[11:31] AshvinSerrao Resident: L’aria all’interno della slaver era pesante, intrisa del profumo pungente di incensi speziati e olii per il corpo, ma sotto quella superficie familiare percepiva l’odore acre della paura. Suo padre, l'Ubar Nio, era stato chiaro: i suoi occhi dovevano essere gli occhi dell'Ubar stesso. C'era un’ombra che camminava nei passi di Tani, una dissonanza che nessun uomo di Gor avrebbe dovuto tollerare in una donna, tanto meno in una Slaver che aveva costruito il suo impero sulla ferrea logica del possesso e della sottomissione. Entrò a passi felpati, i sandali di cuoio morbido che quasi non facevano rumore sul tappeto posato sul pavimento. La vide di schiena, immobile vicino al camino, ma non stava guardando il fuoco: i suoi occhi erano come smarriti, persi nel nulla. Madre.. la voce profonda ma modulata con una dolcezza che raramente si concedeva davanti agli altri guerrieri.
[11:32] Tani Thor si voltò di scatto, i lineamenti contratti in una smorfia che svanì solo quando riconobbe il volto del figlio. Nei suoi occhi, per un istante, brillò la fiera Slaver di sempre, ma fu un lampo breve. «Ashvin... mio cuore. Cosa ci fai qui? Hai bisogno di qualcosa?...soldi deduco!! » disse per poi lasciar andare una risata leggermente troppo acuta, con le dita che tormentavano nervosamente l'orlo della sua manica.
[11:37] AshvinSerrao Resident fece un passo avanti, accorciando le distanze, lo sguardo carico di una preoccupazione genuina, filiale, che contrastava con la rigida postura ereditata da Nio. Le prese delicatamente le mani, accorgendosi di quanto fossero fredde. Non mi servono coin madre. Sono venuto per te. Mio padre... il tuo compagno... è preoccupato. E lo sono anch'io. Ti comporti stranamente.. lascia li quella frase sospesa continuando a tenerle le mani
[11:42] Tani Thor sbottò improvvisamente Non puoi capire! strattonando via le mani. Il suo tono cambiò, scivolando in un sussurro febbrile, gli occhi sbarrati. «Vedo cose che voi non potete vedere: i PK mi hanno dato un dono... gli occhi verdi si allargano..Strutture d'acciaio lucido che non riflettono la luce delle torce, calcolatori che sussurrano stringhe di numeri nella mia testa... geometrie impossibili che fluttuano sopra i cilindri della città! Mi mostrano... mi mostrano come siamo piccoli. Come formiche in una gabbia.*
[11:47] AshvinSerrao Resident il suo cuore mancò un battito. Quelle parole... erano eresie, follie che avrebbero potuto portarla alla morte se pronunciate davanti a qualcuno che non era la sua famiglia, o peggio, un segno che la sua mente si stava spezzando. Tentando di mantenere la calma, cercò un appiglio razionale. Gor era un mondo spietato, dove i veleni e le malattie potevano piegare anche lo spirito più forte. La memoria tornò subito a pochi mesi prima, quando l'acqua della città erano diventata veicolo di morte. Madre, guardami. Guarda tuo figlio! disse, costringendola dolcemente a incrociare il suo sguardo. Cercò di usare un tono fermo ma rassicurante Voglio che tu faccia mente locale. Ricordi l'epidemia che ha messo in ginocchio la città? Dimmi... hai bevuto l'acqua offerta da qualcuno? Hai mangiato qualcosa di diverso?
[11:53] Tani Thor sembrò oscillare, la menzione dell'epidemia parve richiamarla per un attimo alla lucidità L'acqua? No... no...e poi i pozzi sono stati bonificati... si blocca nuovamente e lo sguardo pare perdersi di nuovo in un vuoto terrificante. «Ma l'acqua... l'acqua scorre in tubi. E se i tubi fossero fatti di quel metallo lucido? L'ho visto, Ashvin! Fluttua! Nel cibo che ho mangiato stasera... c'erano piccoli fili d'oro che non erano zafferano, erano circuiti!*
[12:01] AshvinSerrao Resident sentì una stretta al petto, un misto di terrore e profonda tristezza. La madre che lo aveva cresciuto, la donna forte dal pugno di ferro, stava svanendo davanti ai suoi occhi, sostituita da un guscio tormentato da visioni aliene e paranoie. Fece un passo avanti e la strinse in un abbraccio teso, nascondendo il viso contro la sua spalla, permettendosi per un solo istante di essere solo un figlio spaventato e non il figlio dell'Ubar. Basta, madre... ti prego, basta.. sussurrò ..non sei in te. Questo non è il cibo, non è l'acqua... è un male oscuro che sta rubando la tua mente. Io non posso perderti. Mio padre non può perderti. Se cadi tu, crolla una parte della nostra casa.
[12:03] Tani Thor: rimase rigida per qualche secondo nell'abbraccio, poi, lentamente, le sue braccia si sollevarono per stringere la schiena del figlio. Un brivido la scosse e, quando parlò, la sua voce era di nuovo quella di Tani, la Slaver, l'ubara di Shiprock, limpida seppur sfinita. Ashvin... ho paura. A volte il mondo scompare e vedo solo quelle luci fredde. Ho così paura...
