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lunedì 20 luglio 2026

Zuri e una miserabile schiava


[08:16] Zuri L'aria della foresta è densa di umidità e del profumo di aghi di pino e muschio. Mi muovo silenziosamente tra la fitta vegetazione, agile e a mio agio nel mio elemento come una pantera. All'improvviso, tra i rami, scorgo un piccolo accampamento temporaneo. C'è solo una tenda, un fuoco ormai ridotto a brace e, seduta a terra, una ragazza.Porta al collo il collare d'acciaio, segno inconfondibile della sua totale sottomissione. È una schiava, ed è completamente sola, probabilmente lasciata lì a fare la guardia o a svolgere qualche mansione degradante in attesa del ritorno del suo padrone.
[08:17] Maine Non appena avverte una presenza, si irrigidisce, abbassando immediatamente lo sguardo e incrociando le braccia sul petto in segno di sottomissione, tremando leggermente. Mantiene gli occhi incollati al terreno, la voce un sussurro tremante "Chi... chi va là? Oh, per favore... sono solo una misera proprietà... non ho nulla di mio da darvi..."
[08:19] Zuri una volta assicuratomi che era davvero sola, mi muovo con passo felino, i miei passi da cacciatrice non fanno alcun rumore sul tappeto di foglie secche. Inizi a girarle intorno lentamente, stringendo il cerchio come un predatore che valuta una preda insignificante. Lei rimpicciolisce ancora di più sotto il mio sguardo.Mi arresto esattamente davanti a lei, sovrastandola con la mia fiera postura di donna libera della foresta. Sollevo un piede e, con la punta, spingo con disprezzo il metallo freddo del suo collare, costringendola a sollevare leggermente il mento, anche se i suoi occhi rimangono terrorizzati e fissi verso il basso.
[08:20] Maine emette un piccolo gemito di paura quando il piede tocca il ferro del suo c0ollare, il corpo scosso da un brivido "P-pietà, fiera signora... Io sono solo carne da possedere... non intendevo offendere la vostra vista con la mia misera presenza..."




[08:22] Zuri Sputo a terra, a pochi centimetri dal suo viso, mentre continuo a premere leggermente la punta del piede contro il suo collare di ferro. Il mio sguardo brulica di disgusto per quella creatura che ha rinunciato a ogni briciolo di dignità per strisciare ai piedi di un maschio. La mia voce è un sibilo tagliente, pieno di feroce disprezzo "Guardati, misera bestia. Sei solo carne senza volontà, una vergogna per il tuo stesso sesso. Vivi e respiri solo per compiacere un padrone... un altro uomo arrogante che meriterebbe solo di finire in catene o con una freccia in gola. Siete voi schiave a nutrire il loro ego, strisciando nel fango per un padrone che vi usa come oggetti!"
[08:25] Maine sussulta visibilmente alle parole piene di odio dell'huntress, le lacrime le rigano le guance ma non osa distogliere lo sguardo dal suolo "P-perdonatemi... è la mia natura... io esisto solo per servire e obbedire... Il collare è il mio destino... O-ogni uomo è nato per dominare le creature come me..."
[08:27] Zuri Spingo con forza il piede contro il suo collare, facendole perdere l'equilibrio. La schiava cade all'indietro con un grido soffocato, finendo distesa nel fango umido della foresta.
[08:27] Maine Non fa alcun tentativo di difendersi o di reagire; si rannicchia subito su un fianco, infangata e tremante, accettando la punizione come se fosse il suo unico diritto. tossisce leggermente, con il viso parzialmente coperto di melma, la voce spezzata dal pianto "S-sì, signora... punite la mia debolezza... Non sono nulla... solo fango e carne al servizio dei padroni... Vi prego, abbiate pietà della mia miseria..."
[08:30] Zuri Sollevo il piede e lo premo con forza direttamente sul suo petto, bloccandola stabilmente a terra nel fango.
[08:32] Maine emette un gemito soffocato, sentendo tutto il peso della tua superiorità fisica e della tua libertà che schiaccia la sua debolezza. Sotto la tua suola, il suo corpo trema vistosamente, ma le sue mani restano tese in avanti in un gesto di supplica, senza mai accennare a una difesa. "Ah... s-sì, fiera signora... schiacciatemi... Sono solo un verme ai vostri piedi... non valgo nulla...
[08:34] Zuri La lasco lì, rannicchiata e umiliata nella melma, e le volto le spalle con assoluto disprezzo. Mi dirigo a grandi passi verso la tenda del suo padrone. Strappo il telo dell'ingresso con un gesto secco, decisa a depredare ogni cosa di valore per punire quel maschio arrogante attraverso i suoi stessi beni, mentre la kajira alle mie spalle piange silenziosamente, impotente di fronte all' incursione. Entro nella tenda con passo deciso, ignorando i lamenti della schiava rimasta nel fango. All'interno l'ambiente è ben organizzato, segno che il padrone dell'accampamento è un uomo d'arme o un mercante che viaggia ben equipaggiato. Mi metto subito al lavoro, depredando metodicamente ogni risorsa utile: In un angolo trovo un arco corto in legno di Ka-la-na ben teso e una faretra piena di frecce dalla punta in ferro, perfette per la caccia. Accanto c'è un pugnale in acciaio goriano con l'impugnatura rivestita di cuoio, che infilo subito alla cintura. Trovo una scorta di carne essiccata di bosk, una sacca di datteri dolci e persino una piccola fiasca di vino di Ka-la-na, un lusso raro da trovare nel profondo della foresta.
[08:38] Maine con la voce rotta dai singhiozzi, guardando il saccheggio dal bordo della tenda "Il... il mio padrone... sarà furioso... Ma io non ho potuto fare nulla per proteggere le sue cose... sono solo una misera schiava indifesa dinanzi a una donna della foresta..."
[08:44] Zuri Getto il pesante sacco pieno di bottino sulle spalle, assaporando il peso del cibo e delle nuove armi sottratte al maschio arrogante. Guardo un'ultima volta la schiava, ancora rannicchiata nel fango e tremante di terrore, e le rivolgo un ultimo sguardo carico di gelido disprezzo. Per me, quella creatura non è nemmeno degna di ulteriore attenzione. Mi volto senza dire un'altra parola e, con passi rapidi e silenziosi, mi dileguo tra la fitta vegetazione. In pochi istanti l'accampamento scompare dietro di me, inghiottito dal verde e dai suoni familiari della foresta. Mi muovo leggera tra gli alberi, fiera della mia totale libertà e con la certezza che, quando il padrone della kajira tornerà, troverà solo fango, miseria e il segno del passaggio di una vera donna della foresta.

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