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lunedì 17 agosto 2026

3° Libro "Priest-King of Gor"

By Zuri Gorean

Il Cantore di Gor narra il 3° Libro "Priest-King of Gor"
(Il fumo della taverna di En'Kara si dirada mentre le dita del Cantore accarezzano le corde di bronzo della cetra. Il silenzio cala tra i guerrieri e i mercanti. Poi alza lo sguardo, incrociando gli occhi stanchi, e inizia a cantare con voce profonda e solenne.)
"Ascoltate, uomini di Gor, guerrieri di alto lignaggio e mercanti dalle borse piene! Ascoltate la ballata di Tarl Cabot, l'Uomo della Terra, venuto da mondi lontani per vestire i colori di Ko-ro-ba!La sua città non è che cenere, abbattuta dal cielo per il volere imperscrutabile dei Grandi. Non vi è più traccia della sua casa, né della sua compagna, la bella Talena. Solo e fiero, egli cammina ora tra le tende di questa fiera di En'Kara, dove i popoli di Gor scambiano merci sotto la tregua d'onore.Ma il cuore di Cabot non cerca tessuti, né bestiame, né schiave. Il suo sguardo è fisso là, dove nessun gorean osa guardare se non con terrore: verso le vette inviolabili dei Monti Sardar, avvolte dai misteri dei Re Sacerdoti! Egli sa che oltre quel confine si trova la Fiamma Azzurra, la fine di ogni uomo mortale. Eppure, il suo piede è già teso verso il sentiero proibito. Chi spezzerà il suo cammino? La paura del sacrilegio o l'acciaio del suo stesso destino?"
(Abbasso il tono della voce, mentre le dita sfiorano le corde della cetra con un ritmo lento e cadenzato, pesante come i passi di un uomo che cammina verso la propria tomba. I mercanti nella taverna smettono di contare le monete; persino i guerrieri più rissosi si zittiscono.)



"Ascoltate ancora, uomini di Gor, poiché il cammino del guerriero si fa oscuro e il sentiero si tinge di ghiaccio e mistero!Tarl Cabot ha lasciato alle spalle le luci e le risate della Fiera di En'Kara. Ha voltato le spalle alla tregua, alla vita, e ha iniziato a scalare i Monti Sardar. Oh, le vette inviolabili! Laddove l'aria si fa rarefatta e il respiro gela nei polmoni, la roccia stessa respinge i mortali. Lì, tra le ombre dei dirupi, cacciano i feroci larl, le grandi bestie feline dal pelo candido, i cui artigli non perdonano il sacrilegio di chi calpesta la terra dei Sacerdoti. Ma il destino dell'Uomo della Terra non doveva compiersi tra le fauci di un larl. No! Dalle nebbie della montagna, una figura bizzarra è emersa dal nulla: il piccolo Parp, una creatura insolita che si muove tra le rocce come un'ombra. Non la morte ha trovato Cabot su quelle vette, ma la verità più amara. Parp ha parlato, e le sue parole hanno gelato il sangue del guerriero più del vento del nord: 'Tu non sei un intruso, Tarl Cabot. Tu sei atteso. 'Ogni suo passo, ogni sua sofferenza, era già stata calcolata dai Grandi. E così, l'uomo che voleva sfidare gli dei è caduto nella loro rete, fatto prigioniero prima ancora di vedere i loro volti."(Faccio vibrare un'ultima nota grave, poi appoggio la mano sulle corde per bloccare il suono. Ti guardo dritto negli occhi attraverso il fumo del locale.)

P.S. Parp sembra buffo ma nel libro è descritto cosi: Con mio sollievo, l’uomo viene fuori dal passaggio e si posiziona alla luce del sole. Indossa una tunica bianca, che somiglia molto a quella degli Iniziati. Ha anche dei sandali. Ha le guance rosse ed è calvo. Lunghi baffi e basette adornano il suo viso allegro, simile ad una focaccia.

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