[07:31] Laila esce dal cancello della città portando con sè un secchio d'acqua pulita. Le sembrava più pesante del solito, poggia a terra per asciugarsi poi il sudore della fronte, sbatte gli occhi non riuscendo a vedere bene. Sospira oppure non sa se ha il fiato corto. Solleva a fatica il secchio per camminare a verso la taverna dove la padrona le aveva detto c'era chi aveva sintomi
[07:33] Andros Stava ancora facendo avanti ed indietro per coordinare schiavi e liberi su cosa face e come farlo, aveva appena finito di dare istruzioni per i decotti per gli ammalati quando notò una ragazza tenere a fatica un secchio d'acqua. Le si avvicinò prendendole di mano la grande conca "Tutto bene, ragazza? Sembri affaticata." La osservò con occhio clinico, cercando eventuali segni della malattia "Come ti chiami? Stavi portando questa da qualche parte?"
[07:36] Laila rimette a terra il secchio, il fiato le sembrava corto e stranamente sentiva ora freddo. Non voleva finire nel magazzino. Li c'era aria di morte, gente che si lamentava,stringe i denti cercando . Sente la voce di un Libero, prova a mettersi in nadu come giusto sia ma con fatica " Greetings Master," si lascia reggere la mano " il nome di questa ragazza è Laila " faceva dei lunghi respiri " devo portare l'acqua al magazzino..." inizia a tremare cerca di restare nella posizione " Padrone mi manca il fiato "
[07:39] Andros Inclinò leggermente il capo quando vide la ragazza mettersi in ginocchio con un po' di fatica. Non gli risultò difficile vedere le caviglie cedere appena con quel leggero tremolio tipico di una febbre alta. Si piegò in avanti col busto mentre le posava una mano sulla fronte per sentirne la temperatura. "Mmh... non va bene." mormorò tra sé e sé, poi si drizzò per poterle rispondere "Laila, giusto? Laila... hai la febbre. Anche alta. Al secchio ci penserò io, ora però vieni con me. Non aver timore, non ti farò nulla se non visitarti. Se sei stata contagiata anche tu è meglio controllarti subito." Sistemò meglio il secchio tra il braccio e il fianco e poi le porse la mano per aiutarla eventualmente a rimettersi in piedi e a sorreggerla se fosse stato necessario "Da quanto tempo ti senti così?"
[07:43] Laila: chiudi gli occhi alle parole del libero " no no padrone solo stanchezza " aveva paura di entrare e sentirsi come gli appestati della città. Lo guarda con espressione spaventata " padrone questa ragazza solo stanca non...non.." trema sia nel corpo che nelle parole " cosa mi succederà adesso " lascia andare il secchio appoggiandosi alla mano del libero
[07:48] Andros Santa pazienza... pensò con un mesto sorriso: tutto pur di non finire nella quarantena! Perfino rischiare la vita! Cercò d essere più comprensibile e pacato nello spiegare alla ragazza la necessità di lasciarsi prendere cura di lei "Se è solo stanchezza dimmi: rischieresti di essere stanca in eterno? Nh?" fece una breve pausa mentre osservava il volto della ragazza più da vicino, impossibile non notare il sottile strato di sudore, lo sguardo stanco e quel tipico pallore ittero che la Physician aveva descritto "Ascoltami bene, Laila, voglio essere sincero e senza troppi giri di parole: temo che ti sia contagiata anche tu. Ma per averne certezza devo visitarti. Ti accompagno e ti visiterò io. Cercherò in tutti i modi di non farti star male, ma devi essere calma, focalizzata e soprattutto a seguire quello che ti dirò, intesi?"
[07:52] Laila: si regge al padrone cosa insuale per una kajira, ma in quel momento si sentiva davvero debole " Master morirò? " adesso oltre che il respiro anche il panico iniziava ad invaderla. Era sempre una terrestre giunta da poco su Gor e aveva il terrore di tutto quello che non aveva mai conosciuto come una malattia di un pianeta diverso dal suo di origine " stanno tutti male qui padrone, io non voglio morire. Padrone va bene farò come dite. Da ieri che mi sento stanca e oggi mi sembra che il respiro mi manchi " il corpo continua a tremare e sudare " sudo però sento freddo padrone non so cosa mi stia succedendo "
[07:55] Andros Cosa poteva risponderle alla sua domanda? Che non lo sapeva? Che sparave vivamente di no? Si sentì di dirle la sua verità "Farò tutto per guarirti, Laila. Non preoccuparti." Le passò un braccio dietro la sua schiena per sorreggerla e portarla con sé verso il magazzino. Con l'altra mano tenenva il secchio d'acqua. Per fortuna non era da troppo tempo che aveva i primi sintomi, forse poteva riuscire a capirci qualcosa e a controllare meglio la febbre "Vieni, non siamo molto distanti. Ti visiterò e ti darò un decotto per vedere se riusciamo ad abbassare la febbre. Devi riposare, tassativamente!"
