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martedì 2 giugno 2026

Cospiratori neutralizzati


La penombra delle grandi sale dell’Ubarato a Shiprock era densa del fumo acre dei bracieri e dell’odore di cuoio vecchio. Fuori dalle spesse mura di pietra, il vento della prateria di Gor sferzava la roccia, portando con sé il richiamo lontano dei kaiila.
Nio il Tuchuk, Ubar di Shiprock, sedeva al tavolo di legno massiccio della Sala dell’Ubarato. Lo sguardo truce era fisso sulla mappa di pergamena tesa sul tavolo di quercia al centro della sala consiliare. Ai suoi lati, due colonne del suo potere attendevano in silenzio. Suo figlio Ashvin, fiero e con la mano sempre vicina all’impugnatura della spada, e Cassio, il Commander della Guardia Rossa, l’ombra fedele che garantiva l’ordine con l’acciaio. Li aveva convocati poco prima. Nio sollevò lo sguardo, gli occhi ridotti a due fessure gelide.
Nio il Tuchuk: *vi ho convocati tra queste mura perché il vento della prateria porta sussurri molesti* la voce profonda che risuonava contro le volte di pietra dell’Ubarato. *E sapete bene che non tollero il dissenso nel mio dominio*
Cassio fece un passo avanti, il mantello rosso che frusciava sul pavimento di pietra, l’espressione tesa. *Parla, mio Ubar. Chi osa mancare di rispetto al tuo nome?*
Nio il Tuchuk: *Il malcontento striscia tra i ranghi, Cassio. E so esattamente da dove parte la testa del serpente* battendo un pugno sul tavolo. *Quel miserabile che ha osato accendere la rissa al porto con la Pantera e ha messo in dubbio la mia autorità e un mio decreto ... colui che ho già punito davanti a tutti ... pensavo che la punizione gli avesse insegnato l’obbedienza, invece ha solo nutrito il suo veleno. Ora sta radunando altri stolti attorno a sé. Parlano di rivolta*
Ashvin strinse i denti, era cresciuto e maturato … era diventato un uomo e gli insegnamenti d’armi che Cassio gli aveva concesso avevano portato i loro frutti, il volto fiero rigato da una smorfia di disprezzo. *Lascia che li sgozzi io stesso stanotte, padre. Il loro sangue ripulirà i pavimenti di questo palazzo prima dell'alba*




