa. Devi riprenderti... Abbiamo bisogno del nostro Jarl
[10:06] Jarl Erik: Lo Jarl che conoscevi è morto insieme al suo onore, stanotte tra le stesse fiamme che hanno bruciato i suoi Drakkar! * Scansa la mano di Inga * Stammi lontana! Non mi serve la pietà di nessuno!
[10:11] Inga Stormbrand ritrae la mano ma rimane accanto al suo Jarl " ti prego Erik... Non scambiare il mio affetto per te, con la pietà... Non lo merito e non lo meriti tu. La gente del villaggio ti ama e ora più che mai ha bisogno del suo Jarl. Devi riprenderti. Superare questo momento di sconforto che capisco benissimo. Gli Dei ti stanno mettendo alla prova Erik... Fai vedere loro che sei un Jarl e non uno schiavo spaventato
[10:14] Jarl Erik solo ora volge lo sguardo verso di lei. Le sue ultime parole, il suo viso sincero, sono come un balsamo * Gli Dei, dici. Gli stessi Dei che hanno permesso a Olaf di togliere l'anima del nostro villaggio. Di togliermi l'onore! Dubito di questi Dei.
[10:16] Inga Stormbrand rimane un attimo in silenzio, cercando le parole giuste. Lo guarda e condivide la tristezza del suo Jarl. Poi si fa coraggio e replica " Erik... Ho visto i segni stanotte. Gli Dei ti hanno parlato
[10:18] Jarl Erik: Di quali segni stai parlando, donna?? * L'espressione si fa dura. I muscoli si tendono. In quell'istante vorrebbe avere una bond sottomano per picchiarla e sfogarsi. Ma di fronte a se ha solo quegli occhi grandi che lo fissano
[10:20] Inga Stormbrand: Ho visto la luna squarciare il cielo. Ho visto il corvo di Odino volare sul nostro villaggio... Gli Dei ti parlano. Vogliono che tu lotti come hai sempre lottato!
[10:21] Jarl Erik: Luna... Corvi... Dei... Non ho visto nulla di tutto ciò. I miei occhi erano completamente presi dal fuoco che bruciava i miei Drakkar!



[10:25] Inga Stormbrand fa un respiro profondo. è una donna del Nord e vedere Erik in quello stato le procura un misto di amore e rabbia. Sfila il pugnale dalla sua fascia al ventre e lo pianta davanti a Erik "Adesso smettila di compatirti! Sei un Torvie! Uno Jarl! Comportati come tale o usa il mio pugnale per piantartelo nel cuore! Almeno porrai fine a questo indegno spettacolo che stai offrendo all tua gente!
[10:27] Jarl Erik sgrana gli occhi. Fissa quel pugnale che ancora vibra, infilzato nel legno del tavolo. Sfila il pugnale dal legno del tavolo e lo tiene davanti a se, come ipnotizzato dal bagliore di quella lama. Lo fissa. Mille pensieri attraversano la sua mente mentre le dure parole della femmina, rimbalzano nella sua testa, suonando come campane a morto. Morire. O vivere nel disonore. La scelta - Comportati come tale o usa il mio pugnale per piantartelo nel cuore! - Parole dure. Parole che non può ignorare. Parole che penetrano come la freccia di Torval nella sua autoimposta corazza di inedia. Parole di una donna del Nord. Alza il braccio. Il pugnale stretto nel suo pugno, pronto a vibrare il suo colpo mortale
[10:28] Inga Stormbrand Vede il pugnale stretto nel pugno di Erik, alto e pronto a colpirlo e i pente del suo gesto impulsivo e delle sue parole forse troppo dure. Per un lungo attimo teme che Erik voglia usarlo per togliersi la vita " No! Non farlo!" Si butta su di lui, pronta a ricevere il colpo al posto del suo Jarl.
[10:32] Jarl Erik esita, poi un ghigno deciso prende il posto dell'incertezza e della tristezza. Il pugnale cala. Un colpo secco che risuona per tutta la longhouse. Ma non c'è sangue sul suo corpo e non c'è sangue sul corpo di Inga. per alcuni ihn, il tempo pare fermarsi.
[10:34] Inga Stormbrand chiude gli occhi attendendo il colpo mortale. Sente il rumore del colpo e il suo corpo sussulta dandole una sensazione di dolore alla schiena. Quando riapre gli occhi, si trova il faccione di Erik davanti e istintivamente lo abbraccia e lo bacia " Perdonami Erik… ti offro la mia vita ma non gettare la tua…"
[10:39] Jarl Erik accetta e ricambia di buon grado quel bacio. Quella femmina aveva il fuoco del Nord nel suo corpo. Il fuoco che scioglie il ghiaccio e scalda i cuori. * Nessuno morirà stanotte.* Solleva il coscio di Verr che aveva infilzato col pugnale e ne stacca un grosso morso * Portami una brocca di idromele, donna! Il tuo Jarl deve rimettersi in forze! C'è tanto lavoro da fare!
[10:42] Inga Stormbrand spinge con le mani sul petto di Erik e si solleva da lui. Si tocca la schiena e non sente ne dolore ne sangue. Sgrana gli occhi resasi conto che l'unico ad aver ricevuto il colpo è il coscio di verr. Subito dopo parte uno schiaffo che colpisce in pieno il faccione di Erik " Erik! Sei un figlio di… TI AMO!"

