mercoledì 15 aprile 2026

Quest Il Respiro di Tharl-Hesa: La pira


[07:39] Runa Un altro tramonto, un'altra alba erano passati e il silenzio era calato sul campo delle Tharl-Hesa. Un silenzio che urlava, urlava tutto il dolore, tutta la disperazione che le donne della foresta stavano provando. Un silenzio lontano dal vociare gioviale, conviviale solito. Non si cantava più. Non si ululava alle lune. Gli uomini della città erano stati chiari, così come la guaritrice della città: i corpi dovevano essere bruciati e anche presto. Così alle prime luci dell'alba si erano adoperate a raccogliere le spoglie di coloro che la malattia, la maledizione della foresta, si era portato via. Runa aveva pregato ed implorato gli spiriti, si era tagliata i capelli con un pugnale per voto di fedeltà, per punizione agli spiriti, per dimostrare che era pronta a qualsiasi cosa. E così, insieme a Zuri, insieme alle altre, si erano radunate di fronte a quel tetro focolare. "Questo è un cerchio che si chiude per le nostre sorelle. Niente più minaccia di un uomo, di una guerra, di una catena. Nulla potrà più catturarle. Ora loro sono Spirito..." la voce era bassa, appena rotta dall'emozione, dalla tristezza.

[07:44] Zuri: cammina verso il punto che la Shamana Runa aveva indicato a tutte dove giacevano i corpi delle sorelle senza vita. Resta a distanza di un passo, osservando il focolare della morte. Non ci sono ferite da lama o frecce, solo il pallore innaturale di chi è stato consumato da un fuoco invisibile. La febbre le aveva portate via più velocemente di un cacciatore esperto, lasciandole immobile tra le radici nodose di un albero secolare. Ascolta le parole di Rune " trovi la pace nel mondo dell'altrove". Il viso di Zuri era stanco, ma una stanchezza di un peso che non riusciva a sostenere, davanti all'invisibile nemico non poteva combattere ma era solo osservatrice di qualcosa che la stava colpendo nel profondo




[07:49] Runa Gli occhi della Shamana erano lucidi, occhi forti ma di donna: capaci di qualsiasi cosa anche quella di mostrare la propria umanità. Battè a terra la punta del bastone rituale, il suono era ovattato dal terriccio freddo sotto i suoi piedi. Lentamente, con passo pesante, si voltò verso le sorelle sopravvissute, strette le une alle altre in quel cordoglio che non conosceva fazione, non conosceva bandiera, barriera: la morte accomunava tutti, anche chi sopravviveva. "La morte fa parte di un percorso naturale. Veniamo in questo mondo, viviamo, amiamo, lottiamo, scopriamo, condividiamo e poi ci ricongiungiamo alla natura." fece una pausa per raccogliere le parole e alzò lo sguardo alle fronde ondeggianti degli alberi che sembravano protendersi verso di loro come per abbracciarle in quella triste occasione "Siamo un sospiro nell'infinito del tempo, e come tale ci spegniamo nel vento. Spetta a noi dare significato a quel sussurro... e ora siamo qui, per ricordare che loro saranno con noi come guide"

[07:54] Zuri: fissa il fuoco che lentamente consumava il corpo delle sorelle. Gli occhi avevano un velo di tristezza ma continuava a mantenere il suo sguardo fiero davanti al passaggio delle sorelle al mondo dell'altrove. All'alzare degli occhi della shamana anche lei fa lo stesso. le foglie si muovono di un vento solitamente diverso come se la foresta piangeva le sue figlie. Annuisce alle sacre parole della Shamana" Maledetto questo male senza volto. Non avete avuto un nemico da guardare negli occhi, sorelle. Il calore vi ha bruciata dall'interno come un incendio nella stagione secca." la voce era tremante e sussurata




[08:01] Runa "Ma hanno lottato, è stata la loro più grande battaglia." commentò lei con un filo di voce avvicinandosi a Zuri posandole una mano sulla spalla "Una guerra che nessuna lancia, nessuna punta di freccia sarebbe stata in grado di vincere". I capelli ricci, disordinati e tagliati male, anzi malissimo, si agitarono dolcemente mossi da quel leggero vento che sapeva di sale, come le lacrime. Del fumo cominciò a levarsi dalla pira alzandosi verso il cielo che cominciava a tingersi di rosso, porpora e viola. Il sole lentamente stava sorgendo regalando le sue sfumature e le sue luci, ridisegnando i confini del mondo che era stato ammantato dalla notte. "Stringiamoci, sorelle, ascoltiamo i sussurri delle loro anime che ritornano agli antenati, nell'altrove che un giorno tutti conosceremo. Torneranno a cacciare nella foresta, torneranno a godere della rugiada sulle foglie, giocheranno sotto la cascata trovando sollievo." sollevò la mano libera dal bastone indicando la natura attorno a loro. Qualche ihn di silenzio l'unico rumore il crepitìo del fuoco che consumava legno, ossa e carne. Runa pronunciò parole in una lingua antica, poco conoiscuta, tramandata da tribù lontane. Una preghiera per guidare gli spiriti a trovare le loro sorelle in questa nuova esperienza. Poi osservò Zuri, la sua EN e si inchinò profondamente "Tu sei la nostra guida, tu sei l'idea di ciò che ci dà forza. Loro hanno bisogno delle tue parole per proseguire... per lasciarle andare."

