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lunedì 22 giugno 2026

- QUEST: LA BENEDIZIONE BIANCA – Finale: Il segreto da dimenticare

Nio: Gli zoccoli artigliati dei kaiila battono pesantemente sulle lastre di pietra della piazza d'armi, sollevando una nuvola di polvere rossastra che si mescola al sudore degli animali. Vengono tirate bruscamente le redini, costringendo le bestie a un arresto secco al centro dello spiazzo, mentre la guarnigione della città sbatte le lance contro gli scudi per salutare. Il sangue dei contrabbandieri, ormai secco e scuro, mi incrosta l'avambraccio e i gambali di cuoio. Scivolo giù dalla sella con un movimento fluido e pesante, ignorando la stanchezza, e pianto lo sguardo dritto negli occhi di mio figlio Ashvin, prima di girarmi verso il Commander Cassio! Muovi i tuoi uomini! Quei carri non devono rimanere esposti al sole o agli occhi dei curiosi. Falli portare giù ai magazzini del porto sotto scorta armata. Se un solo grano di quel sale sparisce prima del mio inventario, la testa del guardiano decorerà le porte della città prima di sera. Nessuno si avvicini senza il mio sigillo impresso sulla cera

Cassio: Fa un passo avanti, il mantello scarlatto che si muove leggermente nella brezza calda di Shiprock. Porta il pugno destro al petto con un colpo secco che fa risuonare la piastra d'acciaio del pettorale, inclinando appena il capo in un saluto marziale. Il suo volto, segnato dalla polvere della pianura, rimane impassibile, duro come la pietra dei bastioni *Ordini ricevuti, Ubar. I carri sono già circondati dalle mie lance. Nessun ladro o cittadino oserà sfiorare il carico. Per quanto riguarda la feccia della palude... la caccia è stata fruttuosa, ma corta. Ne sono rimasti in piedi solo due vivi. Per assicurarci che il loro silenzio sia eterno e che nessuna menzogna esca dalle loro bocche, ho ordinato ai miei uomini di recidere le loro lingue. Ora sono ridotti a carne muta. Domani all'alba saranno imbarcati sulla prima galea diretta ai mercati di Port Kar; l'oro della loro vendita pagherà il vino e il ferro per i miei guerrieri."

Nio: Un ghigno feroce e freddo si solleva l'angolo della sua bocca, mentre ascolta il rapporto del Commander. Dà una pacca pesante e cameratesca sulla spalla corazzata di Cassio, approvando con un cenno netto del capo Ottimo lavoro, Cassio. La carne muta non trama e non semina ribellioni. Portami il resoconto non appena i mercanti avranno pesato l'oro bianco. Ora va', esegui poi si volta di scatto verso Ashvin, che è ancora a cavallo del suo kaiila. Lo guardo fiero del suo battesimo di sangue ma mantenendo l'autorità severa che compete a un capo e a un padre E tu... scendi da quella bestia, Ashvin. Guarda quella scalinata. Le porte dell'Ubarato sono aperte, e tua madre è sicuramente lassù che consuma le pietre a forza di camminare. Tani ha passato le ultime tre lune a sguainare lo sguardo contro chiunque osasse parlarle per l'ansia di saperti nella pianura. Sali quei gradini, entra nella Grande Sala e mostratele che sei vivo e intero, prima che decida di fustigare qualcun altro. Io vi raggiungerò appena avrò sistemato le cose

Ashvin: L'eco pesante dei suoi stivali sporchi di fango e polvere di Gor risuona contro le alte volte di pietra della Grande Sala dell'Ubarato. Attraversa i massicci battenti di ferro tenendo la schiena dritta e la testa alta, nonostante i muscoli gli brucino per la fatica e la tunica sia strappata sul fianco per i passati scontri nella pianura. Sotto gli sguardi curiosi e mormoranti dei cittadini e dei soldati nella Grande Sala, sfila il suo pugnale dalla cintura e stringendolo nel pugno con la punta rivolta verso il basso, nel severo e formale segno di rispetto, arrestandosi a pochi passi dall'alto scranno dove si trova sua madre *Ubara … Madre, il sale di Shiprock è stato recuperato e la terra ha bevuto il sangue dei traditori. Sono tornato per portare il mio rispetto a te e alla nostra Home Stone, integro e con l'acciaio battezzato nella carne dei ribelli."