domenica 1 novembre 2026

Le tele del pittore


Ascoltate Liberi di Gor ! Fate risuonare i vostri calici di Paga e posate i vostri sguardi su queste tele, strappate alla realtà dal pennello divino e veritiero del maestro Ashraf, il più grande pittore che abbia mai impresso la vita sulle fibre di una tela!
Egli non ha usato semplici pigmenti, ma il fuoco, l’orgoglio e la carne stessa di Gor! Ecco come la mia voce canterà per voi le gesta e le bellezze impresse in questi quadri gloriosi:
Juna e Zuri


Guardate la tela centrale che troneggia sul cavalletto principale. Colei che vi fissa con occhi di smeraldo e l'orgoglio delle stirpi più nobili è Juna, la First dell'Ubar. Ashraf ne ha catturato l'essenza regale: la seta candida che la avvolge fa risaltare la curva fiera del collo, cinto da un collare che non è solo pegno di possesso, ma corona di una bellezza senza pari. La sua capigliatura, intrecciata con la precisione dei migliori artigiani di Ar, incornicia un volto che potrebbe scatenare guerre tra intere città-stato.



E poco più in là, guardate come lo stesso pennello ha immortalato lo spirito selvaggio delle tribù : Zulaika, la mentor shamana delle Tharl-Hesa, fissa l'orizzonte con lo sguardo colmo di antichi segreti e coperta dalle piume cerimoniali, mentre accanto a lei si staglia il volto della guerriera e indomita di Zuri, la En delle Tharl-Hesa, sul cavalletto a destra), il cui viso dipinto racconta di cacce spietate e della ferocia di una pantera nera che si muove nell'ombra della notte goriana.
Erik il Fabbro


Volgete ora gli occhi a sinistra della galleria. Sentite il calore della fucina? Sentite il battito ritmico e tonante del metallo? Questo è Erik il fabbro! Ashraf ha dipinto i suoi muscoli tesi, bagnati dal sudore e illuminati dal bacio dorato del fuoco vivo. Ogni colpo del suo martello sull'incudine forgia il destino di Gor, piegando il ferro per farne spade destinate alle mani dei guerrieri o collari destinati al collo delle fanciulle. È la forza bruta della Casti degli Artigiani elevata a pura arte!
Juna e il suo Ubar e Master Nio



Infine, avvicinatevi ai quadri gemelli appesi alla parete di pietra . Qui Ashraf ha superato se stesso, ritraendo il legame più profondo e viscerale di questo mondo: Juna insieme all'Ubar Nio, il suo padrone. Vedete l'abbraccio, uniti nella gioia del servizio e della sottomissione?
E guardate l'Ubar Nio in persona, al centro: fiero, con la barba scura perfettamente curata, i dettagli dorati della sua veste che brillano come stelle nella notte di Gor, e quello sguardo penetrante che dichiara al mondo il suo assoluto dominio. Ashraf ha dipinto l'essenza stessa dell'ordine naturale delle cose: la forza che protegge, la bellezza che adorna e il possesso che rende eterni.
Sia gloria ad Ashraf, che ha reso queste mura un tempio di storie vissute, e sia gloria a coloro che dominano e splendono sotto i soli di Gor!

