mercoledì 14 ottobre 2026

Dall'ubar

Il pittore chiede udienza a Nio per raccontare cosa ha visto...

[12:58] Ashraf Rathmullah: Mi avvicino alle guardie di Shiprock con passo deciso, ancora visibilmente turbato dagli avvenimenti nella foresta. Mi fermo davanti a loro, cercando di mantenere la calma, e rivolgo lo sguardo al guerriero più vicino. «Tal, guerrieri. Ho necessità di parlare con l'Ubar Nio, possibilmente con urgenza. Sono stato testimone di alcuni fatti accaduti nella foresta che riguardano la morte di Radan. Ho già provveduto a mettere per iscritto quanto ho visto, ma desidero riferirlo personalmente all'Ubar, affinché non vi siano equivoci.»

[13:00] Nio (Niovali Serrao) sente trambusto fuori e allora urla a Kroog dall'interno KROOG CHE SUCCEDE? e quando la guardia si affaccia sulla soglia del suo ufficio gli comunica che c'è un uomo libero che chiede di lui .. .riguardo a uno scroll o cose del genere e ... e fallo passare allora no?!? Che aspetti?

[13:01] Ashraf Rathmullah: Mi avvicino all'Ubar Nio e chino rispettosamente il capo in segno di saluto, attendendo un istante prima di prendere la parola. «Tal, mio Ubar. Vi chiedo perdono per essermi presentato senza preavviso, ma avevo urgenza di conferire personalmente con voi. Sono accaduti fatti molto gravi nella foresta e ritenevo mio dovere portarli immediatamente alla vostra attenzione.» Rialzo lo sguardo verso di lui, mantenendo un'espressione seria. «Se me lo consentite, vorrei raccontarvi ciò a cui ho assistito.»

[13:04] Nio (Niovali Serrao) vede entrare il pittore Ash ah ... sei tu! Siediti innanzi tutto o mi farai venire il torcicollo per guardarti dal basso in alto poi con riferimento a quanto da lui detto sì ho letto il tuo scritto è qui ... da qualche parte ...eccolo dopo aver cercato sulla sua scrivania ma visto che sei qui e visto che la situazione richiede la massima attenzione puoi raccontarmi a parole tutto dall'inizio e gli fa cenno con la mano di accomodarsi in una delle sedie di fronte a lui

[13:07] Ashraf Rathmullah: Sorrido appena alle parole dell'Ubar e mi accomodo sulla sedia indicata. «Vi ringrazio, mio Ubar. Mi trovavo nella foresta alla ricerca di pigmenti quando ho notato Juna e Radan discutere animatamente. Sono rimasto a distanza, ma confesso di essere rimasto sorpreso dai modi aggressivi del guerriero nei confronti della ragazza. Juna, esasperata, è arrivata a gridargli che lo odiava e lo voleva morto.» Faccio una breve pausa. «Poco dopo abbiamo udito un rumore sospetto nella vegetazione e Radan si è allontanato per controllare. Juna ha invece raggiunto Zuri e altre pantere. Ho sentito un tonfo, intravisto movimenti tra gli alberi e infine udito Juna gridare. Quando sono accorso, Radan giaceva immobile a terra, con Juna e Zuri accanto a lui e alcune frecce sul terreno.» Guardo Nio con serietà. «Voglio essere chiaro, mio Ubar: non ho visto chi abbia ucciso Radan e non posso accusare nessuno. Ho chiamato le guardie perché temevo che l'aggressore fosse ancora nei paraggi e ritenevo necessario prestare soccorso al vostro guerriero. Questo è quanto posso testimoniare.»

