[07:30] 乙υℓαικα accovacciata accanto al fuoco rituale che crepita , la Sangoma dispone poi, con gesti lenti e misurati gli strumenti del rito: una lima di ferro scuro barattata sul fiume, una pietra pomice bagnata d'acqua e una ciotola di terracotta contenente resina densa e cenere sacra. I suoi occhi dipinti di bianco fissano la giovane En tra i fumi delle erbe bruciate, e la sua voce profonda ed incrinata rompe il silenzio della grotta, mentre dispone la strumentazione, sul lato della piccola fontanella «Avvicinati, En ed amica. Il fiume non nutre i deboli e la giungla non riconosce chi ha la bocca liscia come quella delle prede. Stasera la tua carne conoscerà la pietra e il ferro. " Dico, con gesti rituali e ieratici, osservando Zuri " Il sangue dei Mamba, scorre in te, ed è per me un onore, darti la mia approvazione e quella dei Primi Uomini"
[07:35] Zuri entro nella caverna dov'è depositata la pietra sacrificale. Regno oscuro delle nostri custodi dell'altrove, Runa shamana e ora la mia mentore Zulaika, quest'ultima mi aveva convocato e dopo il percorso meditativo dove Zula mi ha traghettato nel mio passato e aver scoperto le mie origini mamba, era giunto il momento di rendermi degna di tale origine. Entro nella caverna odore è forte di polveri e fumo. Mi fermo e osserve la mia madre spirituale, il suo viso dipinto di bianco e il suo bastone fatto di legno e ossa rende l'aria come densa di spiriti della foresta. La sua voce per me è una guida verso la mia vera natura. Alzo il mento con fierezza e mi avvicino a lei " sono pronta mia shamana, sarò degna dei figli dei tharlarion, ora che conosco a chi appartengo sono pronta a dimostrare il mio valore alla mia gente " Mi fermo davanti a lei restando quasi senza fiato mentre il cuore mi pulsa nel petto
[07:37] 乙υℓαικα La Sangoma intinge le dita nel grasso denso di tharlarion miscelato alla cenere e traccia una linea verticale sulla fronte della En, scendendo fino al ponte del naso. Solleva lo sguardo al tetto di roccia scuro soprastante le fronde dei grandi alberi e intona un canto ritmato in dialetto fluviale, prima di farsi vicina al viso di Zuri: «Ascolta il ruggito dell'Ukimwi, che è distante, come ben sai. Il Mamba che nuota nelle acque scure non chiede il permesso per azzannare: le sue fauci sono lance e le sue zanne sono spine. Se vuoi che lo spirito del grande rettile viva nel tuo petto, devi consegnarmi il tuo sorriso umano.» Le dico di avvicinarsi, nell'acqua, assieme a me.
[07:39] Zuri chiudo gli occhi quando le dita di Zula sporche di grasso segnano il mio viso per poi aprirli nel sento un canto dalle sue labbra misteriose. La seguo senza paura nelle acque. " tutto quello che devo fare per tornare alla madre mamba lo farò mia Shamana "
[07:40] 乙υℓαικα : La Sangoma afferra saldamente con la mano sinistra la mascella di Zuri, imponendogli di tenere le labbra spalancate. Con la destra impugna la lima ruvida e accosta il ferro scuro al primo incisivo superiore. Prima di sferrare il primo raschio deciso, la fissa severamente negli occhi a pochi centimetri dal volto: «Guarda il fuoco e non osare chiudere le palpebre. Una Fiera dei Mamba non versa lacrime per il dente che viene intagliato, né emette lamenti che farebbero ridere gli animali arrampicatori tra i rami. Stringi i pungi e soffoca il dolore nella gola, e nella gioia, mia cara Zuri: il sangue che scorrerà è solo la prima offerta al fiume!»
[07:42] Zuri sento la mano artigliata di Zula avvolgermi la mascella, alle sue parole e cosi vicina a me punto i miei occhi nei suoi ambrati. Con pugni serrati e gli occhi ben puntati in quelli di Zula non mostro emozione, lasciandola fare e seguendo il rito ultimo passo per unirmi al mio popolo nativo
[07:44] 乙υℓαικα muovo la pietra pomice ed il ferro con precisione millimetrica, intagliando i lati dei canini e degli incisivi fino a trasformarli in punte triangolari affilate come zanne di rettile. Tra lo scricchiolio del dente limato e il sapore metallico del sangue che cola tra le gengive di Zuri, la sciamana sussurra con ferocia quasi materna: «Senti il sapore della tua stessa linfa? È il sapore della caccia. Da stasera, quando mostrerai i denti nella boscaglia, gli estranei non vedranno una preda, ma la bocca del predatore che sta per divorarli!» Resto a guardarla, a lungo, trattenendola ancora, ed osservo i suoi occhi, per vedere la minima traccia di lacrima. Se si fosse drogata, per riuscire a resistere, capirei, dentro di me, ma no nesternamente, decisamente no.