L’addestramento di Laila 1° Parte



[05:34] Laila ero diretta al kennel come mi aveva ordinato la padrona, il mio passo è lento non avendo molta voglia di incontrare lo schiavista per addestrarmi. Da terrestre non avevo idea di cosa potessi aspettarmi, fino ad ora Juna la First dell'Ubar mi aveva insegnato le basi
[05:37] Lokustus Afferrerò la schiava che passa per la piazza principale della città e la girerò di scatto, verso di me "Aspetta qui tu: chi sei bestiola?" LA osserverò dalal testa ai piedi con aria interrogativa. Ed io odio non conoscere le cose che mi competono " Non ti muoverai da qui, dovesserò caderti le ossa delle ginocchia, fino a che non saprò esattamente chi sei e come sei giunta qui"
[05:40] Laila assorta dai miei pensieri all'improvviso mi sento afferrare. Mi trovo davanti un libero dalla pelle scura. Dalla sorpresa il mio sguardo cade sul suo viso, ne rimango leggermente scossa, il volto dipinto e al collo porta delle piume e un qualcosa di ossa, cosi diversi dai soliti liberi che ero abituata a vedere. Abbasso subito lo sguardo " Saluti padrone, io...io...appartendo alla catena degli Ubar.." cerco di tirarvia il braccio ma più ci provo e più la sua grossa mano si stringe " stavo andando al kennel " non sapevo nemmeno se un uomo libero poteva trattare cosi la schiava degli Ubar
[05:43] Lokustus "I osono il Kennel" dico con profondo tono oscuro, mentre la avvicino ancora di piu a me " Schiava delòl'Ubar? L'ubar ha gia una schiava principale e tu devi essere una schiava minore, molto bene comunque" Continuerò a tenere la sua spalla stretta, in una morsa di acciaio, mentre la farò procedere, assieme a me " Se non hai una documentazione verificabile, tu sei una schiava, e verificheremo poi di chi, per cosa e quale che sia la tua designazione" la muoverò davanti a me, ma comunque, leggerò anche se sul suo collare c'è qualcosa che la identifichi o ne identifichi il propietario. Ad ogni modo, la prossima interazione che avremo a questo punto, sarà nel Kennel, dove le ordinerò, drasticamente, di inginocchjiarsi.
[05:48] Laila la presa del libero si stinge ancora di più, inizio ad agitarmi mentre vengo trascinata " padrone è la verità, la documentanzione...cioè no....cioè credo di averla a casa " . Cammino cerncando di tenere il passo " La padrona mi ha ordinato di andare al kennel perchè devo essere addestrata mi ha detto " inciampo di tanto in tanto con i piedi ma cerco di tenere il passo. Arrivati al kennel la mia agitazione sale ancora di più, non conoscendo l'uomo che mi sta trascinando
[05:56] Lokustus (Aljoor Resident): Tenendo sempre la sua bella spalla, con stretta di acciaio, la farò propiamente inginocchiare, davanti a me " In assenza di tua documentazione specifica, ora mi risponderai ad alcune domande specifiche" Dirò , prendendo delal carta Rencers, e un pennino, con del calamaio. Intingerò la penna piu e piu volte, mentre la interrogo, per compilare il suo foglio di identità e riconoscimento " Non mi eri mai stata indicata, se ci fossero dei reclami, provvederò, in caso contrario, ora, metterai anche i polsi sopra la tua testa, rispondendo alle seguenti domande, in maniera chiara e precisa: Da quale città o mondo provieni?
Qual era la tua casta quando eri una donna libera?
Sai leggere e scrivere, o conosci la Seconda Conoscenza?
Quali mansioni pratiche e domestiche sai svolgere?
Hai già ricevuto un addestramento servile formale?
Conosci le posizioni di sottomissione rituali e i comandi vocali di base?
Porti già un marchio a fuoco sulla tua pelle? " Qui, schioccherò le dita " Spogliati totalmente" Aggiungerò, per poi, continuare "
Sei mai fuggita o hai subito punizioni da precedenti padroni?



