Nio il Tuchuk: dopo l’incontro con l’Ubar di Tentium all’En-Kara, si era ripromesso di inviare al più presto uno scroll per ringraziarlo del colloquio intercorso e confermare gli accordi presi riguardo alla sua venuta e alla scorta. Nel messaggio, intende concordare una data per un’udienza nel Salone del Palazzo, auspicando che la presenza degli Scribi e di una rappresentanza del Popolo possa conferire il giusto valore e la necessaria solennità all'evento.
Prende uno scroll, penna ed inchiostro e inizia a scrivere con il rigore formale del Magistrato unito alla pacata fierezza del guerriero del Popolo dei Carri. Ciò che era nato come un confronto personale sta ora assumendo i tratti di un dialogo istituzionale, onorando così il legame che ora lo unisce ai Tuchuk.
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Third Day of the Fourth Hand of the Twelfth Month in the Year 8154 Contasta Ar
Al cospetto di Aleksander Lusingar, Ubar di Tentium,
Le parole scambiate al calore del fuoco della Fiera pesano quanto il ferro e l’onore. Come concordato tra uomini che rispettano la parola data e sotto lo sguardo dei Re Sacerdoti, confermo con la presente la mia venuta presso la tua Home Stone al termine dei giorni di En-Kara.
Resto in attesa della data che riterrai più opportuna, affinché io possa organizzarmi di conseguenza.
Affinché la Giustizia sia atto solenne e condiviso, e non ombra discussa nel segreto, giungerò alle tue porte scortato da quattro guerrieri scelti del Popolo dei Carri. Essi, come da tua parola data, godranno di immunità e libero passaggio, agendo come testimoni della verità che verrà ristabilita.
Chiedo che la questione riguardante la donna Gladia e i fatti che ne sono seguiti, venga discussa in Udienza Aperta nel Grande Salone. È bene che il Popolo e gli Scribi vedano come la legge di Tentium sappia risplendere alla luce del sole, senza lasciare spazio a dubbi o fraintendimenti futuri. Verrò privo del mio acciaio, così come lo sarà la mia scorta, portando come unica arma l'onore di un uomo che non conosce prezzo.
Che la tua Home Stone resti prospera fino al mio arrivo.
Nio il Tuchuk
Già Magistrato di Tentium, ora Sangue del Popolo dei Carri.
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Al termine rilegge con calma, arrotola lo scroll, lo lega con un laccio di cuoio e lo sigilla con il suo timbro personale in ceralacca. Chiama presso il suo carro uno dei suoi compagni Tuchuk e gli affida il messaggio, chiedendogli di portarlo a Tentium con la dignità che si deve a una comunicazione tra uomini di parola.
Il galoppo del guerriero verso le mura di Tentium non è un segnale di sfida, ma la conferma che Nio si presenta ora con il rispetto e l’autorità che derivano dall'appartenenza al Popolo dei Carri.
Il messaggero cavalca con passo costante fino alle porte di Tentium. Giunto dinanzi alla scorta, rallenta il suo kaiila in segno di rispetto per le guardie della città. Senza scendere, ma con un cenno del capo solenne, porge lo scroll nelle mani della Guardia dell’Ubar: "Per l'Ubar Aleksander," annuncia con voce ferma, "da parte di Nio il Tuchuk. La parola data all'En-Kara trova qui la sua conferma. Che il vostro Ubar sia informato del suo prossimo arrivo." Compiuto il suo dovere, volge con calma la cavalcatura e riprende la via delle praterie.
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