[07:49] Zuri corruccio leggermente la fronte alla sensazione di dolore che provo, ma resto con occhi aperti concentrandomi sul mio passato. Stringo i pugni mentre inizio a percepire il sapore ferroso del sangue. La mia espressione si fortifica alle parole di Zula, parole che mi riempiono di gioia e orgoglio, emozioni che soffocano il dolore che provo di certo non da poco ma i miei occhi restano fissi nei suoi alla parola predatore, magari un pò lucidi ma la mia forza e tutto l'impegno che ho messo per giungere fino a lì trattengono qualsiasi lacrina di debolezza, perchè io non sono debole ma sono una predatrice, sento queste parole dentro di me per raffozzarmi lasciando fare alla shamana scolpire le caratteristiche della mia gente in me
[07:50] 乙υℓαικα Ğετεчε La Sangoma affonda le dita nodose e ricoperte di cenere nella ciotola di terracotta grezza, prelevando una generosa manciata della densa e amara pasta rituale, impastata con linfe intorpidenti di radici della giungla, resina di corteccia e grasso purificato di tharlarion del fiume. Con gesto fermo, esperto e privo di qualsiasi esitazione, stende con decisione il composto scuro direttamente sulle gengive ferite, lacerate e abbondantemente sanguinanti di Zuri, spingendo la poltiglia astringente fin negli interstizi dove il ferro della lima ha appena intagliato lo smalto vitale. Il freddo anestetico delle erbe comincia immediatamente a sedare il bruciore profondo che attraversa i nervi scoperti, mentre la cenere e la resina contraggono i tessuti, frenando gradualmente il flusso cupo e metallico che gocciola dal suo mento per andare a cadere nelal polla d'acqua ai nostri piedi. Si ritrae con lentezza calcolata, pulendo le nocche incrostate di sangue e cenere contro i lembi in pelle di rettile del suo abito,
[07:50] 乙υℓαικα Ğετεчε (Wongraven20 Resident): rimanendo accovacciata sui talloni per osservare con occhi stretti e penetranti il lavoro compiuto. Sotto i riflessi scarlatti e danzanti dei tizzoni , il profilo della bocca di Zuri non appartiene più a quello di una donna comune: gli incisivi ed i canini spuntano ora ridotti a cuspidi triangolari, affilate e serrate come le zanne spietate del tharlarion acquatico. La sciamana distende la pelle del volto in una smorfia di cupa approvazione, e la sua voce si solleva cavernosa e vibrante nel silenzio carico d'umidità della foresta:
«Pulisci il sangue sui palmi e sputa la ruggine delle tue gengive sulle braci ardenti dell'Ukimwi qui rappresentate, Zuri, En delle Tharl-Hesa! La fiammata che sale verso la chioma degli alberi ha assaporato la tua linfa ed ha riconosciuto la tua tempratura. Stasera il ferro e la pietra ti hanno spogliato di ogni debolezza, restituendoti al clan con le fauci del predatore supremo. Mostra le tue nuove zanne alla notte e al sangue della tua casata! Vai sulle acque scure del fiume, rivendica il comando che ti spetta, e fa' sì che persino l'ombra della tua piroga porti il terrore tra gli stranieri lungo le sponde!»
«Pulisci il sangue sui palmi e sputa la ruggine delle tue gengive sulle braci ardenti dell'Ukimwi qui rappresentate, Zuri, En delle Tharl-Hesa! La fiammata che sale verso la chioma degli alberi ha assaporato la tua linfa ed ha riconosciuto la tua tempratura. Stasera il ferro e la pietra ti hanno spogliato di ogni debolezza, restituendoti al clan con le fauci del predatore supremo. Mostra le tue nuove zanne alla notte e al sangue della tua casata! Vai sulle acque scure del fiume, rivendica il comando che ti spetta, e fa' sì che persino l'ombra della tua piroga porti il terrore tra gli stranieri lungo le sponde!»
[07:58] Zuri la mia bocca e un sapore di sangue e fuoco, sento bruciare un bruciore che si attenua quando Zula cosparge la mia bocca con un uguento sicuramente fatto da lei per questo tipo di rituale. Mi passo la lingua su i denti lavorati avvertendone la forma diversa, appuntita mista al sapore della pasta che ormai avevo nella mia bocca. Mi passo un palmo sulla bocca come detto dalla shamana guardo le mani sporche di sangue mista a qualcosa come terriccio. Mi volto e sputo per liberarmi dai residui di pasta e unguento. La mia lingua accarezza i denti aguzzi mentre mi leggo le labbra. Rilasso i miei pugni e piena di orgoglio parlo alla mia madre spirituale " porterò con onore i tratti della mia gente, e ringrazio te mia Shaman, madre degli Ost. Un tempo mi sono presentata a te come miserabile schiave tra le Ja' Heas non ricordando nulla del mio passato, ora sono tornata alle mie origine e liberata dalle catene, tutto questo lo devo solo a te mia amata " la guardo negli occhi con fierezza e affetto per la strada in cui mi ha guidato
[08:01] 乙υℓαικα Ğετεчε Ora, l'abbraccio che avviene, tra me e Zuri, non ha piu nulla del rituale, che ormai è ormai finito, e la stringo a me, di certo, con orgoglio, quasi come se fosse uan figlia, una amante, la mia Companion, la mia En, che lo è, e una mia adepta " Ora, sei di nuovo in seno ai primi Uomini, mia cara Zuri: puoi solo far si che il dolore passi, durante le prossime notti di caccia: che i Sokoloshes, siano a te sempre favorevoli, mia cara Zuri" LE sorrisdo, esponendo io stessa i miei denti, limati e contro limati, in molti anni .
[08:04] Zuri le mie braccia avvolgono Zula con affetto e per tutto quello che è stato lei e Mira quando ancora ero una figlia della catena . Mi scosto di poco, " grazie a te Zula che mi hai riportato a casa " guardo con affetto il suo sorriso dai denti aguzzi, le rispondo con un sorriso e per rendere tutto più leggere imito il ruggito di larl per mostrare fiera e con un gesto di complicità alla mia shamana poi rido. " adesso mia Zula dobbiamo festeggiare, andiamo uniamoci alle nostre sorelle e festeggiamo i mamba il ns popolo"

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