Quali sono le tue misure per la registrazione del collare, delle manette e dei ceppi? E dammi anche la tua età, infine" Intanto, inizierò a registrare i primi segni evidenti, con professionalità: pelle scura, capelli neri ricci, occhi neri, altezza media o lievemente sotto la media, fisico tonico , Status di red silk o white silk, ancora da definire.
[06:05] Laila mi sento quasi costretta nell'inginocchiarmi e e faccio come il libero mi spenge con la sua mano sulla mia spalla " i polsi sopra la testa???" non avevo mai fatto questa posizione ma con incertezza sollevo i polsi come dice. Ascolto le sue domande cercando e sperando di dare le risposte giuste " Padrone questa ragazza era libera ma in modo diverso, vengo dalla terra, non mi sono chiare del tutto le caste, so leggere scrive come si fa sulla terra" resto in silenzio non sapendo come rispondere alla conoscenza " cucino, lavo, servo quello che mi è stato detto di fare " quelle parole mi fanno sentire ancora di più iil peso della schiavitù" perchè queste domande ?" la paura mi rende la lingua più sciolta, non sapevo chi fosse l'uomo davanti a me e perchè si comportava cosi, respiro profondamente " conosco nadu e tower" mi blocco quando sento di dovermi spogliare, mi guardo intorno ma essendo schiava sono consapevole che sia una cosa normale denudarmi come già mi era successo. Mi mordo un labbro desiderando di non rispondere, ma Juna mi ha sempre detto che le schiave non possono mentire " si padrone ho tentato di scappare e il mio padrone mi ha punita, sono stata una notte intera dentro ad un sacco pieno di sterco " conati di vomito mi salgono al ricordo " ma pensavo di poter tornare a casa mia,,," cerco di giustificarmi ora che conosco quanto sia grava voler fuggire " la mia età ? quella di un tempo 30 anni, per collare e altro non lo so padrone " mi sfilo via il silk
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GILDA DEI MERCANTI DI SCHIAVI
REGISTRO UFFICIALE E CARTE DI SCHIAVITÙ
(Registrum Kajirae - Form A-1)
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[ TIMBRO UFFICIALE: KENNEL DI SHIPROCK ]
--- 1. DATI ANAGRAFICI E ORIGINE ---
• ID / Nome della Schiava : Laila
• Età (Dichiarata / Presunta) : 30 Anni (Dichiarata originale sulla Terra)
• Mondo / Città di Provenienza : Terra (Barbara d'Oltremare)
• Casta d'Origine (da Libera) : Non applicabile (Donna libera sulla Terra)
• Lingua Madre / Dizione : Terrestre / Accento Barbarico
--- 2. STATUS ED ADDESTRAMENTO ---
• STATUS SERICO (Sete) :
[X] IN VALUTAZIONE (Orientamento Red Silk per mansioni domestiche)
• Livello di Addestramento : [X] Grezzo / Iniziale
• Istruzione / Alfabetizzazione: [X] Legge e scrive (Sistema Terrestre) | [ ] Seconda Conoscenza (Assente)
• Posizioni di Sottomissione : [X] Conosciute (Posizione Nadu e Posizione da Torre / Tower)
• Mansioni Specifiche : Cucinare, lavare, pulire, servire cibo e bevande
--- 3. CARATTERISTICHE FISICHE E BIOMETRIA ---
• Altezza / Carnagione : Media o lievemente sotto la media / Scura
• Colore Capelli / Occhi : Neri ricci / Neri
• Costituzione Fisica : Tonica
• Misure di Contenzione : Collare: Da misurare | Polsi/Caviglie: Da misurare
--- 4. SEGNI PARTICOLARI E MARCHI ---
• Marchi a Fuoco (Brand) : [X ] In fase di verifica all'ispezione visiva
• Cicatrici / Tatuaggi : Nessuno dichiarato, nessun marchio
• Segni Particolari : Folta capigliatura riccia nera, carnagione scura
--- 5. SCHEDA SANITARIA E MALATTIE ---
• Stato di Salute Generale : [X] Buono
• Possibili Malattie / Anamnesi: Nessuna patologia infettiva o cronica dichiarata
• Difetti Fisici o Parassiti : [X] Assenti
• Somministrazione Slave Wine : [ ] Da verificare / In programma
--- 6. TITOLO DI PROPRIETÀ E REGISTRAZIONE ---
• Attuale Padrone / Registratore: Lokustus (aljoor)
• Registro Antecedenti / Fughe : [X] Tentativo di fuga registrato (Eseguita punizione da precedente padrone)
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DICHIARAZIONE UFFICIALE
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Si certifica che la presente scheda di identificazione è stata
debitamente redatta, registrata e ufficializzata presso le strutture
del KENNEL DI SHIPROCK, sotto la supervisione del registratore della Gilda. La proprietà della merce sopra descritta è tracciata ed
esibibile tramite il presente documento.
Data di Registrazione: Anno Corrente, Kennel di Shiprock
Firma dello Slaver / Agente: Lokustus (aljoor)
Timbro Ufficiale: [ KENNEL DI SHIPROCK - SLAVER GUILD SEAL ]
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venerdì 30 ottobre 2026

Un incarico per un nuovo costruttore!


Una casta gialla arriva in città e l'ubara gli da subito da fare!!


[7:32 AM] Darragh sbarcato da poco, entra in una piazza, probabilmente un mercato. Si guarda in giro, curiosa qua e la e quasi si scontra con una donna " Mi scuso Lady... non vi avevo proprio vista

[7:33 AM] Tani Thor stava girando per la piazza del mercato per capire dove preparare il palo per l'esecuzione dell'impostore, quando vede palesarsi un uomo..*Tal!* gli dice squadrandolo dalla testa a piedi...*...e dire che sono bella colorata!* poi si sistema lo scialle sulle braccia..*Sir?....sono Tani..Tani Thor..ubara di questa pietra.....* e attende che lui si presenti a sua volta

[7:35 AM] Darragh accenna un impacciato inchino " Mi.. mi spiace di avervi urtata. Ero distratto dalle merci esposte. Ubara... ho proprio scelto la persona sbagliata su cui inciampare...

[7:36 AM] Tani Thor agita la manina...*...vedrò di non adornare le mie mura con la tua testa!* e fa una risatina sadica...*Cosa ti porta a Shiprock?* nota poi arrivare il pittore..*Giusto te!* lo saluta come sempre a suo modo..

[7:39 AM] Darragh risponde con un gesto della mano al saluto dell'uomo, sorpreso che conosca il proprio nome. Poi torna con l'attenzione alla donna " Il mio nome è Darragh, dalla scuola dei costruttori di Tharna, ho probabilmente sbagliato nave e mi sono trovato in questa città a me sconosciuta... " si guarda intorno cercando di raccapezzarsi

[7:40 AM] Tonia77 Resident esce dalla taverna dopo aver sbrigato le solite faccende. Si ferma quando vede un gruppetto e si avvicina all'Ubara scivolando in tower " Saluti padroni"

[7:41 AM] Ashraf Rathmullah: quest'uomo sembra arrivare da lontano, insieme a lui Ubara Tani "Tal mia UBARA*

