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giovedì 4 giugno 2026

Pacco con sorpresa

[12:55] Ramla Berell: *Il viaggio era stato più breve del previsto, nonostante per Ramla fosse durato anche troppo. Era impaziente di partire a Corcyrus, era impaziente sulla nave, era impaziente nell'ultimo tratto per arrivare a Shiprock. Insomma, il suo umore era nero, come gli abiti che indossava. Non appena mise piede sulla terraferma il suo sguardo si indurì mentre si guardava attorno alla ricerca di una persona in particolare. Gli occhi saettavano a destra e a sinistra mentre a gran voce chiamava* ARIS! ARIS BERELL! *Con la donna c'era un guerriero che le faceva da scorta, mentre la donna teneva qualcosa stretto tra le braccia*
[13:01] Aris *Senza la minima preoccupazione e con fare allegro stava comprando del turian al mercato, un bel po’ a dire il vero ed era tutto per sè, almeno per ora* Perfetto, dopo una bella sosta alla terme potrei persino spassarmela con qualche… *Parlattova tra sè e sè il piano della giornata con leggerezza quando una voce fin troppo familiare gli raggelò il sangue. Il suo sguardo si mosse lentamente verso la direzione del suono, era impallidito e già non vantava di un grande colorito quindi potevano scambiarlo per un fantasma. E questo era perchè appena vide e confermò la proprietaria di quella voce la sua anima uscì dal corpo* M-madre… che inaspettata sorpresa… *Finse un sorriso che risultò tirato, molto tirato mentre con un piede si stava già preparando al momento della fuga*
[13:04] Ramla Berell: Grazie ai PK sei vivo e ti ho trovato! *Con passo cadenzato e pesante gli si avvicinò non appena lo sentì rispondere dall'altro lato della piazza del mercato. Alcune persone attorno a loro rallentarono il loro lavoro o il loro da fare per osservare i due. Ramla si avvicinò talmente tanto ad Aris, che il figliò potè sentire il suo profumo e il suo respiro ansante e furioso* C'è qualcosa che devi raccontarmi?!
[13:10] Aris Vivo ed in salute come puoi vedere. *Rispose con una risata fintissima mentre faceva un minuscolo passetto indietro per prendere terreno, ma non potè fare a meno di abbassare lo sguardo verso quello sua madre teneva tra le braccia e deglutì* Raccontarti? Oh… ehm… nulla di chè, ho solo deciso di cambiare un po’ d’aria. Sai come sono, mi piace cambiare, le novità e… *Guardò di nuovo quel muso rosa paffuto dagli occhi grandi, almeno per ora era silenzioso* Forse avrei dovuto avvisarti, ma è stata una decisione improvvisa e… e…
[13:14] Ramla Berell: *Inarcò lentamente il sopracciglio, corrugando di conseguenza la fronte ad ogni parola che usciva dalla bocca del figlio. Lo lasciò parlare e quando cominciò a balbettare qualcosa continuando a fissare il fagotto che teneva tra le braccia, dovette fare appello a tutta la sua pazienza e controllo per non mettersi a urlare e a inseguirlo con in mano una ciabatta* Credo che la tua passione per i viaggi sia decisamente... troppo passionale. Guarda. *Gli porse il fagotto con aria insistente* E' arrivato alla mia porta con una lettera.
[13:19] Aris *Guardò in basso* Davvero? Cosa? *Finse di cercare un pacco o qualcosa di inanimato e non una polpetta di carne rosea che urla, piange ed emette getti di fluidi corporei in ogni direzione* Ehm… dici questo… bambino? Ne sei sicura? Voglio dire è strano consegnare un bambino alla porta, no? *alzò le mani compiendo un altro passo indietro senza prendere tra le braccia il bambino anche perchè non aveva la più pallida idea di come tenerlo in mano*
[13:24] Ramla Berell: *Dalla gola salì quello che pareva essere un ringhio mentre passava il banbino nelle braccia di Aris per prendere lo scroll in questione.* Tieni tu. E ascolta. *I gesti erano stizzosi mentre cercava il pezzo di eprgamena, così nervosi che dovette provare tre volte prima di riuscire a srotolare lo scroll, dopodiché si schiarì la voce e con uno sguardo che pareva essere il raggio blu dei PK trapassò il figlio* Ad Aris,
se stai leggendo questa lettera significa che il messaggero è riuscito a trovarti, impresa che considero già di per sé degna di nota. Le informazioni ricevute sul tuo conto erano sorprendentemente vaghe.