[13:10] Nio (Niovali Serrao): mmmhhh ... rimane silente e rimugina sulle parole dette dall'uomo se non altro il tuo racconto corrisponde a quanto già hai messo per iscritto e questo depone a tuo favore poi poggia un gomito sulla scrivania e dopo essersi portato la mano al mento tu lo sai che potevo anche dubitare di te e della parte attiva o meno che avresti potuto avere in ciò che è accaduto ... vero? Ma ciò che ripeti ora non ti coinvolge affatto se non come testimone, un testimone su cui però non posso contare*

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[13:13] Ashraf Rathmullah: Osservo l'Ubar per qualche istante, sorpreso dalle sue ultime parole. Mi raddrizzo appena sulla sedia, mantenendo un tono rispettoso ma fermo. «Mio Ubar, comprendo che abbiate il dovere di sospettare di chiunque, me compreso. Ma permettetemi una domanda: se fossi stato coinvolto nella morte di Radan, perché mai avrei richiamato le vostre guardie e sarei venuto spontaneamente a riferirvi ogni cosa?» Faccio una breve pausa, sostenendo il suo sguardo. «Non posso raccontarvi ciò che non ho visto, ma posso giurare sulla verità di quanto vi ho riferito. Mi sorprende, però, sentirvi dire che non potete contare su di me. Posso chiedervi perché?»

[13:16] Nio (Niovali Serrao): Non ho detto questo Ash, hai travisato le mie parole che tutt'altro hanno confermato la veridicità della tua deposizione ... tutto corrisponde a quanto hai già scritto. Il riferimento al fatto che non posso usarle è perchè una pantera e una schiava non possono essere portate a giudizio, quindi non ci può essere un processo, nè un dibattito, ma solo una mia decisione in merito. Credo alla tua versione, anzi avrei sperato che avessi visto di più. Ma così è mi devo accontentare.

[13:19] Ashraf Rathmullah: Annuisco lentamente, comprendendo finalmente le parole dell'Ubar, e chino appena il capo. «Vi chiedo scusa, mio Ubar, avevo frainteso. Vi ringrazio per la fiducia. Avrei voluto vedere di più anch'io, credetemi. C'è però qualcosa che continua a tormentarmi. Sono rimasto molto stupito dall'aggressività di Radan verso Juna, quasi non riconoscevo in quei modi un guerriero incaricato di proteggerla.» Mi interrompo un istante, ripensando alla foresta. «E poi quel rumore nella vegetazione... Radan lo ha sentito e si è allontanato proprio per controllare. Poco dopo era morto. Non so cosa si nascondesse tra quegli alberi, ma c'è qualcosa in quella sequenza di eventi che non mi convince. Ho la sensazione che ci sia sfuggito un particolare importante.» Guardo Nio con serietà. «Non voglio avanzare supposizioni senza prove, mio Ubar, ma vi prego di non trascurare quel rumore. Potrebbe essere la chiave di quanto accaduto.»

[13:23] Nio (Niovali Serrao): io più che a una cosa nascosta ... penserei a un ... qualcuno nascosto, ci sono indizi trovati sul posto che fanno pensare che subito dopo l'omicidio, perchè oramai di questo si deve parlare, qualcuno abbia provato a montare una messinscena, ma non ne posso svelare per ora i segreti. Comunque il tuo apporto è stato più che utile Ashraf. Una raccomandazione mi sento di farti ... comunque e qui il suo sguardo si fa serio e glaciale non ne devi parlare con nessuno scandendo bene le parole è il tuo Ubar a dirtelo e non te lo stà chiedendo, te lo stà ordinando.

[13:25] Ashraf Rathmullah: Sostengo lo sguardo glaciale dell'Ubar senza distogliere gli occhi, comprendendo perfettamente la gravità delle sue parole. Annuisco lentamente, poi chino il capo in segno di rispetto. «Avete la mia parola, mio Ubar. Nulla di quanto abbiamo discusso uscirà da questa stanza. Comprendo la delicatezza della situazione e non sarò certo io a compromettere le vostre indagini.» Rimango pensieroso per un istante. «Confesso che l'idea di una messinscena rende tutto ancora più inquietante, ma non vi chiederò di rivelarmi ciò che ritenete opportuno mantenere riservato. Vi ringrazio per avermi ascoltato e per la fiducia accordatami.» Mi alzo lentamente dalla sedia. «Se non avete altro da chiedermi, mio Ubar, vi lascio ai vostri doveri.»