Nio il Tuchuk: *No, Ashvin* lo interruppi con un sorriso freddo e privo di gioia. *La violenza palese entro le mura dell'Ubarato crea martiri. Noi non cerchiamo martiri, cerchiamo il silenzio assoluto. Se li giustiziassimo qui, i loro compagni alimenterebbero la fiamma della ribellione*
Cassio incrociò le braccia, gli occhi fissi sull’Ubar *Cosa comandi, dunque, Nio?*
Nio il Tuchuk: mi alzai in piedi, sovrastando il tavolo e abbandonando l'ombra del suo scranno di legno. Indicando con l'indice un punto indefinito e selvaggio oltre i confini della mappa aggiunsi *Organizzerò una spedizione. Dirò che si tratta di una missione cruciale nelle praterie profonde. Porterò con me voi due e solo quel manipolo di traditori e il loro capo. Penseranno di andare a compiere il loro dovere per l'Ubarato* L’Ubar di Shiprock fece una pausa, guardando dritto negli occhi i suoi due alleati più preziosi *Una volta che saremo isolati nell’immensità dell’erba, dove nessuno può sentire le grida e dove la legge di Shiprock non arriva, li passeremo a fil di spada. Tutti. Non uno di loro farà ritorno. Le praterie sono vaste, i tharlarion e i larl hanno sempre fame, e la terra sa come inghiottire i segreti. I loro corpi spariranno nel nulla. Per il resto della guarnigione, saranno semplicemente caduti gloriosamente in un’imboscata nemica*
Ashvin sorrise, un’espressione fiera e spietata. *Un piano degno di un vero Tuchuk. Pulizia pulita, nessun testimone. Saremo tre lame contro di loro nell'erba alta*
Cassio posò la mano sul petto, inchinando leggermente il capo in segno di totale devozione. *Le mie lame sono al tuo servizio, Ubar. Preparerò gli ordini per la spedizione secondo le tue direttive. Nessuno sospetterà nulla tra le guardie fino a quando non sarà troppo tardi per loro*
Nio il Tuchuk: annuìi, mentre l'oscurità della notte di Gor sembrava inghiottire i segreti dell'Ubarato. "Bene. Muovetevi con cautela. Che la trappola abbia inizio."
La mattina seguente i preparativi fervono nell'ombra dell'Ubarato. Cassio seleziona con cura i kaiila e le provviste per la finta pattuglia, assicurandosi che il capo dei rivoltosi e il suo manipolo ricevano l'ordine di adunata senza sollevare sospetti. Io e Ashvin controllavamo le lame al buio, affilando l'acciaio in un silenzio gravido di promesse di morte. Il portone dell'Ubarato si aprì e cavalcammo fuori da Shiprock, io ero alla testa del piccolo gruppo, le grandi cavalcature della prateria che avanzano a passo ritmato, artigliando il terreno e sollevando la polvere. I traditori ci seguivano fieri in sella ai loro kaiila, convinti di andare incontro a una missione d'onore per l'Ubarato, del tutto ignari della cruda verità.
Nio il Tuchuk: due giorni dopo, nel cuore profondo della prateria di Gor, dove l'erba alta si perde a vista d'orizzonte e il silenzio è assoluto. Nio il Tuchuk solleva una mano, ordinando la sosta in una depressione del terreno, lontana da qualsiasi rotta commerciale. *Accampiamoci qui* ordinai scendendo di sella dal mio kaiila.
Il capo dei rivoltosi smonta a sua volta e si avvicina a Nio, con l'arroganza ancora impressa sul volto marchiato dalla rissa del porto. *Ubar, perché ci fermiamo in questo avvallamento? Non ci sono tracce di nemici*
Nio il Tuchuk: *I nemici sono molto più vicini di quanto pensi* risponde Nio il Tuchuk, lo sguardo che diventa una lama di ghiaccio. È il segnale. Prima che i traditori possano comprendere le parole, Cassio e Ashvin sguainano le spade con sincronia letale. Il Commander della Guardia Rossa affonda l'acciaio nella gola della prima guardia ribelle, soffocandone il grido nel sangue. Ashvin, agile e spietato, compie un fendente rotatorio che squarcia il petto di un altro traditore, facendolo crollare tra le zampe delle cavalcature nervose. Il capo dei ribelli fa un passo indietro, cercando disperatamente l'impugnatura della sua arma, ma la lama di Nio il Tuchuk è già a mezz'aria. Con un colpo secco e potente, lo Ubar lo passa da parte a parte. Gli occhi del ribelle si sgranano per la sorpresa e il dolore, mentre le ginocchia cedono sull'erba calpestata. Il resto del manipolo di rivoltosi tenta una disperata difesa, ma le nostre lame si muovono come una tempesta perfetta. In pochi istanti di brutale violenza, l'acciaio compie il suo dovere. I corpi dei traditori giacciono esanimi al suolo, tinti del rosso della loro stessa colpa.
Ashvin pulisce la lama su un ciuffo d'erba, un sorriso feroce sul volto. *La prateria ha ripulito l'Ubarato*
Cassio esamina i cadaveri per assicurarsi che siano effettivamente morti, poi incrocia lo sguardo di Nio. *I larl e i tharlarion faranno il resto prima che faccia notte, mio Ubar. Di loro non rimarrà nemmeno l'osso. Per Shiprock, sono caduti da eroi contro i fuorilegge, e le loro famiglie riceveranno il sussidio come da tuo decreto Ubar*
Nio il Tuchuk: annuisce alle parole dei due, rinfodera la spada e risale in sella, guardando la distesa silenziosa. La rivolta è sedata, il segreto è sepolto sotto gli zoccoli dei kaiila, e il potere dell'Ubarato è più saldo che mai. Il viaggio di ritorno verso Shiprock si svolge in un silenzio tombale, interrotto solo dal respiro pesante dei kaiila e dal fruscio dell'erba alta contro i finimenti. Delle cavalcature dei sei rivoltosi, tre vengono condotte a corda da Cassio come muti testimoni, mentre le altre tre sono morte nello scontro, lasciate indietro nella prateria come tragico segno della ferocia della finta battaglia. Nio il Tuchuk cavalca in testa, lo sguardo fisso sulla massiccia sagoma di pietra dell'Ubarato che si staglia all'orizzonte. Non c'è trionfo nei loro volti, solo la fredda determinazione di chi ha protetto il proprio dominio dal veleno del tradimento. Quando il giorno dopo il piccolo gruppo varca i grandi portoni della fortezza, la guarnigione nota subito le selle vuote e un mormorio di preoccupazione comincia a diffondersi tra le mura. Poche ore dopo, Nio il Tuchuk si presenta sul balcone principale dell'Ubarato, dominando la piazza d'armi affollata dalle guardie e dai cittadini di Shiprock. Ai suoi lati, immobili e fieri, vigilano Ashvin e il Commander Cassio. L’Ubar solleva una mano, e il silenzio cala istantaneo sulla folla. *Guerrieri di Shiprock!* esordisco con voce potente che rimbomba contro le pareti di roccia. *Siamo tornati dalle praterie profonde con il cuore gravato dal lutto, ma fieri del valore dei nostri uomini. Durante la pattuglia, tesa a garantire la sicurezza dei nostri confini, siamo stati bersaglio di un'imboscata tesa da un feroce manipolo di fuorilegge* Fa una breve pausa di qualche ihn, stringendo il pugno sul parapetto. *I sei fratelli della Guardia Rossa hanno combattuto con l'audacia dei veri soldati. Sono caduti da eroi sul campo, trascinando con sé numerosi nemici prima di esalare l'ultimo respiro. Persino tre dei loro fedeli kaiila sono stati abbattuti dalla furia dei fuorilegge. Nessuno di loro ha indietreggiato di un solo passo*
Un sommesso battito di spade sugli scudi si leva dalla piazza d'armi.
Nio il Tuchuk: *Il loro sangue ha nutrito la terra di Gor, ma il loro sacrificio non sarà dimenticato dall'Ubarato. Come da mio personale decreto, ordino che le loro famiglie ricevano immediatamente il sussidio spettante ai caduti in guerra. Shiprock piange i suoi eroi e si stringe intorno a chi resta. Che il loro valore sia d'esempio per tutti voi. La sedizione della minaccia esterna è compiuta!* Si volta e rientra nelle stanze dell'Ubarato, lasciando la guarnigione unita nel dolore e del tutto ignara della verità.

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