[05:40] Zuri si era incamminata verso il molo della città, l'epidemia era passata voleva godersi un pò di tranquillità di questo patto di sangue tra la sua tribù e Shiprock. Giunta al molo si guarda intorno, le navi ritornavano ad attraccare, assotiglia lo sguardo sui i sacchi di sale che vengono caricati. " l'oro bianco" sussurra con soddisfazione " stavolta sarà oro anche per noi " ricordava il patto che aveva con L'ubar Nio. Si inoltra nel villaggio, Shiprock era rinata, le bancarelle erano di nuovo allestite i fuochi spenti e finalmente sembrava tornare tutto alla normalità. La gente la guardavano ma tutta Shiprock aveva saputo di come erano state utile le pantere per salvare la città, di certo non erano amicali ma quel disprezzo di un tempo verso le selvagge pare sia svanito. Si ferma di fronte la taverna, un edificio che era tornato alla sua funzione, sente uno strimpellare e nota un vecchio che canticchiava qualcosa, va a sedersi su una panca vicino " Tal..." si appoggia con la schiena al muro
[05:42] Salvatore il Cantore: strimpellava le corde mentre le parole gli uscivano allo stesso modo come le notizie gli erano giunte. Guarda la selvaggia sedersi e sbofonchia un saluto " Tal Huntress, porti voci nuove dalla foresta?" aveva sempre sete di nuovo sapere
[05:46] Zuri volge il suo sguardo verso il vecchio " tu sei quei cantori che portano in giro qualsiasi cosa le orecchie ascoltano" una schiava (NPC) si avvicina chiedendole cosa poteva portarle. Zuri la guarda con disprezzo per il suo essere sottomessa ma non pronuncia altro che il suo ordine " paga". Torna a guarda il vecchi cantore " Dicono che i Cantori non mentano mai, perché le canzoni sono l'unica verità rimasta a Gor. Dimmi, uomo della città... hai una melodia che parli del vento tra i rami della foresta o del sangue che scalda i torrenti? O la tua voce sa solo lodare la seta e l'oro di chi vive al chiuso?". La serenità di Zuri la porta ad essere di nuovo provacotoria, ma più per divertimento che per minaccia
[05:49] Salvatore il Cantore: Smette di suonare, accennando un inchino col capo "Il vento non ha bisogno di rime per essere compreso, Pantera. Ma se desideri, posso cantare della caccia che non finisce mai e di stelle che non hanno padroni. Perché una cacciatrice di uomini cerca la compagnia di un povero narratore?"
[05:51] Zuri prende il boccale che la schiava mi porge senza degnarla di uno sguardo inizia a sorseggiare, facendo schioccare la lingua con godimento " mmmm una cosa buona della civiltà la paga" si sofferma nel gustarsi la paga. Poggia il boccale sul tavolo e struscia il culo sulla panca per farsi più vicina al cantore " "Cerco di capire se il tuo spirito è intrappolato in quelle corde come un kaiila in una gabbia, o se le tue storie possono viaggiare dove le mie frecce non arrivano."
[05:56] Salvatore il Cantore: giocherella con le corde ascoltando le parole della Huntress. Le genti entrano ed escono dalla taverna, lui attende qualche moneta per il suo dire " le mie storie viaggiano in posti che tu non immagini cacciatrice" la guarda con disprezzo per la sua provocazione, ma senza darle troppa importanza torna a guardare le sue corde
[05:58] Zuri sorride soddisfatta percependo nel tono della voce del cantore fastidio. Butta giù un altro sorso di paga " "Tutti i Cantori conoscono le lodi degli Ubar, ma dimmi... le tue dita sono abbastanza forti da suonare la ballata di Verna? Quella che parla della donna che Marlenus di Ar non è mai riuscito a domare? O hai paura che le sue rime ti graffino la gola come gli artigli di un larl?" Punta gli occhi sul vecchio roteando il corpo e gambe verso di lui
[06:00] Salvatore il Cantore: la vede girarsi verso di lui e di proposito le da le spalle "La ballata di Verna è una canzone pericolosa, cacciatrice. Racconta di come fu catturata dal grande Ubar di Ar, di come indossò la seta e i campanelli da schiava, e di come, nonostante tutto, il suo spirito sia rimasto selvaggio come le foreste da cui proveniva. È la storia di un amore che non poteva essere, tra un re che voleva possedere e una donna che poteva solo essere libera.". Inizia a picchiettare con più forza le corde mentre nella mente già giungono le parole della ballata
[06:01] Zuri diventa seria e il suo tono è fiero "Quella canzone è la nostra verità. Marlenus ha trovato il ferro, ma non ha mai trovato la catena capace di reggere il cuore di Verna. Se osi cantarla, fallo con rispetto, o la prossima volta che sentirai un fruscio tra le foglie saprai che una delle sue sorelle è venuta a riscuotere il debito." sospira e si mette comoda " sarei curiosa di sapere cosa quella mente da vecchio conosce della leggendiaria Verna "
06:08] Salvatore il Cantore: abbassa il tono della voce, rendendolo rauco e profondo " Ascolta bene, figlia delle ombre, perché questa è la strofa che molti non osano cantare... la strofa del ferro e della volontà spezzata.Immagina Verna, la fiera, trascinata nel fango ai piedi di Marlenus di Ar. Lui non era un uomo comune, ma un Ubar che profumava di conquista. La guardò dall'alto del suo mantello e vide nei suoi occhi il fuoco della foresta. Ma un Ubar non accetta sfide da chi è in catene. "Piegati," le disse Marlenus, e la sua voce era come il tuono che precede la tempesta. "Piegati o farò in modo che tu non possa mai più correre tra i felci del Nord. Un taglio netto, Pantera. Un colpo di lama ai tuoi tendini, e sarai costretta a strisciare per sempre nella polvere del mio palazzo, incapace di stare in piedi, se non come un oggetto spezzato ai miei piedi." l silenzio in quel momento fu più pesante di una montagna di pietra. Verna guardò la lama, guardò l'acciaio che minacciava di rubarle per sempre la grazia del salto e lavelocità della fuga. In quegli istanti, capì che una Pantera immobile è una Pantera morta. E così, con un brivido che scosse la sua anima fiera, Verna scelse. Non per amore, non per debolezza, ma per sopravvivenza. Chinò il capo. Le sue ginocchia toccarono la terra. Le sue labbra pronunciarono le parole che mai avrebbe voluto dire: "Mio padrone".Il Cantore si ferma, lasciando che l'ultima nota vibri nell'aria densa della sera. Fissa Zuri dritto negli occhi, quasi a sfidare la tua reazione.
