venerdì 16 ottobre 2026

Filo sottile della pace si tende sempre di più , cederà?


La via principale che dal centro di Shiprock si biforca: da un lato sale verso le imponenti mura del Palazzo Ubarale, dall'altro scende verso i cancelli esterni che aprono sulla Foresta.
Il fango della strada principale di Shiprock sembra quasi assorbire il silenzio carico di risentimento della folla, assiepata ai lati del passaggio. Una doppia fila di guardie ubarali, con le corazze lucide e le lance tese, avanza a passo cadenzato, dividendo il corteo in due destini diversi.
Al centro del primo schieramento, Juna viene scortata verso l'alto, in direzione del Palazzo. Il suo status di First dell'Ubar le risparmia momentaneamente le catene e le celle sotterranee, ma non la protegge dalle lingue affilate dei suoi concittadini.
"La preferita dell'Ubar cammina a testa alta," sibila una donna anziana dal limitare della strada, sputando nella polvere al passaggio della scorta. "Guarda come la proteggono tra le mura dorate, mentre il sangue di Radan grida ancora vendetta tra le pietre! Privilegiata... complice dei selvaggi!"
I sussurri corrono tra la folla come un fuoco d'infestazione, mentre Juna viene condotta verso i grandi portoni di ferro del Palazzo, un rifugio che somiglia sempre più a una gabbia dorata. "Ha venduto la sua lealtà alle pantere," commenta un mercante a bassa voce, incrociando le braccia con disprezzo. "Non importa di chi sia la First, per noi resta una traditrice di Shiprock."
Nel frattempo, la seconda ala della scorta ubarale spinge Zuri nella direzione opposta, verso la via che conduce alla foresta. Per la En delle pantere, il ricondurla alla foresta è accompagnato da un coro di aperta ostilità. I cittadini non osano attaccare i soldati dell'Ubar, ma riversano tutta la loro rabbia a parole.




"Torna nella giungla da dove sei venuta, bestia!" urla un uomo, la voce resa roca dal disprezzo, mentre le guardie stringono il cerchio attorno a Zuri per accelerare il passo. "Hai portato solo morte tra le nostre mura! Shiprock non dimenticherà il sangue di Radan!"
"Che gli animali della foresta ti facciano quello che tu hai fatto alla nostra guardia!" le urla dietro un giovane, mentre il pesante cancello esterno di Shiprock inizia a stridere, aprendosi lentamente per espellere Zuri verso la vegetazione fitta.
Le guardie mantengono il silenzio e la disciplina militare, spingendo Zuri oltre il confine di pietra. Le parole d'odio dei cittadini continuano a rimbombare alle sue spalle.
Il cerchio di ferro delle guardie ubarali si stringe attorno a Zuri, ma l'acciaio delle loro lance non basta a spegnere il fuoco che le brucia nel petto. Davanti alle grida d'odio della folla, la En delle pantere non china la testa. Si pianta per un istante sui piedi, opponendo la sua forza a quella dei soldati che la spingono, e si volta verso la massa di cittadini inferociti.
I suoi occhi guizzano come quelli di una fiera messa alle strette, e dalle sue labbra, ancora segnate dai residui della pasta rituale della Sangoma, esce un ringhio profondo, vibrante, che taglia il baccano della via.
"Innocente!" tuona Zuri, la voce che graffia l'aria polverosa di Shiprock. "Io sono innocente, e lo è anche Juna! Voi roditori di città masticate solo il fango delle vostre menzogne!"
Un fremito di rabbia attraversa la calca, ma la En non ha finito. Solleva il mento, fissando uno a uno coloro che le urlano contro, riversando su di loro tutto il disprezzo della giungla.
"Maledetti siate voi, le vostre stirpi e le pietre su cui camminate!" grida, puntando lo sguardo verso l'uomo che l'aveva insultata. "Cercate un colpevole nel buio perché siete troppo ciechi per vedere la verità! Che i cieli vi neghino la pioggia e che la foresta inghiotta i vostri passi se oserete oltrepassare i cancelli! Il sangue di Radan non è sulle mie mani, ma la mia maledizione resterà aggrappata alle vostre schiene!"
Le guardie ubarali, intimorite dal potenziale tumulto che quelle parole potrebbero scatenare, intervengono con decisione. I fusti delle lance sbattono pesantemente contro il terreno e due soldati afferrano Zuri per le braccia, forzando il passo per trascinarla via prima che la folla rompa gli argini.
"Muoviti, pantera," ringhia la guardia a capo della scorta, spingendola oltre la soglia del grande portone esterno. "Hai parlato fin troppo. Salva il fiato per la giungla."
Mentre viene spinta fuori dalle mura, dietro di lei i pesanti battenti di legno e ferro di Shiprock iniziano a chiudersi con un gemito sinistro, isolando le sue ultime, taglienti parole dal resto della città. Zuri lancia un grido di disprezzo verso la civiltà, poi si volta con uno scatto felino scompare nella foresta. Tra gli alberi eccheggiano altre grida, le sue sorelle acclamano il suo ritorno, ma c'è anche un grido di rabbia che non è stato consumato quella della battaglia per difendere il l'onore delle selvagge

Nessun commento:

Posta un commento