[13:27] Nio (Niovali Serrao) lo vede alzarsi, quel ragazzo gli era simpatico, e prima di vederlo andar via c'è una cosa ancora Ashraf

[13:27] Ashraf Rathmullah: <>

[13:29] Nio (Niovali Serrao): io e te abbiamo degli affari in sospeso se non ricordo male ... come procede il quadro? visto che lui al momento gli aveva commissionato quello di Juna e logicamente anche se la ragazza al momento era rinchiusa ci teneva non ho avuto modo sino ad oggi di passare dalla tua bottega per vedere l'evolversi della cosa, ma appena mi ritaglierò uno spazio utile passerò di là per vederne il progresso

[13:32] Ashraf Rathmullah: Alle parole dell'Ubar il mio volto si distende in un sorriso soddisfatto. Mi volto nuovamente verso di lui, con una punta d'orgoglio nello sguardo. «Mio Ubar, sono lieto che me lo abbiate chiesto. Il ritratto di Juna è terminato e, permettetemi di dirlo, credo che ne sarete orgoglioso. Ho dedicato particolare attenzione non soltanto alla sua bellezza, ma anche a quell'espressione così particolare che la contraddistingue. Ho cercato di catturare qualcosa che andasse oltre la semplice somiglianza.» Sorrido appena. «Il dipinto vi attende nella mia bottega. Sarà per me un onore mostrarvelo quando vorrete, e confesso di essere impaziente di conoscere il vostro giudizio.»

[13:34] Nio (Niovali Serrao): bene prende un sacchetto di 50 coin di rame dal cassetto della scrivania e lo lancia verso di lui questi sono per le spese che hai affrontato e non accetto rifiuto ... se mi piacerà come dici ce ne saranno altrettanti

[13:37] Ashraf Rathmullah: Afferro al volo il sacchetto di monete, sorpreso dal gesto dell'Ubar. Lo osservo per un istante, poi chino rispettosamente il capo con un sorriso sincero. «Mio Ubar, vi confesso che avrei messo la mia arte al vostro servizio anche senza alcun compenso. Dipingere Juna è stato per me un piacere, prima ancora che un incarico.» Stringo il sacchetto tra le mani. «Ma conosco il valore del vostro gesto e so che rifiutare sarebbe un affronto alla vostra generosità. Accetto dunque con gratitudine, e vi ringrazio.» Sorrido con una punta di orgoglio. «Quanto alle altre cinquanta monete, non oso darle già per guadagnate... ma sono piuttosto fiducioso che, quando vedrete il ritratto, non vi pentirete della vostra promessa!»

[13:39] Nio (Niovali Serrao): ne sono convinto ... che non ti manchi mai l'acqua Ashraf lo congeda con il suo saluto usuale, il saluto che aveva appreso e fatto suo da quando a suo tempo aveva vissuto fra i Wagon ... non l'aveva mai lasciato. Quel popolo usava l'acqua come elemento essenziale di vita, ed effettivamente così era, vivendo nelle praterie l'acqua diventava l'elemento più prezioso

[13:40] Ashraf Rathmullah: Chino rispettosamente il capo, accogliendo con un sorriso il saluto dell'Ubar. «E che l'acqua non manchi mai neppure a voi, mio Ubar. Vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato e per la fiducia che mi avete accordato.» Ripongo con cura il sacchetto delle monete nella mia sacca, poi aggiungo con un sorriso appena accennato. «Vi attendo nella mia bottega. Spero che il ritratto vi regali almeno un momento di serenità in queste giornate tanto difficili.» Mi congedo con un ultimo cenno del capo e lascio lo studio, richiudendo discretamente la porta alle mie spalle.


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