[7:43 AM] Tani Thor vede arrivare Laila e nota che si mette subito in tower vicino a lei e inizia ad intrecciare le dita tra i suoi capelli come antistress...*Capisco...* annuisce all'uomo..* Casta dei costruttori mhmm...*e rimugina un attimo a quel dire..*...bhè siamo sempre alla ricerca di buoni architetti o similari...nel caso volessi rimanere e mettere al servizio della città il tuo sapere...sarai il benvenuto..* poi osserva il pittore...*Tu il quadro per l'ubar l'hai finito?* e continua a torturare i capelli della schiava

[7:45 AM] Darragh: Costruttori disoccupati direi... " accenna un sorriso " Per questo la lasciato Tharna. La nostra casta è poco utile quando i muri sono alti e solidi. Ma se un muro cede, allora ci cercano e il nostro lavoro diventa prezioso e ben pagato

[7:46 AM] Tonia77 Resident sente la mano della padrona tra i suoi capelli mentre cerca di trovare una posizione che non le faccia male alle ginocchia, non aveva ancora ottima padronanza delle posizione venendo dalla terra. Tiene lo sguardo basso ma con curiosità l'attenzione e sull'uomo straniero. Muove leggermente la testa all'intreccio delle dita padronali con i suoi capelli. Solleva leggermente gli occhi e continua a muoversi cercando di sopportare il fastidio della pietra sotto le ginocchia





[7:51 AM] Ashraf Rathmullah Accenno un sorriso alle parole del forestiero, poi rivolgo la mia attenzione all'Ubara Tani, chinando rispettosamente il capo. "Certamente, mia Ubara. Il ritratto di Juna è terminato da tempo e attende soltanto che l'Ubar Nio trovi un momento per venire ad ammirarlo nella mia bottega. Confesso di essere piuttosto soddisfatto del risultato e spero che lo sarà anche lui." Sposto quindi lo sguardo verso Darragh, osservandolo con curiosità. "Un costruttore di Tharna, dunque! Io sono Ashraf Rathmullah, pittore di Shiprock. Sapete, trovo che le nostre arti abbiano qualcosa in comune: voi innalzate mura destinate a sfidare il tempo, io cerco di conservare sulla tela ciò che il tempo inevitabilmente cancella." Sorrido appena, indicando con un gesto le costruzioni che ci circondano. "Quanto alla vostra professione, non aspetterei che un muro crolli per dimostrarne il valore. Una città che cresce ha bisogno tanto di chi sappia difenderla quanto di chi sappia renderla bella." Il mio sguardo scivola brevemente sulla schiava inginocchiata accanto all'Ubara, notando il suo continuo tentativo di trovare una posizione meno scomoda, prima di tornare ai miei interlocutori. "E poi, Darragh, credetemi... arrivare per errore in una città sconosciuta non è necessariamente una disgrazia. Talvolta sono proprio gli sbagli di percorso a condurci dove il destino aveva già deciso di portarci."..poi fa un cenno con il capo...*Scusate ora, devo tornare al mio studio per finire una commessa..* e si allontana...

[7:52 AM] Tani Thor sorride appena al dire del giallo..*...Shiprock è in perenne...ristrutturazione diciamo, per cui non saresti disoccupato se è questo che ti preoccupa! * poi nota Laila muoversi appena sul selciato e un leggero ghigno sadico le imperla le labbra, stacca le sue dita dai suoi ricci e ...*...avrai modo di visitare la città in questi giorni, e nel caso tu sia in cerca di lavoro, puoi presentarti direttamente in casta gialla...! La locanda ha pasti caldi e letti puliti se vuoi fermarti...e prezzi...onesti!* poi si volta verso i pittore...*Ohh bene...allora direi che è il caso che sia tu a portarlo a visionare all'ubar...se aspetti che venga in bottega con tutto quello che ha da fare...* e torna a guardare il forestiero...

[7:56 AM] Darragh si rivolge ad Ashraf " Hai ragione. In effetti entrambi creiamo opere per sfidare il tempo. Io con pietra e legno e tu con tele e pennelli. "rivolto alla Ubara" Mi piace l'idea di una homestone in continua evoluzione.. significa vita e voglia di evolvere. Potrei dare il mio contributo se gradito e.. soprattutto ben pagato... " sorride

[7:57 AM] Tonia77 Resident si sente solleva quando i suoi capelli vengono liberati dal gioco delle dita della mistress. Coglie con la coda dell'occhio un movimento rapido e furtivo lungo la pietra. Quando mette a fuoco la sagoma massiccia e ripugnante di di un topo, qui chiamato urt, che si avvicina, il terrore prende il sopravvento su ogni regola. Interrompe bruscamente la posizione scostandosi di scatto. Totalmente nel panico e abituata solo ai piccoli roditori della Terra, scoppia in un grido acuto e incontrollato: «Un topo gigante Padronaaaaa!» Si rannicchia tremando a pochi passi dalla Padrona, indicando la bestia con il dito, lo sguardo sbarrato e il cuore a mille. Afferra un pezzo di gonna della padrona sollevandosi e usarlo come scudo " uccidetelo presto!!!"