[08:02] Kaypa: nota in fumo da lontano; si avvicina alla pira infuocata e pensa fra se se - altre persone ci hanno lasciato, questa epidemia sta diventano troppo letale -

[08:07] Zuri: appoggia la mano a quella di Runa le due donne Zuri come EN e Runa come capo degli spiriti della foresta si scambiano sguardi di comprensione e affetto. Le sorelle si avvicinano alla pira. Alza gli occhi verso una figura, ua cittadina di shiprock " Tal, avvicinati, il nostro pianto è uguale donna, non restare lì in disparte, anche Shiprock sta perdendo i suoi figli con questa febbre " si rivolge alla donna poco distante, non con un tono minaccioso ma come un tono da alleata con la città e insieme stanno combattendo questa battaglia verso l'essere invisibile la febbre




[08:10] Kaypa: si avvicina lo spazio giusto per non essere invadente allo strazio delle donne per la loro perdita. " Tal a voi, questa situazione sta colpendo tutti, nessuno escluso. Il meglio che posso fare è cercare di produrre più pane possibile per i malati ma anche per dare forza ai sani, perchè la forza lavoro sta calando sempre di più. "

[08:14] Runa Si voltò e vide una donna della città avvicinarsi, istintivamente fece mezzo passo indietro, non era solita interagire con le persone che vivevano nelle case di pietra, ma come aveva detto la morte e il cordoglio univa tutti perciò abbandonò la rigidità e annuì "Tal a te. Tutti noi siamo uniti come possiamo in questa lotta. Gli spiriti della foresta leggono il tuo animo e sanno che le tue mani e la tua fatica servono." Si volse verso la pira e si chinò per raccogliere un tocco di legno. Lo soppesò nella mano prima di lanciarlo nel fuoco, sparendo nelle braci ardenti, bianche, caldissime. "Ascoltate tutti! Spiriti, umani, animali, alberi! Viviamo insieme su questa terra, godiamo tutti delle sue ricchezze, della sua crudeltà e della sua meraviglia! Che sia una Pantera, una schiava, un uomo o una donna liberi... siamo tutti insieme! Il fuoco purifica, col fuoco torniamo a essere spirito! Vieni, donna della città, unisciti al nostro canto per dare onore a tutti, per il loro sacrificio che si tramuti in un domani per tutti noi"



[08:16] Zuri: tra le mani tiene l'arco della sorella morta, dopo le parole e i gesti della shamana Runa, spezza l'arco. È un gesto rituale: un'arma che non ha potuto difendere la sua padrona non deve restare integra. " riusciremo a fermarlo, insieme voi della civiltà e noi donne della foresta, riusciremo ad abbatterlo". Poggia l'arco spezzato accanto alla sorella sulla pira. il mio nome è Zuri EN (capo) delle Tharl-Hesa, tu sei la produttrice di pane qual'è il tuo nome ?" poi torna a guardare il corpo senza vita della sorella " Corri ora dove l'aria è fresca e le acque sono limpide. Nessuna febbre può seguire un'ombra nel vento. Sei di nuovo libera dal tuo stesso sangue."

[08:17] Kaypa: per la prima volta nota che la morte non divide, ma unisce; si avvicina alle Pantere e cerca di seguire il loro canto come meglio può. " forse qualcosa cambierà quando finirà questa epedemia?" dice lasciando che le emozioni prendano il sopravvento.

[08:24] Runa Guardò Zuri spezzare l'arco e gettarlo nel fuoco, un gesto forte ma emblematico, così come le sue parole. Prese delle foglie sacre e le gettò subito dopo mentre si chinava a raccogliere una ciotolina di terracotta contenente una poltiglia rossa. Si avvicino a Zuri, essendo lei la prima della Tribù e le tracciò dei segni sul viso premendo la fronte alla sua per qualche attimo. "Cambia sempre, donna della città. Ogni giorno, quando il sole sorge, anche noi risorgiamo come persone nuove, non siamo mai uguali a ieri. Così anche le nostre anime dopo questa sofferenza sarà diversa. Ci unirà ancora di più affinchè non si ripeta." Le mostrò la ciotolina e con un sorriso la invitò a unirsi al rituale "Lascia che anche tu venga abbracciata dal nostro saluto. E' un marchio, simbolo di amore per chi è nell'Oltre." Sollevò la mano macchiata di rosso e le tracciò con gentilezza sulla fronte gli stessi simboli per poi premere la fronte su quella della donna vestita di rosso "Anche tu ora sei in comunione"

