Il Cantore di Gor narra in breve il 2° Libro Fuorilegge di Gor
(Accordo lo strumento con tocchi lenti, quasi riluttanti, lasciando che una melodia amara, fatta di note basse e stridenti, si diffonda nel silenzio. Non c'è gloria in questo canto, viandante, solo la dura pietra della realtà gorean)
Ascolta, uomo libero o schiavo che tu sia. Ascolta la verità della carne e del ferro, così come è scritta nelle cronache del secondo libro di Tarl Cabot. Dimentica i cieli, dimentica i fulmini azzurri dei Re Sacerdoti che non appartengono a questa parte della storia.Qui la terra è bagnata solo da pioggia, sudore e sputi. Ecco la cronaca del giorno in cui il fiero Cabot conobbe i ceppi di Zosk.
Egli vagava. Dopo aver visto il cerchio vuoto di Ko-ro-ba, dove la pietra era polvere e la sua Pietra di Focolare un ricordo tradito, Tarl Cabot strisciava come un animale ferito nelle grandi foreste del Nord. Un uomo senza città è un paria; non ha leggi che lo proteggano, non ha una spada che sia riconosciuta dai Magistrati. È carne da caccia.E i cacciatori arrivarono. Gli uomini di Zosk, feccia che viveva depredando i sentieri, non cercavano un duello onorevole. Stesero reti, usarono lacci e piombarono su di lui in dieci, in venti, sfruttando la sua stanchezza e la mente offuscata dal dolore.Il fiero guerriero della Terra e di Gor fu gettato al suolo. Le sue braccia, che avevano guidato i Tarn nei cieli di Ar, vennero strette da spesse corde di cuoio di bosk. La sua spada corta fu strappata dal fodero e scagliata nel fango.
Zosk avanzò tra i suoi uomini. Non era un fiero capitano, né un Uomo Altiates delle caste superiori. Era un bruto massiccio, con la barba unta di grasso di tarn e gli occhi piccoli.Egli guardò Tarl Cabot non con l'odio che si riserva a un nemico, ma con la bramosia di un mercante che osserva una bestia da soma da esposizione. Con il tallone del suo stivale premette il volto di Tarl nel fango, ridendo con i suoi scagnozzi."Guardatelo," gracchiò Zosk, e la mia cithar imita la sua voce roca. "Nessun tatuaggio di casta visibile, nessuna Pietra di Focolare da difendere. Sei solo un paria, un fuorilegge. E la legge di Gor dice che un fuorilegge senza padrone appartiene a chiunque riesca a mettergli un collare."Zosk comprese subito il valore di quel corpo muscoloso. Un guerriero così fiero, con spalle così larghe, avrebbe fruttato molte monete di rame e d'argento. Non c'era motivo di sprecare il suo sangue sul terreno della foresta.
Tarl Cabot non parlò. Sputò la terra e il sangue dalle labbra, fissando il capo dei banditi con occhi che promettevano una morte lenta, ma le sue minacce erano impotenti contro la realtà del ferro.Zosk ordinò che gli venissero messi i ceppi ai piedi. Fu in quel preciso istante, sotto la luce fioca che filtrava dalle foglie, che il Fuorilegge cessò di essere un uomo libero. Zosk lo trascinò via, legato al retro di un carro, per essere venduto al miglior offerente. E il destino, maligno e spietato, guidò i passi di quella carovana di schiavi verso est, verso le mura di pietra grigia e le spietate miniere di sale della città matriarcale di Tharna.(Arresto bruscamente la vibrazione delle corde con il palmo aperto, lasciando che il silenzio ritorni, gravido di sventura)

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