"Mercante." "Viaggiatore." "Affascinante bugiardo." "Problema ambulante." L'ultima definizione si è rivelata particolarmente accurata. Forse ricorderai una sera trascorsa nelle Terre Pani alcune lune fa. Una terrazza illuminata dalle lanterne. Troppo vino. Troppe promesse. Decisamente troppi complimenti. Se non la ricordi, non preoccuparti. Me lo aspettavo. Gli uomini che collezionano avventure raramente tengono un registro ordinato. Ti scrivo per informarti che quella notte ha avuto conseguenze più durature di quanto entrambi avessimo previsto. La bambina che accompagna questa lettera è tua figlia. Sì, sono assolutamente certa. No, non c'è stato alcun errore. Sì, ho controllato più volte. E no, guardarla attentamente sperando che assomigli a qualcun altro non cambierà la situazione. Per questo motivo ho deciso che fosse giunto il momento che tu partecipassi a questa straordinaria avventura che gli dèi hanno preparato per te. Consideralo un dono.
O una punizione. A seconda del momento della giornata.
La piccola gode di ottima salute. Mangia con entusiasmo, urla con convinzione e possiede già una capacità impressionante di ignorare gli ordini ricevuti. In altre parole, è inconfondibilmente tua. Ti consiglio di tenere lontani da lui oggetti fragili, animali nervosi, denaro non sorvegliato e qualunque donna che possa trovarti interessante. Non ho alcuna intenzione di presentarmi alla tua porta reclamando una companionship, denaro o dichiarazioni romantiche. Se avessi desiderato una di quelle cose, l'avrei fatto. Ti sto semplicemente restituendo una parte della responsabilità che hai disseminato per il mondo insieme ai tuoi sorrisi. Ti auguro buona fortuna. Ne avrai bisogno. Con affetto, esasperazione e una certa soddisfazione, la donna che, a differenza tua, si è ricordata quella notte.
[13:32] Aris *Quando Ramla gli passò la bambina non seppe come tenerla e la prese con entrambe le mani, sollevata come un giani troppo irruento e man mano che ascoltava la lettera il suo viso perse colore. Era morto, non era ancora effettivamente morto, ma lo sarebbe stato* Merda… *Sussurrò* Ricorda che ho questa cosa in braccio quindi non puoi colpirmi o rischierai di farle del male! *Disperato stava usando la neonata come scudo* È vero potrei aver fatto delle scelte discutibili nelle mia vita, divertenti e forse non sempre legali, ma… me la sono sempre cavata. Invece questo *cominciò facendo oscillare il neonato davanti la sua faccia* Non è qualcosa che posso affrontare!
[13:37] Ramla Berell: *Con le mani che ancora le tremavano richiuse lo scroll e lo mise via, nascosto tra le pieghe dell'abito. Osservò per lunghi ihn Aris con aria furibonda mentre cercava di campare scuse o chissà che altro. Poi prese un profondo e lunghissimo sospiro appositamente per distendere i nervi e provò a mettere ordine nelle parole e nella testa* Aris. Conosco bene la tua natura, non è la prima volta che ti concedi lussi proibiti, se così vogliamo... definirli. Ti ricordo che ad Egeria scoppiò un putiferio perchè avevi fatto innamorare le figlie dei vicini e anche il figlio! Dannazione! Ora però la questione è diversa! QUELLA BAMBINA! E' qui. E' tua responsabilità ora! *Guardò il figlio e... la nipote per poi brontolare* E smettila di tenerla come se avesse le pulci o una qualche malattia! Così si tengono i bambini! Coooosì! *Gli corresse la postura e le braccia per poter sorreggere meglio la piccola, per tenerla più comoda* Si è presentato davanti alla mia porta un uomo con una schiava Pani, mi hanno lasciato il fagotto e la lettera e dopo un profondo ed elegantissimo inchino se ne sono andati! VIA! Senza spiegare, senza dire una sola parola!