[12:08] AshvinSerrao Resident sentì il cuore alleggerirsi per un brevissimo istante quando avvertì le braccia di sua madre stringerlo, riconoscendo la sua vera voce dietro la nebbia della follia. Quella confessione di paura, così aliena per la fiera Ubara di Shiprock, lo colpì dritto al petto, spingendolo a stringerla ancora di più, come a voler fare da scudo tra lei e quelle visioni terrificanti. Sciolse l'abbraccio solo di pochi centimetri, abbastanza per poterle prendere di nuovo il viso tra le mani. I suoi pollici asciugarono con delicatezza le tracce di lacrime sulle guance di lei, mentre il suo sguardo cercava di ancorarla alla realtà della stanza Ci sono io qui, madre. Sono qui e non permetterò a quelle luci di portarti via sussurrò, mantenendo la voce bassa, calda e ferma, usando lo stesso tono con cui un guerriero rassicura il proprio compagno d'armi prima di una battaglia disperata La Slaver che ha costruito un impero non può farsi piegare da ombre e miraggi. Tu sei Tani Thor. Sei il cuore di questa casa Fece un passo indietro, senza mai mollare la presa leggera sulle sue braccia, e la guidò lentamente verso una sedia di legno intagliato vicino al fuoco, spingendola dolcemente a sedersi per farle riprendere le forze Ascoltami... non diremo nulla a mio padre, non ancora disse, abbassandosi sulle ginocchia davanti a lei per non sovrastarla con la sua statura, lo sguardo fisso nei suoi occhi verdi Ma devi aiutarmi a capire. Quando sono iniziate queste visioni? C'è un momento preciso della giornata in cui le luci diventano più forti? Dobbiamo trovare il filo di questo inganno, madre... e spezzarlo
[12:15] Tani Thor sentì quell'abbraccio più stretto del sangue del suo sangue, e quando la fa sedere vicino al fuoco lo sguardo si posa sul suo viso. Un respiro ampio le riempie i polmoni, cerca di fare mente locale su quello che lui le sta chiedendo e cerca di ricordare quando aveva la sue visioni...scuote la testa..Non lo so...non lo so...Di pomeriggio o poco prima che il sole cali...ma non sempre...non tutti i giorni... china la testa delusa di non avere una spiegazione per il ragazzo...

[12:20] Tani Thor ascolta quelle domande che la fanno agitare...Acqua ti prego...è sempre molta sete... e indica il calice sul suo tavolo...Il cibo me lo porta sempre o Juna o Laila, ed ero qui...la prima volta che ho visto le luci...erano li sul muro...e indica il muro di fronte alla sua scrivania...La bocca le si allappa mentre risponde....
12:26] AshvinSerrao Resident bagnò appena la punta del dito nel liquido all'interno del calice portandosela poi alle labbra con estrema cautela. Sentì subito una nota insolita, un retrogusto pesante che gli fece aggrottare la fronte Questo sapore... sembra sale sussurrò, abbassando il calice e guardando le labbra aride di sua madre * Un'intensità anomala. Ecco perché hai questa sete incessante, madre Posò il calice sul tavolo con delicatezza, voltandosi verso di lei con uno sguardo in cui il sospetto si mescolava alla prudenza Non voglio trarre conclusioni affrettate, ma finché non ne saremo certi, non berrai più da questa brocca. Dimmi, hai notato se questo sapore insolito c'era anche nei giorni scorsi? O nel cibo, più salato del solito?*
[12:31] Tani Thor lo osserva infilare il dito nel suo calice e tira indietro il collo...E' una tisana quella! gli indica la brocca non capendo il senso delle sue parole, poi fessurizza lo sguardo...Trovo il cibo più saporito... lascia li quell'informazione come se fosse una scemenza...Poi si lascia cadere sulle spalle..Ma non capisco cosa c'entri... e scuote la testa
[12:40] AshvinSerrao Resident le si avvicinò di nuovo, stringendole dolcemente una spalla per trasmetterle stabilità C'entra perché il sale nasconde altri composti, madre spiegò con un sussurro calmo ma teso, gli occhi fissi nei suoi Un cibo troppo saporito copre sapori che altrimenti manderesti indietro. Non è una scemenza. Qualcuno o qualcosa sta alterando ciò che ingerisci per indurti questa febbre. Ora ti farò portare acqua fresca e pulita dai pozzi centrali. Qui tu non toccare nient'altro intesi? E credo che faremmo anche bene ad andare dal green ... e subito era perentorio nel suo parlare, tutto suo padre
[12:42] Tani Thor ascolta il suo dire e annuisce...Va bene va bene...agita la mano in aria.......voglio che queste visioni spariscano.. sussurra appena per poi tornare a guardare la carne del suo sangue..Sei peggio di tuo padre! sorride appena e si solleva...Accompagnami... e gli prende il braccio come alla ricerca di un sostegno...[12:43] AshvinSerrao Resident si fa prendere il braccio ed uscendo dalla slavery si dirige verso l'infermeria
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