[02:25] Nio (Niovali Serrao): Il sole di Gor batteva implacabile sulle distese della Fiera di En-Kara, ma all'ombra del suo carro sentiva solo il peso delle decisioni che aveva preso. L’incontro con l’Ubar di Tentium non era stato una semplice formalità, ma la possibile scintilla di un incendio che avrebbe coinvolto anche la sua famiglia. Si siede su un tappeto di lana grezza e fissa a lungo la pergamena vergine. Non è un uomo di troppe parole, ma la posta in gioco richiedeva chiarezza. Impugna la penna, la intinge nell'inchiostro e lascia che il grido lontano dei mercanti e il muggito dei bosk facessero da sottofondo al graffio della punta sulla carta:
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"A mio figlio Ashvin, sangue del mio sangue e alla mia Consorte Tani, luce dei miei occhi.
Il sangue dei Tuchuk continua a scorrere forte e il vento delle pianure porta notizie di cambiamenti.
Ho parlato con l'Ubar riguardo un incontro a Tentium e il dado è tratto.
Raggiungetemi appena vi è possibile alla Fiera di En-Kara. Vi spiegherò ogni dettaglio del mio incontro e gli accordi che ho stretto. La nostra strada si deciderà presto.
Che il vostro viaggio possa essere agevole.
Il guerriero che vi porta il messaggio vi farà da scorta.
Vi aspetto.
Nio il Tuchuk"
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[02:27] Nio (Niovali Serrao) terminata la scrittura, arrotola la pergamena legandola con un laccio di cuoio grezzo. Accende una piccola candela e fa colare la ceralacca blu sul lembo del rotolo, il colore profondo come il cielo sopra le Carovane. Prima che si indurisse, imprime con forza il suo timbro personale, il segno inconfondibile che non ammetteva dubbi sull'autenticità dello scroll. Esce nella calura soffocante della fiera, cercando con lo sguardo i colori familiari della sua gente tra la folla. Non dovette attendere molto: vede un guerriero Tuchuk, riconoscibile dai tatuaggi e dall'andatura orgogliosa di chi vive in sella, intento a esaminare dei finimenti poco distante. Lo avvicinò e, senza bisogno di troppi preamboli tra uomini delle Carovane, gli tese il rotolo sigillato "Porta questo a mio figlio Ashvin e alla mia Compagna, a Corcyrus" disse fissandolo negli occhi con tutta la severità che il momento richiedeva. "Dì loro che il tempo dell'attesa è finito e che En-Kara è il luogo dove il futuro verrà scritto. Attendi che siano pronti al viaggio e scortali da me. Vai, e che il tuo kajila sia veloce."
[02:30] Tani (Tani Thor) da quando il suo FC era partito alla volta del suo popolo non aveva più ricevuto notizie da lui. Quasi tutti i cittadini di Corcyrus erano partito per la fiera, ma lei aveva preferito rimanere li in città, così come Nio le aveva chiesto. Ashvin era uscito dall'ospedale e stava riprendendo vigore: curioso si era girato tutta la città osservandone ogni angolo e iniziando ad interagire con le genti. Il fatto che il padre fosse partito di nuovo senza salutarlo lo aveva non poco irritato, ma lei era riuscita a fargli capire le ragioni di tale gesto. Era comunque sempre nervosa, anche perchè Nio si era portato via entrambe le schiave, e al momento doveva badare da sola a tutto il da farsi. Era uscita per una passeggiata, la città era semivuota, solo guardie al cancello e qualche apprendista lasciato a guardia delle attività cittadine. Nota del movimento sulle mura e poi il grande cancello si apre.
Un guerriero smonta da un kajila e si mette a parlare con una guardia...ovviamente si avvicina incuriosita dal vestiario del guerriero, che non era certo una casta rossa ma evidentemente un wagon. Sente pronunciare il suo nome..*Sono io Tani!* quasi si mette in mezzo ai due e quando il wagon le porge lo scroll quasi glielo strappa dalle mani. Strappa il sigillo che riconosce essere del magister e fa scorrere lo sguardo su quelle righe, nel frattempo il wagon le fa presente che l'avrebbe attesa. Annuisce appena e con passo lesto si fionda a casa: fortuna vuole che incrocia il proprio figlio che bighellonava davanti alla piazza...*Ash!* quasi urla...*Vieni a casa..dobbiamo partire!* il ragazzo sorpreso la raggiunge in casa....*Per andare dove madre?* gli domanda osservandola mentre preparava i bagagli..*Tuo padre, ci ha mandato a chiamare. Prepara una sacca con le tue cose svelto, un guerriero tuchuk ci attende vicino al cancello!* il ragazzo un pò perplesso ubbidisce e si mette a radunare le sue cose. Quando madre e figlio erano pronti con il necessario per il viaggio, salgono sul carro che era rimasto a Corcyrus e si avviano verso l'Enkara...
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