[13:45] Aris *Parve sorpreso del fatto che non era ancora partita alcuna scarpa contro la sua testa, preso a pugni, mutilato o peggio ancora maledetto, usare come scudo la bambina era efficace. Ad ogni modo si lasciò manovrare per tenere quella bambina come si deve prima che cominciasse ad urlare* Che posso dire, ho un fascino irresistibile se sono riuscito a fare colpo anche su una pani. *Gli bastarono pochi secondi per pentirsi di quella affermazione* Non è questo che intendevo anche se è la verità, ma non in questo modo e non con… questo! *Alzò di nuovo il fagottino di carne rosa da cui uscì una piccola risata, la guardò malissimo avvicinandola al proprio viso* Tu non ridere.
[13:49] Ramla Berell: *Gonfiò appena le guance in segno di profonda disapprovazione, dopodichè puntò le mani sui fianchi e squadrò da capo a piedi il figlio* Direi che il tuo infilare il filo nella cruna dell'ago abbia dato anche troppi frutti. In che casini puoi aver messo quella ragazza, lo immagini? Anche se... dalla lettera direi che... be', ti ha proprio dato il ben servito. *Una punta di sarcasmo macchiò la sua voce mentre si avvicinava ad Aris* La bambina sta bene, sembra sana e... devo dire che ti somiglia. Anche troppo. Quanti altri nipoti mi devo aspettare bussare alla porta, nh? Non c'era nemmeno scritto un nome, dovrai dargliene uno, no?
[13:57] Aris *Effettivamente non aveva minimamente pensato a quella donna e a quello che poteva aver passato o a cosa può esserle successo o chi sia, sul momento non riusciva a ricordare e questa era la ciliegina sulla torta del suo senso di colpa che non riusciva ad ammettere a causa del suo orgoglio* Lezione ricevuta, solo schiave da ora in poi. *Borbottò anche se osservando la piccola creatura che se la rideva tra le sue braccia sbuffò sonoramente, almeno aveva dei begli occhi* Un nome? Non lo so, non ho mai dovuto pensare a “che nome potrei dare ad un mio futuro erede non voluto?”. La chiamerò “cosa” fino a quando non me ne verrà in mente uno, ma se tu ne hai già uno in mente puoi tenerlo tu, che ne dici?
[14:00] Ramla Berell: *Sembrò calmarsi per qualche ihn, mentre sentiva il tono contrito e riflessivo di Aris sulla faccenda, gli si avvicinò per potergli accarezzare il viso, dopotutto non poteva essere arrabbiata con lui per troppo tempo, lo avrebbe aiutato, lo avrebbe sostenuto nel suo nuovo ruolo di padre, ma... quando disse "la chiamerò cosa" divenne paonazza e senza sapere come e da dove, tirò fuori una ciabatta di riserva per dargliele di santa ragione* BRUTTO! ACCIDENTI A TE! A CIABATTATE TI DOVEVO PRENDERE DA PICCOLO! *lo colpì un paio di volte per rimetterlo in riga* Devi darle un nome, accidenti a te!
[14:06] Aris *Urlò, un urlo stridulo e troppo acuto per un uomo come lui, ma davanti ad una madre arrabbiata con una ciabatta in mano chiunque avrebbe paura* Ahi! Ahi! Va bene… va bene! *Cercò di proteggersi come poteva chiudendosi a riccio e proteggendo a sua volta anche quella cosa o creatura come meglio poteva da quella furia* Le darò un nome, ma non idee al momento! Dovrei darle un nome pani in riferimento alla madre o… non lo so se tu quella pratica di queste cose! Per me è terrificante e non capisco il motivo, ma sto persino pensando di lasciarla cadere a terra!
