Juna viene scortata tra gli insulti della folla nel palazzo ubarale...
[1:03 PM] Juna (Junanuj Resident) liberata dalle celle, avanzava tra le due file di guardie: la schiena diritta, il mento appena sollevato, il passo non ostentato ma fiero di chi, pur se rinchiusa e umiliata, non intendeva offrire alla folla il piacere di vederla spezzata....ma dietro quella compostezza che aveva imparato a esternare negli anni trascorsi accanto all'Ubar, qualcosa dentro di lei la stava ferendo più di quanto non volesse..Quelle parole pronunciate della gente le giungevano addosso come pietre: Traditrice. Complice. Privilegiata.
[1:05 PM] Juna (Junanuj Resident) avrebbe voluto fermarsi, voltarsi e urlare loro di ricordare quando aveva rischiato la sua stessa vita per assisterli durante l'epidemia, quando aveva dedicato il proprio tempo e le proprie energie a quella città senza chiedere nulla in cambio, così come era suo dovere...Voleva chiedere dove fossero finiti i sorrisi, i saluti e le parole di apprezzamento che fino a pochi giorni prima le venivano rivolti dalle stesse bocche che ora sembravano incapaci di pronunciare altro che accuse...
[1:09 PM] Juna (Junanuj Resident) aveva sempre cercato di essere degna della fiducia dell'ubar e del posto che lui le aveva le assegnato al proprio fianco.. essere la First dell'Ubar le permetteva alcune libertà, ma non le conferiva il diritto di dimenticare ciò che era: era una schiava! Ma l'Ubar aveva scelto di tenere accanto a sé per tutti quegli anni, le aveva affidato una parte della propria quotidianità e della propria fiducia...e proprio per questo aveva sempre saputo che quel posto comportava responsabilità....
[1:13 PM] Juna (Junanuj Resident non aveva mai creduto che il favore del suo padrone potesse renderla immune dalla cattiveria gratuita: sapeva bene che il legame con lui non cancellava le regole di Gor, né le concedeva il diritto di pretendere un trattamento diverso da quello che il suo padrone riteneva opportuno...ma non si era mai aspettata che bastassero un'accusa, una verità ancora da accertare per trasformare anni di servizio e dedizione in una condanna pronunciata dalla folla...
[1:18 PM] Juna (Junanuj Resident) Traditrice...quella parola le penetrò sotto la pelle più di quanto avresse voluto ammettere....Una schiava poteva sopportare molte cose: abbassare gli occhi, piegare il capo, accettare un ordine anche quando il cuore le suggeriva di ribellarsi. ..poteva persino ingoiare l'umiliazione, se questa era la volontà del suo padrone... Ma essere accusata di aver tradito la città nella quale aveva vissuto e servito, essere considerata capace di mettere in pericolo proprio coloro ai quali aveva dedicato le proprie attenzioni, era qualcosa che non riusciva ad accettare senza provare un dolore feroce. ..per un istante, il volto di Radan le attraversò la mente...Il ricordo della guardia, del compito che gli era stato affidato, di quella morte che aveva sconvolto ogni cosa. ..
[1:24 PM] Juna (Junanuj Resident) il peso di quanto era accaduto nella foresta le fece stringere lo stomaco togliendole quasi il respiro: Radan era morto!...non riusciva a liberarsi dalla sensazione che, in qualche modo, la colpa poteva essere la sua...se non fosse andata in foresta, se non si fosse allontanata da lui...forse...sarebbe morta anche lei...o forse l'avrebbe potuto salvare... Il pensiero continuava a tormentarla e non riusciva ad assolversi...non completamente...Ma un conto era interrogare sé stessa, un altro era lasciare che una folla inferocita pronunciasse la sua condanna come se ogni testimonianza fosse già stata ascoltata, come se non ci fosse più nulla da chiarire...le dita si serrarono lentamente lungo i fianchi...Avrebbe voluto rispondere...avrebbe voluto gridare che non era una traditrice, che nessuno di loro conosceva davvero ciò che era accaduto e che fare giustizia per Radan non autorizzava nessuno a trasformarla in una colpevole prima ancora che la verità fosse emersa....

[1:34 PM] Juna (Junanuj Resident) ma tacque...non perché quelle persone fossero libere e lei una schiava, ma perché sapeva che, in quel momento, qualsiasi risposta sarebbe stata usata contro di lei....Ma lei non avrebbe dimenticato...era doloroso scoprire quanto facilmente il servizio reso potesse essere dimenticato...Aveva servito quella città...e adesso si ritrovava a camminare tra quelle stesse persone che aveva servito, come se non fosse mai stata altro che una traditrice..una complice ..una privilegiata...
