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mercoledì 4 novembre 2026

Il rito dell'acqua


06:14] Zuri Il fitto sottobosco della foresta del Gor si dirada leggermente, lasciando spazio a una radura nascosta dove l'acqua cristallina di un ruscello scorre tra le rocce muschiose. Il pericolo dell'ingiusta accusa è ormai lontano, il vero colpevole è stato smascherato e la mia libertà come pantera e En delle Tharl-Hesa è salva. La foresta, che prima sembrava stringersi intorno a me come una trappola, ora respira insieme a me. Mi avvicino alla riva del ruscello a passi felpati, con i sensi all'erta ma il cuore finalmente leggero. È il momento di ringraziare gli spiriti della natura che mi hanno protetta.
[06:16] Zuri Mi inginocchio sulla sponda umida, lasciando che le dita sfiorino la superficie fredda dell'acqua. Il riflesso del mio volto dipinto e dei miei occhi fieri increspa la corrente.
Parlo a bassa voce, affinché solo la foresta e gli spiriti possano udirmi: "Spiriti dell'acqua che scorre e della terra che ci nutre, testimoni della verità nascosta tra le ombre... Io, una selvaggia, vi ringrazio. Avete lavato via la colpa che non mi apparteneva e riportato la giustizia sotto la volta verde. Questa linfa vitale ha rinfrescato la mia sete nei giorni del dubbio, e ora purifica la mia anima dal fango delle false accuse.



[06:17] Zuri Immergo entrambe le mani nell'orlo del ruscello, raccogliendo un piccolo sorso d'acqua nel palmo per berlo lentamente, sentendo la sua freschezza scendere in petto come un sigillo di libertà. Poi, sollevo le mani bagnate verso il cielo, lasciando che le gocce cadano sulla mia fronte e scivolino sulle mie guance, come lacrime di sollievo o pitture di guerra rinfrescate.
"Che quest'acqua torni alla terra portando con sé il mio patto di rispetto. Sono libera. Sono ancora parte della caccia. Sono ancora una pantera." Il vento tra le fronde sembra rispondere con un fruscio leggero, e per un istante il mormorio del ruscello si fa più limpido, come un cenno d'assenso da parte degli spiriti.
Mentre le ultime gocce d'acqua scivolano via dalla mia fronte, il silenzio della radura viene interrotto da un suono impercettibile per chiunque, ma non per l'udito finissimo di una pantera di Gor: il leggero crepitio di un ramoscello secco calpestato e il fruscio quasi inesistente di felci spostate. Mi blocco all'istante, i muscoli tesi e pronti a scattare, la mano che corre d'istinto all'impugnatura del coltello d'osso o all'arco corto. Ma non c'è odore di cacciatori maschi, né il puzzo metallico di catene e collari.
[06:18] Zuri Dalle ombre fitte della vegetazione emerge una figura snella e agile, muovendosi con la tua stessa letale grazia. È un'altra pantera della miaa tribù. Il suo volto è parzialmente nascosto dalle pitture di caccia, ma i suoi occhi riflettono la luce che filtra tra le fronde. Mi ha osservata in silenzio per tutta la durata del rito.
Abbasso lentamente l'arco, esce completamente allo scoperto, fermandosi a pochi passi da me, sulla sponda opposta del ruscello.
"Il ruscello ha ascoltato, sorella," dice, con una voce bassa che si confonde con il mormorio dell'acqua. "Le ombre della foresta sanno chi sei veramente. Nessuna En avrebbe mai abbattuto una preda senza l'onore della caccia, né macchiato il proprio nome con un omicidio strisciante. Il sangue del colpevole ora grida vendetta o punizione, ma la tua lancia è pulita."

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