martedì 24 febbraio 2026

Pensieri di libertà...

 

[07:35] Laila doveva prendere delle provviste al mercato per il padrone. Juna restava accanto ad Ashvin che per fortuna sembrava riprendersi. Cammina per le vie di Corcyrus ma voleva approfittare del momento concitato che le attenzioni dei padroni e di Juna era dedicate totalmente al piccolo per capire se c'era una possibilità di libertà

[07:37] Laila cammina tra le bancarelle del mercato osservando quello che serviva ai padroni ma cercava di perdere tempo. Per le vie vede molti polli o almeno lei sembrano polli ma non sa il perchè, da quando è arrivata sembra che la città sia invasa.

[07:39] Laila sorride quando poco distante vede un palcoscenico. Il sipario è chiuso ma si sentono delle voci all'esterno, aveva sentito di qualche compagnia teatrale in arrivo in città. Si guarda intorno e decide di avvicinarsi alle porte della città

[07:42] Laila si ferma vicino alla bottega di una sarta, osservando le stoffe, ovviamente non erano le stoffe ad interessarla. Quei 2 porti che portavano all'esterno. Ormai iniziava a capire qualcosa di questo mondo. Le donne libere era diciamo donne non schiave, almeno non com'era lei. Poteva in qualche modo trafugare qualche abito e un velo, ma aveva capito che le donne da sole non poteva uscire dalla città, quindi se voleva lasciare quel posto le occorreva un uomo ad accompagnarla, cosa impossibile



[07:47] Laila tiene lo sguardo basso facendo movimenti avanti e indietro per poi fermarsi vicino ad altre bancarelle. Ritorna ad osservare le porte. Entrano ed escono molti carri. Magari riuscisse a nascondersi all'interno e uscire. Una volta fuori doveva cambiarsi. La mano va al collare che porta, doveva nasconderlo.

[07:53] Laila torna indietro, non voleva dare troppo nell'occhio. S'incammina di nuovo verso il mercato, si sofferma un attimo sulla fucina, se poteva esserci un attrezzo che potesse liberarla dal collare. Una cosa l'aveva capita. Se voleva scappare doveva rubare

[08:02] Laila ritorna al mercato per prendere quanto ordinato. Ma nella sua mente iniziava a fare la lista di quello che occorreva: vestiti da libera, velo, oggetti che portava con lei ma per uscire dalla città aveva capito che probabilmente l'unico modo era riuscire a nascondersi in qualche carro, una volta uscita avrebbe poi pensato come togliersi il collare. Ricorda le parole di Juna di rassegnarsi oppure le aspettava la morte. Ma guardandosi ora la morte non era più paurosa della schiavitù, ma se ci fosse riuscita, poteva essere una donna libera. Tra i suoi mille pensieri si avvia per risolvere le sue faccende

Nessun commento:

Posta un commento