[14:11] Ramla Berell: Per i PK non ti azzardare a lasciarla cadere! *abbassò pian piano la ciabatta e così come era stata tirata fuori svanì. Ramla prese sottobraccio Aris e lo sospinse in un punto della piazza più tranquillo per poi riprendere a parlare* Ascoltami bene, ragazzo. E fallo con tutte e due le orecchie: essere genitore non è cosa facile e fidati, lo so bene, così come fidati se ti dico che è anche una delle cose più belle che ti possa mai capitare... be', non così all'improvviso e nemmeno così come un pacco in consegna ma... fidati. *sistemò un po' la coperta che teneva ben fasciata la bambina e lo fece con estrema delicatezza* Guardala, Aris. E' tua figlia. Ti somiglia così tanto! Guardala e prova a darle un nome... purchè non sia Poppea, ti prego.
[14:19] Aris *Colto alla sprovvista da quella strana gentilezza e premura da parte sua, dopo averlo picchiato naturalmente, abbassò di nuovo lo sguardo verso quella faccia paffuta e combatté con tutte le sue forze mentali e fisiche per non trovarla quasi carina. Impacciatamente tastò le guance calde e morbide facendo ridere di nuovo la neonata senza sapere bene come* Vorrei poter aggiungere qualcosa, ma ora che non siamo più in mezzo al mercato ho paura che potresti picchiarmi e seriamente questa volta. *Trasse un profondo respiro* D’accordo... Se deve avere un nome che si porterà dietro per il resto della vita vorrei almeno pensarci su, ma almeno ti chiedo di restare un po’ con me giusto per mostrarmi come… funziona?
[14:24] Ramla Berell: Io, picchiarti? Ma come! Ma quando! Mai fatto! *come si soleva dire sulla Terra: gaslighting bello e puro, con un'espressione da santerellina e innocente da fare invidia alle migliori attrici terrestri. Sbattè lentamente le lunghe ciglia per poi sospirare con aria paziente* Va bene, ti mostrerò e insegnerò come fare, così che tu possa perdere quella faccia così... come dire... terrorizzata e disgustata. Intanto però... spero davvero che non spuntino fuori altri bambini. *Poi si mise a ridere e guardò Aris con aria divertita* Direi che il destino ti ha dato una bella sberla morale, eh?
[14:29] Aris *La guardò malissimo e domani lo faranno anche i lividi sulla sua schiena, ad ogni modo c’era abituato e non ci diede tanto peso* Lo spero vivamente anch’io, uno è già troppo. *Rispose con un lungo sospiro disperato, si era appena reso conto che la sua vita, la sua routine e la sua libertà erano appena andati in frantumi* Ma perchè a me madre? Perchè? *Piagnucolò peggio del neonato che aveva in braccio*
[14:33] Ramla Berell: Hai chiesto DAVVERO perchè? Bene, ora te lo spiego. *Si schiarì la voce ed iniziò a parlare con tono canzonatorio, un po' come se avesse a che fare con un bambino che chiedeva insistentemente alla madre come nascevano i bambini* Vedi, quando una mamma e un papà si vogliono tanto bene, si abbracciano forte forte nel loro letto e poi da quell'abbraccio arrivano i bambini. *Una lunga pausa. Un silenzio innaturale che pareva quello prima di una tempesta* Tu a quanto pare hai voluto davvero tanto e tanto bene a tante e tante mamme e... Se però te lo fossi tenuto nei pantaloni, adesso non ci sarebbero bambini! Ecco come!
[14:40] Aris Oh, grazie per la spiegazione del serpente e della caverna, ma la conoscevo già. *Replicò sarcastico a monotono* E lezione recepita, da ora in poi solo schiave o altri con cui non rischio consegne a domicilio. Comunque adesso che cosa faccio con lei? Che cosa mangia? Posso darle il bosk al forno che mi stavo preparando per questa sera a cena? Ah e il turian? Sicuramente non lo beve, vero?