[8:00 AM] Tani Thor si sistema lo scialle sulle braccia e solleva appena il mento quando si parla di denaro..*Un giusto compenso per un lavoro ben svolto!.* poi fessurizza gli occhi..*...anzi...vorrei metterti alla prova...Abbiamo un problema idraulico alla terme, che i nostri costruttori...non riescono a risolvere..* e sbuffa appena a quella confessione di inadeguatezza...*...ti senti di prenderti carico di questo incombenza? Sarai ben retribuito e nel caso...potrai entrare di diritto tra i costruttori di Shipr...* non riesce a finire la frase che la schiava inizia a sbraitare ..*Per tutti i pk!* e attende di capire dove avesse visto un topo gigante!!!

[8:05 AM] Darragh sobbalza allo strillo della schiava. Lesto impugna la sua frusta, antica rimembranza del suo ormai lontano lavoro da slaver. Uno schiocco secco e preciso e il roditore rotola inerme a qualche passo da loro " la ragazza avrebbe bisogno di miglior addestramento... nulla dovrebbe smuoverla dalla posizione imposta. In passato non avrei tollerato un simile gesto ma ho lasciato da tempo i kennel delle homestone. In quanto alle tubature, posso vedere il problema, poi saprò quantificare il danno e il lavoro necessario

[8:07 AM] Tonia77 Resident con il cuore che le batte fin dentro le orecchie, indica con il dito tremante un punto sul pavimento non lontano dalle terme menzionate, proprio dove la sagoma dell'urt si muove rapida. «Lì... lì vicino al muro! È gigantesco!» farfuglia con la voce ancora scossa dal panico. Vede lo straniero colpire la bestia facendolo rotolare . Solo in quel momento, alle parole di rimprovero del libero e incrociando gli occhi fessurati di Tani, realizza la gravità dell'interruzione e l'uso di una parola terrestre come "topo". Il terrore della bestia si mischia subito alla paura della punizione: abbassa la testa di colpo, rannicchiandosi ancora di più per farsi piccola. «P-perdonate, Padrona... io... io non avevo mai visto una bestia simile sulla Terra...» sussurra in un soffio, implorando silenziosamente clemenza con lo sguardo fisso sul pavimento.

riprendendo la posizione

[8:10 AM] Tani Thor osserva l'uomo come stecchisce l'urt con la frusta e al suo dire..*Oh...uno slaver...un mio paricasta...bhè si prima che indossassi il viola!* poi al suo dire sulla schiava annuisce..*...avrà la sua giusta punizione..* e le fa cenno con la mano di rimettersi in ginocchio, ma la ragazza prontamente l'anticipa...*...purtroppo non ho ancora avuto modo di addestrarla a dovere essendo una terrestre...* e sbuffa..*..bene...allora Darragh, potrai soggiornare in taverna fino a che rimani in città...* poi la sua mano torna sui ricci di Laila e questa volta non l'accarezza ma li tira volutamente...*...anzi...se vuoi questa schiava, oltre a buttare l'urt con le sue stesse mani, ti può accompagnare alle terme a visionare i lavori..*e così facendo da un leggero strattone e strappa una piccola ciocca di ricci che poi fa svolazzare al vento per levarseli dalle mani..

[8:14 AM] Darragh non ha capito bene se deve tenere l'urt e gettare la schiava o tenere la schiava e gettare l'urt. Ci pensa un attimo e poi realizza che forse è più probabile la seconda opzione " Ti ringrazio Ubara Tani. La ragazza mi sarà di aiuto per trovare il problema. Naturalmente, prima dovrà prendere quella bestiaccia e gettarla nel porto. Ci penseranno i pesci a eliminare ogni traccia

[8:15 AM] Tonia77 Resident sussulta vistosamente quando la mano di Tani si serra tra i suoi ricci. Caccia un gemito soffocato, strizzando gli occhi per le lacrime mentre sente la ciocca strapparsi via con violenza. Nonostante il dolore acuto alla testa e le ginocchia ancora doloranti, tiene la posizione, . «S-sì, Padrona... perdonate... obbedisco...» mormora con voce tremante e spezzata. A quelle parole di Tani, il cuore le salta in gola: lancia uno sguardo carico di puro disgusto e terrore verso il corpo inerme del grosso roditore. Mandando giù a fatica la nausea, si allunga carponi sul pavimento, allungando le dita tremanti verso la coda o una zampa della bestia per afferrarla come ordinato, per poi sollevare lo sguardo umido e terrorizzato verso lo straniero, restando in attesa di essere guidata verso le terme.

Anatomia di un quadro

Ashraf si mette davanti al cavalletto e...