[07:57] Laila: sente le gambe molli e si lascia sorreggere dal padrone " tutti si stanno ammalando padrone e non capisco, questa ragazza vi ringrazia per il vostro aiuto, affido a voi la mia salute " appoggia il capo al suo petto ormai lasciandosi andare al malessere che la pervade. Tremando lo segue
[08:02] Andros Si ritrovò a reggere la schiava e il secchio, non che fosse un problema ma la sua mente continuava a correre come un larl cercando di trovare soluzioni, tecniche, conoscenze, esperienze! Si ritrovò davanti alla porta del magazzino e la aprì spingendola con la punta dello stivale dal momento che aveva le mani un poco occupate. L'aria era pesante all'interno del magazzino, perciò si premurò di ordinare di arieggiare solamente dal lato spiaggia e solamente senza persone esterne nelle immediate vicinanze. Poi, con estrema delicatezza fece scivolare la ragazza su una delle brande a disposizione insieme agli altri malati con sintomi lievi. "Ecco, ora stai tranquilla. Riposati. Ti toccherò il viso, il collo, la pancia per vedere se ci sono altri problemi, non devi aver timore, intesi?" Le diede una carezza sui capelli scuri per poi andare al banchetto con la conca di acqua pulita e disinfettante
[08:03] Juna (junanuj) era andata a prendere altra acqua al pozzo cittadino e dopo averla fatta bollire così come le aveva ordinato la green di Egeria, torna al lazzaretto improvvisato e all'interno nota un uomo che non aveva mai visto insieme a Laila. Si avvicina con fare curioso, non prima di posare il secchio vicino all'ingresso..*Greetings master!* dice facendo un cenno con il capo e poi verso la ragazza..*Laila?* domanda solamente vedendola adagiata su una brandina...*Che succede?* azzard, ma già intuendo il tutto...
[08:06] Laila: sorretta dal padrone prova a camminare verso il magazzino. Sente lo strillone che nomina ancora le parole malattie e peste. Cercava tra la gente che camminava Juna la sua sorella di catene, non si erano incontrate molto anche lei con il suo da fare. Entra nel magazzino. Entra in quel posto che le dava percezione di morti. I malati erano tutti concentrati lì, l'altra Physician Yasirah ormai non sapeva più chi seguire tanto era la diffusione della febbre, gente di città e donne della foresta, Si lascia adagiare sulla branda lasciando fare al padrone. Gira il capo quando sente la voce di Juna " sei qui! credo di essere stata contagiata, non voglio morire Juna " era presa dal panico ormai
[08:07] Andros Finì di disinfettare le mani e indossò guanti puliti per potersi apprestare a visitare la ragazza, quando sentì alle sue spalle una voce guizzante, si voltò e con un cenno salutò "Tal ragazza, sono Andros, medico. Sono giunto oggi per caso e... niente. Eccomi qui a fare il mio lavoro. Ti suggerisco di indossare qualcosa per coprire bocca e naso se non vuoi finire anche tu qui." Le passò una maschera di stoffa pronta da usare per poi mettersi in ginocchio accanto alla branda dove Laila si era sdraiata "Questa ragazza ha la febbre alta... affaticamento, debolezza e..." le alzò le palpebre per controllare la vivacità della sclera e dello sguardo. Le osservò la lingua dopo averle chiesto di aprire la bocca e poi le tastò le ghiandole appena sotto la mandibola e sulla gola. "Mmh..."
[08:12] Juna (junanuj) strabuzza gli occhi per poi seguire con lo sguardo i due..*Master....il nome che mi è stato dato è Juna...* dice un pò scioccamente visto che Laila l'aveva già chiamata così, e quando le passa la mascherina la prende, anche se aveva la sua infilata nella gonna, la indossa e si avvicina alla ragazza..*Ti avevo detto di stare in taverna!* quasi la cazzia ma quando realizza che può essere contagiata fa un sospiro..*Ma va..mica muori!* e poi volta verso l'uomo..*Vero?* come a chiedere conferma...o anche solo una semplice bugia...
