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mercoledì 22 aprile 2026

Ringraziamento agli spiriti

[05:34] Zuri:Le ombre degli alberi si allungano sul campo. Si allontana dal calore del fuoco centrale, dove il respiro delle mie sorelle non è più il rantolo spezzato di ieri, ma un ritmo calmo, profondo, vitale. La febbre le ha abbandonate, scivolando via come nebbia al mattino.

Raggiunge il limitare del bosco e si inginocchio. Appoggia i palmi della mano sulla terra dura e abbassa il capo, lasciando che i capelli cadano in avanti.

"Spiriti dei boschi, Antichi cacciatori delle vette... mi metto a nudo davanti a voi," sussurro, la voce che è poco più di un graffio nel silenzio della foresta.

"Avete guidato la mia mano verso le radici giuste, avete soffiato via il gelo dai loro polmoni quando la brama di morte era vicina. Per il sangue che ancora scorre nelle vene delle mie sorelle, per ogni arco che tornerà a tendersi e ogni preda che cadrà, io vi riconosco."


Estrae il suo coltello d'osso e incide leggermente la corteccia di un albero secolare, lasciando che una goccia della mia linfa si unisca alla sua.

"Siamo figlie della foresta, e la foresta ci ha riprese con sé. Il mio arco è la vostra volontà. Grazie."

Si rialza. Ai suoi piedi giace un giovane Vulo selvatico, la gola recisa in modo netto, il piumaggio ancora caldo. Non è solo cibo; è un tributo.

Solleva la preda sopra la testa, offrendola al cielo scuro e alle fronde che sussurrano.

"Prendete ciò che è vostro!" esclama, e la sua voce questa volta non è un sussurro, ma un richiamo orgoglioso che sfida il freddo. "Uno scambio di vite: la carne di questa creatura per il respiro delle mie sorelle. Che il suo spirito corra libero nei vostri domini, mentre noi continuiamo a regnare tra queste ombre."

Si avvicina a una grossa pietra piatta, levigata dal tempo e coperta di muschio, che viene usato come altare naturale. Depone il corpo dell'animale al centro e, con un movimento rituale, ne sparge poche gocce di sangue sulle radici.

"Il debito è pagato. La foresta ha dato, la foresta ha ricevuto."

Fa un passo indietro, restando in attesa. Un brivido le percorre la schiena quando un ramo schianta poco lontano — forse un Larl in perlustrazione o — ma per lei è il segno. Il patto è onorato.

Rimane lì, immobile, ascoltando il vento che scuote le cime degli alberi, sentendo la forza della Grande Foresta scorrere di nuovo nelle membra. Le Pantere sono tornate a cacciare.


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