[08:29] Zuri: i suoi occhi ambrati puntano quelli della Shamana Runa quando le dipinge il volto, appoggia la fronte a quella di Runa " sorella mia guidiamo gli spiriti delle nostre sorelle cadute verso il mondo dell'altrove, torneremo da dove siamo arrivate, agli spiriti della foresta". Chiude gli occhi quando Runa le marchia lla fronte come per percepire tutti gli spiriti delle sorelle andate muoversi verso i cancelli dell'altrove. Mentre Runa fa lo stesso gesto alla donna della cività, Zuri poggia sopra rami sopra altri rami, un gesto di un saluto e ultimo contatto con la sorella, insieme a foglie amare, sperando che il loro odore pungente tenga lontani gli spiriti della malattia e i predatori. Sfiora le mani della sorella fredde come il ghiaccio. Torna accanto a Runa lasciandola continuare. Il silenzio che il grido di dolore delle Tharl-Hesa avvolge tutto. Il cerchio di donne selvagge iniziano a battere i piedi sul terreno come ultimo saluto

[08:29] Kaypa: ascolta il dialogo fra le pantere e osserva con attenzione il rituale che stanno facendo. Senza timore e paura, lascia la Pantera tracci su di lei quel simbolo che le da un idea di comunione; abbassa il capo in segno di rispetto e gratitudine anche perchè non ci sono uomini che ora guardano. " Vi ringrazio per questo momento" e si unisce al loro silenzio.




[08:36] Runa Il sole era sorto, cancellando le ombre lunghe della notte, le ombre che portano tormento nei pensieri, segreti, paure... specialmente in notti oscure come quelle. La sua luce salda e dorata filtrava tra i rami degli alberi e la pira aveva finito di consumare tutto, quasi finendo per collassare su se stessa. Un cupo crepitìo sancì la fine di quel saluto e calò solamente l'odore acre della brace e della carne bruciata. Runa si prese qualche istante prima di chiudere il rituale e poi disse "Respiriamo questa nuova aria, sentiamo sulla pelle la carezza del vento, il sale del mare, la morbidezza dell'erba sotto i peidi con più consapevolezza. Con più spazio nel cuore. Un ultimo consiglio lasciano gli spiriti: siate fedeli a voi, sempre. Tenete nel cuore ciò che amate e rispettatelo, sempre." Allargò le braccia abbracciando tutte le donne presenti, una ad una. Compresa la donna della civiltà, sussurrandole un "grazie" per essere stata con loro. Poi, toccò a Zuri, l'abbraccio si fece più forte, come a volerla sorreggere "Mai sole. EN. Non saremo mai sole"

[08:40] Zuri: guarda il fuoco prendere il sopravvento. Le fiamme si alzano vive avvolgendo totalmente il corpo. Il fumo sembra lo spirito che saluta tutte come un respiro che torna al suo soffio regolare. Chiude gli occhi respirando e seguendo il dire della shamana, come se volesse imprigionare dentro di lei il ricordo delle sorelle perdute. Si scioglie nell'abbraccio di Runa " Mia guida spirituale dammi la forza di non vacillare davanti al nemico invisibile, e riporta a noi la benevolenza degli spiriti. Mai sole mia Shamana, unite per sempre siamo la nostra forza". Le altre sorella circondano Zuri e Runa in un grande abbraccio della tribù, tutte in unico pianto e grido di dolore. Il dolore delle Tharl-Hesa

[08:45] Runa Il cerchio si strinse, non più solo un gesto, ma un unico corpo fatto di respiro, lacrime e memoria. Il vento si alzò leggero, come se avesse atteso proprio quel momento per attraversarle tutte, insinuandosi tra i capelli, tra le pieghe delle vesti di pelle, portando via con sé l’odore della cenere e lasciando qualcosa di diverso… qualcosa di più leggero. Le fiamme, ormai stanche, si abbassarono fino a diventare un tremolio rosso, vivo ma quieto, come un cuore che rallenta dopo un lungo pianto. Il crepitio si fece più raro, più fragile, finché anche il fuoco sembrò comprendere che il suo compito era terminato. Runa rimase immobile al centro di quell’abbraccio collettivo, gli occhi chiusi, il volto attraversato da lacrime che non erano solo dolore, ma passaggio. Trasformazione. Le sue mani si posarono sulle spalle di Zuri, poi su quelle delle altre, come a voler imprimere in ognuna di loro un segno invisibile, qualcosa che non si sarebbe spezzato con la distanza, né con la paura. Attorno, la natura riprese voce. Un fruscio tra le foglie, un’onda lontana, il richiamo di un uccello che non temeva più il fumo. La vita, ostinata, continuava e in quel momento, senza bisogno di parole, tutte compresero la stessa verità: ciò che era stato perso non era scomparso… si era solo trasformato. Era diventato terra sotto i piedi, aria nei polmoni, forza nelle ossa. Il dolore delle Tharl-Hesa non era più solo ferita: era radice. Runa aprì lentamente gli occhi, guardando una ad una le donne che la circondavano. C’era qualcosa di nuovo o qualcosa di antico. Il fuoco si spense del tutto, lasciando solo brace fumante e cielo aperto. E mentre il sole si alzava ancora, più alto, più caldo… le Tharl-Hesa non erano più le stesse. Non erano più solo sopravvissute, erano diventate ciò che il dolore aveva cercato di spezzare… e invece aveva reso indissolute: unite, radicate, vive. E mai… mai sole.

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