" Cosa senti ora, Pantera? Disprezzo per la sua resa o la comprensione di chi sa che, a volte, bisogna piegarsi per non essere spezzati per sempre?"
[06:11] Zuri Sputa a terra, un gesto carico di veleno. I suoi occhi, ridotti a due fessure lucenti, bruciano di un odio antico. "Marlenus... quel macellaio che si crede un dio perché impugna il ferro contro chi è in catene. Non c'è onore nel vincere una donna minacciando di renderla una storpia. Quel gesto non dimostra la sua forza, ma la sua paura: la paura che persino prigioniera, Verna fosse più grande di lui. Solo un uomo piccolo cerca di spezzare le ali a un falco perché teme l'altezza a cui vola." Si sporgi in avanti verso il Cantore, la voce è un sibilo che sovrasta il brusio della taverna. " Dì la verità, Cantore, Marlenus non voleva una donna, voleva un trofeo inerte. Ha usato la crudeltà del chirurgo invece del coraggio del guerriero. Se si fosse presentato nella foresta, da solo, senza le sue guardie e le sue reti, Verna avrebbe banchettato con il suo cuore prima che lui potesse anche solo estrarre la spada. Cantala pure, la sua "vittoria". Ma ricorda che ogni volta che pronunci il nome di Marlenus in quella strofa, il sangue di ogni Pantera ribolle. Preferirei morire dissanguata tra i rovi che ricevere la "pietà" di un uomo che governa col terrore" della mutilazione."
[06:15] Salvatore il Cantore: abbassa lo sguardo sulle corde, quasi colpito dalla violenza delle parole selvagge " Ma ascolta, sorella del larl, perché il ferro di Ar non ha potuto trattenere ciò che il vento aveva già battezzato. La strofa finale non parla di ginocchia piegate, ma di orizzonti ritrovati" Il cantore anche se non gli piace il finale narra sempre la verità degli eventi e questo quello che si dice tra le voci della foresta." Verna non rimase nell'ombra delle torri. Mentre Marlenus sognava di aver domato la foresta, lei contava i passi delle guardie e il mutare delle lune. Una notte, quando il fumo delle torce era denso e l'orgoglio dell'Ubar troppo gonfio, Verna svanì come nebbia all'alba. Non fuggì come una preda impaurita, ma come una cacciatrice che ha finito il suo tempo in un territorio sterile" Il Cantore chiude con un accordo potente che sembra riecheggiare contro le mura della taverna, quasi a volerle sfidare. La guarda con un mezzo sorriso orgoglioso. " Lei è tornata nella foresta, Pantera. E tu... hai ancora il fuoco di Verna negli occhi, o la polvere di questa città ha iniziato a spegnerlo?"
Dicono che mentre scavalcava le mura, abbia lasciato un segno profondo sulla pietra con quella stessa lama che doveva tagliarle i tendini... un monito che nessuna gabbia, per quanto dorata, può contenere il Nord.
È tornata, sì! È tornata dove le foglie sono l'unico soffitto e il grido delle sue sorelle l'unica legge. Ha ripreso il suo arco, ha lavato via il profumo delle sete di Ar nelle acque gelide dei torrenti e ha giurato che nessun uomo avrebbe mai più oscurato il suo sole. Oggi, nelle ballate che contano davvero, Verna non è la schiava che si arrese, ma la Regina delle Pantere che insegnò a un Re che il possesso è solo un'illusione dei deboli."
[06:17] Zuri si alza di scatto dalla panca, ogni muscolo del corpo è teso e vibrante come una corda d'arco pronta a scoccare. Il disprezzo per le mura di pietra che ti circondano è ora superato da una fierezza rinnovata, alimentata dalle ultime note del Cantore. "La polvere di Ar può sporcare la mia pelle, Cantore, ma non toccherà mai ciò che porto dentro. Quel fuoco che ha guidato Verna attraverso le porte della città è lo stesso che brucia nelle mie vene ogni volta che sento l'odore del ferro dei vostri padroni. Continua a suonare quella ballata, uomo della musica. Cantala forte, così che anche le schiave che servono vino lì dentro possano sentirla e ricordare che esiste un mondo dove non ci sono padroni, ma solo la legge della foresta. Io torno dove il respiro è puro". Lancia un ultimo sguardo di sfida alla taverna, poi si volta verso l'oscurità oltre i confini della città, dove gli alberi iniziano a sussurrare il suo nome. Si allontana
[06:18] Salvatore il Cantore: accenna un sorriso nascosto dalla folta e disordinata barba nel vederla alzarsi "Va', figlia del Nord. Che le tue tracce siano invisibili e le tue frecce sempre letali. Racconta alle tue sorelle che un Cantore, oggi, ha visto lo spirito di Verna camminare ancora su Gor "

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