[14:44] Ramla Berell: *Si passò una mano sulla faccia tirandola verso il basso con sommo e mesto sospiro, pareva proprio negato a fare il padre... poveri loro.* Perchè no, dopotutto un bel bosk ci sta la sera. Io però credo che le piaccia di più del vino pani, tu che dici? *Rispose con lo stesso tono piatto e monotono con cui Aris le aveva risposto, dopotutto era una firma di famiglia* Latte. Latte, sciocco! Bisognerà trovare una balia fino quando non dovrà essere svezzata. Ma per il momento che possa andare bene anche delle di bosk. Ad ogni modo. *gli puntò l'indice contro* Non ho ancora detto niente a tuo nonno, tanto meno al vecchio Berell! Sarai tu a presentare la bambina, intesi?
[14:50] Aris Oh… *Effettivamente non aveva la minima idea di come si nutre, veste o cambia un bambino, forse quella era persino la prima volta che ne teneva uno in braccio e di certo poteva escludere tale avvenimento dai vuoti di memoria causati da sbronze varie* Devono saperlo per forza? Non nel senso di tenerla segreta per sempre, rinchiusa in una torre o in cantina, ma almeno darmi il tempo di abituarmi? Lascia almeno che i lividi della tua ciabatta guariscono! *Sua madre faceva paura, ma vista la situazione non era certo di una buona reazione da parte del nonno o peggio… dal vecchio*
[14:55] Ramla Berell: Devono saperlo! O meglio, sicuro prima o poi lo scopriranno e ci sommergeranno di domande e domande e domande! Meglio dire tutto subito e buona notte a tutti, no? Sono sicura che il vecchio Berell farà una grande festa, una di quelle grandi riunioni di famiglia in pompa magna, con suonatori, decine di kajirae che portano cibo e vino, balli e danze fino all'alba. Per i PK... *sgranò gli occhi inclinando appena la testa di lato posando una mano sulla tempia* Non mi ero mai accorta prima di adesso quanto tu somigli al vecchio.
[15:02] Aris Messa così non suona male. *Alzando gli occhi al cielo si stava già immaginando una festa simile e di come avrebbe passato il tempo a bere e con il faccia tra le morbide curve di qualche kajira, ma non più, quella piccola cosa che teneva tra le braccia avrebbe rovinato tutto* Momento, momento, momento… io somiglio al vecchio?! Ma se l’ultima lezione che mi ha fatto mi sono addormentato così profondamente da risvegliarmi dal mio stesso russare!
[15:07] Ramla Berell: Fidati: in quanto a baldorie vi somigliate anche troppo. Tu forse non te lo ricordi perchè eri troppo piccolo, ma ad una festa di genetliaco di tuo prozio, il vecchio Berell ha ballato tutta la notte sbronzo di turian saltando sui tavoli e pestando i piedi a tutti, poi si è denudato correndo nei giardini per poi urlare "DATEMI UN TARSK CHE LO SCUOIO VIVOOO". *Fece una breve pausa, ricordando ciò che successo subito dopo* Poi ha vomitato, e tanto. dritto addosso a tuo nonno, anche lui sbronzo da far paura. Ed è svenuto.
[15:15] Aris Ah…*In effetti non ricordava questa storia, ma ora che lo sapeva poteva usarla suo vantaggio* Questo spiega una parte dei miei geni. *Poi guardò in basso verso la bambina che volendolo o meno li condivideva anche lei* Tranquilla ti insegnò a bere quando sarai adulta e magari anche a barare a carte, ma prima dovrò gestire i suoi pianti e… tutto il resto. *Concluse con una smorfia perchè a un certo punto sentì un odore assai sgradevole, come se a fianco a lui avesse appena cagato un bosk, cosa non fattibile a meno che… Gli bastò avvicinare il naso al piccolo fagotto per comprenderne la provenienza* Oh no… oh no! L’ha fatta! L’ha fatta grossa molto grossa! Che cosa faccio?!

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