Tani: i suoi occhi passano famelici sul corpo di Ashvin, scansionando ogni lacerazione della sua tunica alla ricerca di ferite profonde. Un fremito di puro sollievo le attraversa il petto, ma lo ricaccia immediatamente indietro, irrigidendo la postura sul tappeto cerimoniale per non mostrare alcuna debolezza dinanzi ai testimoni. Solleva il mento con l'orgoglio inflessibile del suo titolo, ma lo sguardo acuto e l'istinto le dicono subito che c'è un'ombra diversa negli occhi di suo figlio, qualcosa di strano che va ben oltre un semplice scontro con dei ladri di sale. Si volta di scatto verso la corte, la voce che taglia l'aria come una frusta Guerrieri, scribi e schiavi... fuori da questa sala! Immediatamente! Sgombrate i corridoi e chiudete i battenti di ferro dall'esterno. Nessuno osi avvicinarsi a meno di dieci passi dalle porte senza il mio esplicito comando Attende che l'ultimo membro di corte esca e che le porte si chiudano con un sordo rimbombo metallico, poi fa un passo rapido verso suo figlio, abbassando la voce ma mantenendo un tono imperioso Ashvin... la tua pelle porta segni che non appartengono al ferro comune e i tuoi occhi guardano il vuoto. Parla prima che la mia pazienza finisca. Cos'è successo davvero in quel braccio di miniera


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Nio: I grandi battenti si spalancano di colpo sotto la spinta della sua mano pesante. Avanza nella sala a lunghi passi, facendo sferragliare i gambali di cuoio e l'armatura ancora lorda della polvere della pianura. Attraversa lo spazio vuoto con l'autorità assoluta del comando, arrestandosi al fianco di Tani e posando una mano nodosa e sporca sul bracciolo scolpito dello scranno dell'Ubarato. Guarda entrambi, un ghigno fiero che cancella la severità del suo volto Trattieni la tua lingua affilata, Tani, e posa quella frusta invisibile. Nessuno fustigherà il ragazzo oggi, né davanti alla corte né in segreto. Ha tenuto testa alla feccia della palude come si conviene al sangue della mia carne e al figlio di un Ubar. Se ha tardato, è perché ha ripulito il terreno finché l'ultimo dei ratti non ha smesso di respirare Fissa Tani negli occhi, poi sposta lo sguardo serio e carico di significato su Ashvin La corte è fuori, le porte sono sbarrate e Cassio sta presidiando i bastioni. Ora siamo soli, sangue del mio sangue. Parla. Spiega a tua madre e a me cosa è stato trovato nascosto sotto la roccia viva di Shiprock, prima che il sole tramonti del tutto

Ashvin: Fa un passo avanti, abbassando ulteriormente la voce finché non diventa poco più di un sussurro, lasciando che il pugnale torni nel fodero. Mostra i palmi delle mani a suo padre e a sua madre: la pelle è arrossata, segnata da una polvere grigiastra dalle deboli luminescenze I contrabbandieri avevano abbattuto una vecchia parete di roccia che credevamo franata da tempo, inoltrandosi in un cunicolo cieco e profondo. Lì sotto, quasi interamente sepolti dai detriti, giacciono piccoli frammenti di metallo lucido e freddo... scarti probabili di una qualche macchina dei Re Sacerdoti. Roba minuscola, forse i resti di un antico manufatto o di una capsula precipitata anni … o secoli fa. Ma quella roba respira ancora un calore maledetto Guarda Tani negli occhi, cercando di trasmetterle la gravità della scoperta senza scatenare il panico Madre, le strane anomalie e i malanni di cui si lamentava e si lamenta la gente e di cui tu stessa hai subito le conseguenze con le tue visioni non sono una pestilenza. Quel metallo ha contaminato un piccolo filone del sale che i rivoltosi stavano scavando e vendendo a nostra insaputa. Non è mortale, è come se quel materiale avesse a che fare con i fluidi sacri dei Re Sacerdoti … come il siero della vita ... ma corrotto dal tempo. Il sale sano della miniera è pulito, ma quel braccio nascosto sta avvelenando chi ne entra a contatto