[08:13] Laila: tossisce cercando di recuperare il fiato. Vedere Juna le dava un pizzico di coraggio. Si lascia visitare dal physician, apre la bocca mostrando la lingua. Un'altro colpo di tosse più forte quasi da bloccarle il fiato " non riesco a respirare " guarda Juna quasi per cercare conforto " hai ragione volevo rendermi utile " prova a parlare con fatica
[08:13] Andros "Sì, se seguirà le nostre indicazioni sopravviverà. Come le ho detto... farò il possibile. Ora però... fai una cortesia, Juna: vammi a prendere in taverna il decotto che ho chiesto di preparare"
[08:14] Juna (junanuj) sente quei colpi di tosse e il dire di lei e quando il medico le fa quella richiesta..*Si subito master....* e si avvia di corsa verso la taverna...
[08:15] Laila: guarda Juna allontanarsi. Poi torna a guardare il physician " padrone cosa sta succedendo, io sono della terra non ho mai avuto malattie di questo pianeta, cosa sta accadendo a tutti " solitamente sapeva di dover chiedere il permesso per parlare. Ma la febbre ormai la faceva delirare e dire qualsiasi cosa
[08:21] Andros Oh ecco, quello poteva essere un dettaglio non trascurabile: la ragazza era terrestre e sicuramente aveva fatto il siero tuttavia la tempra era differente. Mentre proseguiva con la visita medica proseguì a parlarle con tono calmo, rassicurante: era normale che la ragazza fosse spaventata "Succede che alle volte ci si ammala. Non è colpa di nessuno ma purtroppo accade. Le tue origini ti rendono meno predisposta ad un sistema immunitario come il nostro, perfezionato da generazioni di siero... probabilmente lo ricordi: una iniezione che ti è stata fatta. Questa malattia colpisce con febbre alta e tosse. Per fortuna tu hai solo i primi sintomi. Dimmi, Laila, se lo ricordi: sei stata con qualcuno che era palesemente malato? Hai bevuto da qualche pozzo o secchio o riserva? E' importante saperlo." Nel frattempo aveva finito di visitarla, aveva sentito il fegato un po' gonfio al tatto segno che si trattava della malattia diffusasi in città e non un caso a sé stante. Prese una pezza di cotone e la imbevve nell'acqua fredda per potergliela posare sulla fronte, sui polsi e all'inguine per poterle provare ad abbassare la temperatura
[08:24] Laila: sente il corpo accaldarsi sempre più " padrone ho bevuto al pozzo qui al porto, era il primo che ho visto". Chiude gli occhi godendo della frescura di quel panno. Improvvisamente il suo sguardo diventa confuso. Le appaiono immagini del suo passato " casa...la mia famiglia...sono tornata " la febbre inizia a farla delirare , poi le appare il padrone che l'aveva catturata " no...no..devo andare via...lasdiamo" inizia ad agitarsi guarda il medico ma non lo riconosce " tu chi sei? dove sono ?" si guarda intorno spaventata e confusa " voglio tornare a casa " ormai era nel pieno del delirio
[08:33] Andros Vide i segni iniziali del delirio di cui la Green Caste gli aveva parlato e con urgenza cercò qualcosa di più utile da acchiappare al volo per provare a contrastare quella febbre che saliva a schizzo. Trovò una pezza ruvida, la imbevve di quello che i terrestri avrebbero chiamato "alcool rosa", dal colore diverso ma dallo stesso odore pungente: ne imbevve la pezza e cominciò a strofinare energicamente le gambe della ragazza. Si sentiva bollire dal caldo chiuso l' dentro, con l'aria viziata, la mascherina al viso a impedirgli di respirare bene, ma non aveva tempo per lamentarsi. Strofinò e strofinò passando dalle gambe alle braccia: quella pratica era drastica ma sapeva che avrebbe per forza abbassato meccanicamente la febbre "Non preoccuparti, Laila, va tutto bene. Sono Andros. Sei la mia paziente e ti trovi a... non so nemmeno come si chiama questa città ma... sei al sicuro e mi prenderò cura di te" Entrò una kajira portando un pentolone e delle ciotole col decotto "Oh, ottimo! Ragazza, qui! Dammi una ciotola!" Sistemò Laila sul giaciglio in modo che stesse col busto più dritto e le avvicinò la ciotola col decotto alle labbra "Bevi piano se ci riesci"
[08:34] Laila: prova a calmarsi e si lasdcia aiutare a bere. Si sente stanca, spossata appena si poggia sul letto improvissamente vede tutto buio perdendo i sensi

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