[1:44 PM] Juna (Junanuj Resident) fu allora che il pensiero del padrone si fece strada dentro di lei, più forte di tutte le voci che la circondavano: Nio il suo padrone...Il suo Ubar...L'uomo al quale aveva affidato non soltanto la propria obbedienza, ma una parte così profonda di sé da non riuscire più a separare il proprio senso del dovere dall'amore che provava per lui...non era un sentimento semplice, non era qualcosa che potesse essere spiegato con poche parole, né ridotto alla gratitudine di una schiava per il favore ricevuto....era fatto di anni, di gesti conosciuti, di silenzi condivisi, di ordini che aveva imparato a riconoscere persino prima che venissero pronunciati...era fatto della presenza di quell'uomo nella sua vita, della consapevolezza che lui fosse il centro attorno al quale aveva scelto di costruire la propria esistenza...
[1:54 PM] Juna (Junanuj Resident) sapeva chi era! Sapeva a chi apparteneva, e non aveva mai considerato il proprio legame con l'Ubar una vergogna da nascondere!...Era la sua First...il posto che occupava era un dono del suo padrone, non un diritto da rivendicare contro di lui. ...La sua fiducia era qualcosa da custodire attraverso il servizio, la lealtà e la consapevolezza che, in ogni momento, fosse lui a decidere quale posto lei dovesse occupare al suo fianco, e lei aveva sempre cercato di esserne degna...anche quando la sua lingua era stata troppo pronta, anche quando il suo carattere l'aveva portata a rispondere con una fierezza che avrebbe forse dovuto trattenere...anche quando la vicinanza all'Ubar le aveva fatto dimenticare quanto fosse sottile il confine tra la confidenza concessa dal padrone e la voglia di comportarsi come una sua pari...
[2:04 PM] Juna (Junanuj Resident) sapeva che il suo padrone portava sulle spalle il peso di una città intera, le sue decisioni non potevano essere dettate soltanto dall'affetto... e lei lo sapeva...e se avesse dovuto rispondere delle proprie azioni, avrebbe affrontato ciò che l'aspettava...Le urla della gente verso di lei, le sentiva come un peso che doveva portare anche il suo padrone, e anche di questo se ne faceva una colpa...
[2:14 PM] Juna (Junanuj Resident) quando la porta del Palazzo Ubarale si aprì, il suo cuore ebbe un sussulto che non dipendeva dalla paura: l'Ubar l'aveva fatta uscire dalla cella...era stato lui a restituirle la possibilità di tornare tra quelle mura, negli ambienti che conosceva, accanto alle cose che avevano fatto parte della sua quotidianità....Lui non aveva cancellato le accuse, non aveva fatto sparire il sangue versato nella foresta e non poteva restituirle, con un semplice ordine, la fiducia di chi aveva già scelto di considerarla colpevole...Ma le aveva aperto una porta...e lei lo sapeva. Avrebbe potuto lasciarla rinchiusa, consentire che le indagini proseguissero senza concederle alcuna vicinanza, evitare che il suo legame con lei alimentasse ulteriori sospetti...invece le aveva permesso di tornare al Palazzo, assumendosi il rischio che quel gesto venisse interpretato come un privilegio concesso alla propria schiava favorita...Lui aveva scelto di non abbandonarla ...
[2:21 PM] Juna (Junanuj Resident) nonostante la rabbia per le grida rivoltale, non poteva ignorare quello che lui aveva fatto....Sapeva che il suo padrone non poteva smettere di essere l'Ubar per proteggerla dalle conseguenze di ciò che era accaduto...ma le aveva permesso di tornare da lui..e questo per lei era un gesto che significava molto...tutto.
[2:35 PM] Juna (Junanuj Resident) una guardia si mosse per precederla oltre la porta..esitò appena, voltando per un'ultima volta lo sguardo verso la via che conduceva ai cancelli esterni...da qualche parte, oltre quelle mura, Zuri stava tornando alla foresta, allontanata da una città che non aveva voluto ascoltarla...il pensiero le procurò una fitta dolorosa: non sapeva se avrebbe potuto rivederla presto, né se le circostanze avrebbero permesso loro di chiarire ciò che era accaduto...sapeva soltanto che non avrebbe dimenticato il modo in cui la En aveva gridato la propria innocenza mentre veniva allontanata da Shiprock....
[2:45 PM] Juna (Junanuj Resident) poi si voltò verso il Palazzo: ora aveva la possibilità di tornare al fianco del padrone, di guardarlo negli occhi e di dimostrargli che la fiducia riposta in lei non era stata mal riposta....la possibilità di contribuire, per quanto le fosse concesso, a far emergere la verità sulla morte di Radan...Entrò all'interno del Palazzo, senza più voltarsi verso la folla...la schiena rimaneva diritta, il passo composto e soltanto chi l'avesse conosciuta davvero avrebbe potuto intuire quanto le costasse mantenere quella dignità.
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