La notte è scesa su Shiprock come un antico mantello di velluto, ricamato di stelle e silenzi.
Dalla finestra della mia bottega osservo le ultime torce accendersi lungo le mura, mentre il vento porta con sé l'odore della terra umida, del legno bruciato e di quella foresta che sembra respirare appena oltre i cancelli della città.
Davanti a me, una grande tela bianca attende il primo tocco del pennello.
La osservo a lungo, quasi temessi di turbarne il silenzio.
Quante volte, nella mia terra lontana, ho creduto che dipingere significasse semplicemente catturare la bellezza?
Ora so che non è così.
La bellezza è soltanto il principio.
È ciò che si nasconde dietro di essa a rendere immortale un dipinto.
Immergo il pennello nell'ocra e traccio la prima linea.
Nascono le mura di Shiprock, imponenti e severe, custodi di una città che ho imparato a conoscere attraverso i suoi abitanti, i loro desideri e le loro contraddizioni.
Ripenso al giorno in cui vi giunsi, straniero in una terra sconosciuta, portando con me poco più dei miei strumenti, qualche ricordo e quella ostinata convinzione che l'arte potesse trovare dimora ovunque.
Non immaginavo allora quanto profondamente questa città avrebbe intrecciato il proprio destino al mio.
Sorrido mentre aggiungo le torri del Palazzo Ubarale.
"Strano davvero il destino degli uomini... Si parte alla ricerca di un luogo dove fermarsi e si finisce per trovare mille ragioni per continuare a camminare."
La mia mente torna agli incontri con l'Ubara Tani, alla figura autorevole dell'Ubar Nio, alle conversazioni nelle quali ho imparato che, dietro il potere, si nascondono responsabilità spesso più pesanti delle corone.
Ricordo il giorno in cui Nio mi affidò il ritratto di Juna.
Una commissione che accolsi con l'entusiasmo dell'artista, senza immaginare che quel volto sarebbe presto diventato parte di una vicenda ben più oscura.
Il pennello indugia.
Nella tavolozza cerco un verde profondo, quasi nero.