Tani: Sbiadisce per un solo istante in volto, sentendo un brivido gelido passarle lungo la schiena al solo sentire il nome dei Re Sacerdoti. Fa un passo indietro, lo sguardo fisso sulle mani arrossate del figlio, il pensiero veloce torna indietro alle sue passate visioni, poi ritrova immediatamente la fredda e spietata lucidità che compete all’Ubara di Shiprock Per la carne del bosk... se la Casta dei Medici o, peggio ancora, gli sciacalli e i cacciatori di tecnologie di Port Kar subdorano anche solo una scheggia di quel metallo, Shiprock diventerà un mattatoio. Manderebbero le loro galee o i loro sicari a rivoltare ogni pietra della città per impossessarsi dei segreti dei Re Sacerdoti. E se l'ira di Sardar si abbattesse su di noi, la fiamma dal cielo ci cancellerebbe prima dell'alba si volta verso Nio, stringendo i pugni lungo i fianchi, la voce che torna ferma e imperiosa Nessuno deve sapere. Nemmeno i guerrieri più fedeli della Casta Rossa. Quella roba deve sparire dalla faccia di Gor questa notte stessa … concordi con me mio Ubar?

Nio: Batte un pugno pesante e definitivo sul bracciolo di pietra dello scranno, facendo rimbombare l'eco della decisione nell'Ubarato vuoto. Il suo volto è una maschera di dura pietra goraiana Hai ragione, Tani. La legge di questo mondo è chiara: le cose del cielo appartengono al cielo, la terra appartiene a chi la domina col ferro. Quella cunicolo maledetto verrà sepolto per sempre sotto il peso della roccia viva. Quel segreto morirà qui Sposta lo sguardo su Ashvin, piantandogli gli occhi nel petto con la solennità del comando assoluto Ashvin, prendi tre uomini della mia scorta personale, di quelli che obbediscono ai miei ordini prima ancora che alla propria vita. Questa notte stessa scenderete nella miniera con i picconi e le cariche. Fate crollare l'intera volta di quel braccio nascosto, demolite i puntelli e murate l'accesso con la pietra e la calce. Isolate quel tratto marcio dal resto della miniera, ed evita di spiegare loro il perché lo fate … ordina di farlo e basta! I bracci principali sono sani e continueranno a dare sale puro a Shiprock, e le piccole anomalie che la gente mostra svaniranno non appena consumeranno il sale nuovo così come sono scomparse con tua madre volta lo sguardo ora verso di lei cercandone l’approvazione e offrendole un conforto visivo

Ashvin: Porta il pugno destro al petto, battendolo contro il cuoio della tunica in un saluto solenne e definitivo Sarà fatto ... Ubar. I due contrabbandieri rimasti non parleranno senza lingua e saranno già venduti a Port Kar prima che la roccia smetta di tremare. All'alba, di quel cunicolo rimarrà solo una frana naturale. Il segreto dei Re Sacerdoti resterà sepolto dove gli uomini non possono guardare

Nio: Vede suo figlio voltarsi e uscire con passo fermo verso il suo compito. Sente la tensione accumulata nella pianura abbandonare finalmente i suoi muscoli. Allunga la sua mano, coprendo quella di Tani sul bracciolo dello scranno, stringendola con forza mentre un ghigno orgoglioso torna sul suo volto *Il sangue del nostro sangue ha dimostrato il suo valore, Ubara. Ha protetto la città e ha tenuto fede al nome dei Tuchuk. Ora che la tempesta è passata e la pietra sta per fare il suo dovere, ordina alle schiave di portare il Paga e il vino di Gor. Questa notte l'Ubarato celebra la carne del mio sangue e la forza della nostra casta. Abbiamo una città da governare e un segreto da dimenticare."


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