Juna sfida Radan la guardia a sua protezione...
[5:02 AM] Juna (Junanuj Resident)fece ritorno alla casa dell'Ubar con il passo teso e rigido, ben consapevole della propria condizione e del peso invisibile ma insormontabile del collare che segnava la sua essenza. Nonostante non fosse una donna libera, soggetta com'era al volere assoluto del suo padrone, il suo orgoglio e la natura fiera che le appartenevano non le impedivano di provare un profondo, cocente fastidio per quella sorveglianza asfissiante. Sapeva perfettamente perché Radan era lì: quell'ombra armata le era stata messa alle calcagna non per gentile concessione, ma perché giorni prima, alla taverna, alcuni sconosciuti avevano osato sfiorarla e toccarla. L'Ubar aveva deciso di blindare la sua proprietà, furioso all'idea che qualcuno avesse violato ciò che gli apparteneva, considerando quell'affronto una mancanza di rispetto diretta alla sua autorità e al suo onore. Nel profondo del suo animo, non poteva fare a meno di gongolare: quel gesto così possessivo e drastico da parte del suo padrone le riempiva il petto di un orgoglio torbido e soddisfatto, la prova tangibile di quanto lui tenesse a proteggere il proprio dominio su di lei. Eppure, l'idea di subire quella sorveglianza continua nella pratica quotidiana, la irritava ugualmente oltre misura. Dopotutto, lei non era una schiava comune: aveva seguito il suo padrone in tutti i suoi viaggi, dimostrandosi perfettamente in grado di gestire le sue esigenze anche nelle situazioni più precarie e disagiate. Aveva persino vissuto due volte il dramma del rapimento da parte delle pantere: un'esperienza estrema in quel contesto selvaggio in cui aveva imparato a cacciare per sopravvivere e a difendersi da sola. Sapere di avere una guardia attaccata a ogni suo passo, come se fosse incapace di badare a se stessa, le andava stretto e limitava drasticamente i suoi movimenti.
[5:12 AM] Juna (Junanuj Resident)attraversò l'ingresso principale ignorando gli sguardi di alcune schiave intente nelle loro faccende. Radan era sempre lì, implacabile, che la tallonava a un passo di distanza. Fu allora che nella mente sua balenò l'idea mossa dalla stizza: fare ritorno ai suoi alloggi, sperando di trovare un angolo di isolamento, e tentare di seminarlo incurante dei confini della sua stessa subalternità. Svoltò bruscamente verso le scale che portavano alle stanze più riservate, quelle private dove lei e pochi altri potevano accedere. Aprì la porta della camera da letto con uno strattone, intenzionata a sbattergliela in faccia, sentendo che lui l'aveva seguita, ma prima che il pesante battente di legno potesse colpirlo, la mano guantata di Radan bloccò l'imposta con una naturalezza disarmante, impedendole di chiuderla fuori.
[5:22 AM] Juna (Junanuj Resident)sbarrò gli occhi, indignata e ribelle, mentre l'uomo varcava la soglia senza esitazione, iniziando a ispezionare con sguardo metodico gli angoli della stanza..Si può sapere cosa credi di fare? sibilò lei con voce tagliente, stringendo i pugni lungo i fianchi, le sete che frusciavano per il movimento brusco. Stai forse insinuando che una schiava possa nascondere qualcosa o tramare alle spalle del suo padrone nelle stanze assegnate? Radan non si scompose minimamente e finita la rapida ispezione, la guardò con la consueta imperturbabilità marziale, ricordandole implicitamente il divario incolmabile tra di loro..Il mio ordine è sorvegliare ogni via d'accesso e impedire qualsiasi rischio, schiava! L'Ubar ha disposto che io ti pianti addosso gli occhi da quando quei forestieri alla taverna hanno osato allungare le mani su di te. Quella mancanza di rispetto era rivolta direttamente a lui, e il Padrone non tollera che la sua proprietà venga violata. Anche qui dentro devo controllare!

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