La foresta prende forma ai piedi della città, con i suoi alberi contorti, i sentieri nascosti e le ombre nelle quali ho imparato a muovermi alla ricerca di pigmenti.
E proprio tra quelle ombre riaffiora un ricordo che avrei preferito non possedere.
La voce di Juna, spezzata dalla rabbia.
Il volto severo di Radan.
Le parole taglienti di un confronto che non avrei dovuto ascoltare e che tuttavia mi trovai a testimoniare.
Ricordo il mio stupore davanti alla durezza del guerriero, la sua determinazione a eseguire gli ordini dell'Ubar e la disperazione di quella ragazza che sembrava chiedere soltanto un poco d'aria.
Poi quel rumore.
Un fruscio diverso dagli altri, un movimento nascosto nella vegetazione.
Radan che si allontana per controllare.
E infine il tonfo, il grido, la corsa.
Chiudo gli occhi per un istante.
Rivedo il corpo del guerriero disteso sulla terra, le frecce sparse, Juna e Zuri accanto a lui.
Ricordo il sangue freddo che cercai disperatamente di conservare mentre chiamavo le guardie.
"La morte non ha bisogno di essere dipinta..." mormoro, osservando la punta del pennello.
"È sufficiente averla incontrata una volta perché lasci il proprio colore dentro di noi."
Per giorni Shiprock ha respirato sospetto e rancore.
Ho visto gli sguardi trasformarsi in accuse, le parole diventare minacce e la paura insinuarsi tra le pietre della città.
Ho visto una schiava e una pantera trascinate nel vortice di un delitto che non avevo visto commettere.
E ho compreso quanto fragile possa essere la verità quando tutti desiderano trovare un colpevole prima ancora di conoscere i fatti.
Ora sappiamo che l'assassino era un altro.
Ma la verità, per quanto attesa, non restituisce la vita a chi l'ha perduta.
Resto immobile davanti alla tela, poi riprendo a dipingere.
Tra gli alberi faccio emergere una figura femminile, fiera, con una lancia stretta nella mano.
Zuri.
La En delle Tharl-Hesa.
Un sorriso involontario mi sfiora le labbra.
Quella donna sembra possedere la stessa natura della foresta che governa: selvaggia, imprevedibile, incapace di piegarsi.
Ricordo i nostri primi incontri, le sue provocazioni, la diffidenza reciproca e quella curiosa trattativa nata dal mio desiderio di scoprire nuovi colori.
Io avrei raccontato attraverso i dipinti le imprese delle sue sorelle; lei mi avrebbe mostrato i segreti dei pigmenti custoditi dalla foresta.
Un accordo improbabile tra un uomo di città e una donna che della città sembra disprezzare persino le pietre.
Eppure, dopo tutto ciò che è accaduto, è tornata nella mia bottega.
Ha osservato il proprio ritratto, mi ha sfidato con le parole e infine mi ha concesso qualcosa che, per una pantera, deve valere più dell'oro: un principio di fiducia.
"Ah, Zuri..." sussurro con un sorriso.
"Tu credi che sia io a dover temere la tua lancia. Ma forse dovresti temere il mio pennello. Le ferite dell'acciaio guariscono o uccidono... quelle lasciate dall'arte possono attraversare i secoli."
Mi allontano dalla tela.
Shiprock comincia a vivere sotto i miei occhi.
Le sue mura custodiscono uomini e donne, mercanti e guerrieri, schiave e sovrani.
La foresta si estende oltre i cancelli come un mare oscuro, e sopra ogni cosa il cielo di Gor spalanca la propria immensità.
Ma mentre osservo il dipinto, avverto improvvisamente una mancanza.
Non è un colore.
Non è una linea.
È qualcosa che nessuna tavolozza potrebbe offrirmi.
Il mio sguardo si posa su un'altra tela, più piccola, appoggiata contro la parete e nascosta sotto un drappo.
Mi avvicino lentamente.
Sollevo il tessuto e il suo volto riemerge dalla penombra.
Lei.
La donna che abita i miei pensieri senza chiedere permesso.
La donna che talvolta mi sembra vicina quanto il respiro e altre volte lontana quanto la Terra dalla quale provengo.
Rimango a contemplarla, lasciando che il silenzio riempia la stanza.
Ci sono incontri che appartengono alla vita e altri che sembrano appartenere al destino.
Non so ancora a quale dei due mondi appartenga lei.
So soltanto che, in ogni luogo che attraverso, qualcosa finisce inevitabilmente per ricordarmela.
La luce di una lanterna.
Una voce udita tra la folla.
Il profumo di un fiore sconosciuto.
Persino il vento, quando entra dalla finestra e sfiora il mio volto, sembra talvolta portare con sé la promessa di una carezza mai dimenticata.
Sfioro la tela con la punta delle dita, senza toccare il colore.
"Se tu fossi qui..."
La voce mi esce appena, come se temessi di disturbare un sogno.
"Ti mostrerei questa città dalle sue mura più alte. Ti racconterei delle sue lune, delle foreste dove le donne cacciano come fiere e degli uomini che difendono il proprio onore con la spada. Ti parlerei delle mie avventure, dei pericoli attraversati, delle persone incontrate... ma credo che alla fine tacerei."
Sorrido amaramente.
"Perché ci sono momenti in cui nessuna parola è necessaria. Basterebbe averti accanto, osservare insieme il tramonto e sapere che, almeno per una sera, non devo cercarti nei miei pensieri."
Rimango così per qualche istante, prigioniero di quella dolce malinconia che conosco fin troppo bene.
Poi ricopro delicatamente il ritratto.
Non per dimenticarla, ma per custodirla.
Torno alla grande tela e osservo lo spazio ancora vuoto in primo piano.
Prendo un pennello sottile e dipingo una piccola figura maschile, solitaria, affacciata su una terrazza della città.
Un uomo con gli abiti segnati dai colori, il volto rivolto verso l'orizzonte e una mano appoggiata alla balaustra.
Sono io.
Ashraf Rathmullah.
Un pittore venuto da un altro mondo, che ha trovato in questa terra non soltanto una nuova casa, ma storie che non avrebbe mai immaginato di vivere.
Guardo quella minuscola figura e mi accorgo di sorridere.
Non impugna una spada, non indossa un'armatura, non comanda eserciti.
Ha soltanto i suoi pennelli, la memoria e la capacità di osservare ciò che altri attraversano senza vedere.
E forse è proprio questo il mio posto in un mondo come Gor.
Essere testimone.
Custodire la bellezza senza ignorare la crudeltà.
Raccontare ciò che gli uomini dimenticano e dare un volto a ciò che il tempo vorrebbe cancellare.
Fuori, il vento si alza e fa tremare la fiamma della lampada.
La notte è ormai profonda.
Appoggio il pennello, mi verso una coppa di vino e mi avvicino alla finestra.
Shiprock dorme, o almeno finge di farlo.
Da qualche parte, oltre quelle mura, le Tharl-Hesa vegliano nella loro foresta.
Nel Palazzo Ubarale qualcuno riflette sulle responsabilità del potere.
E forse, sotto questo stesso cielo, una donna che non riesco a dimenticare sta osservando le stelle senza sapere che un pittore lontano sta pensando a lei.
Sollevo lentamente la coppa verso l'orizzonte.
"A te, Shiprock. Alle storie che mi hai donato e a quelle che ancora mi attendono. Agli amici che devo imparare a conoscere, ai nemici che spero di non incontrare... e a te, ovunque tu sia."
Bevo un piccolo sorso, poi torno a osservare la tela illuminata dalla lampada.
Non è ancora terminata.
Mancano dettagli, sfumature, ombre e luci.
Ma forse è giusto così.
Perché nemmeno la mia storia è conclusa.
E mentre il silenzio della notte avvolge la bottega, un ultimo pensiero prende forma nella mia mente.
"Il destino non è una strada già tracciata. È una tela che ogni giorno ci viene affidata, e sulla quale persino le nostre ferite possono diventare bellezza."
Spengo la lampada.
Domani, quando il sole tornerà a illuminare le mura di Shiprock, riprenderò a dipingere.
E forse, senza saperlo, comincerò un nuovo capitolo della mia vita.

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